Intel taglia i watt con Silverthorne

Sulla futura CPU mobile emergono nuovi e golosi dettagli, tra i quali alcune delle caratteristiche dell'architettura. Cala invece ogni velo di Skulltrail, la nuova piattaforma desktop hi-end di Intel. E si parla anche di Tukwila
Sulla futura CPU mobile emergono nuovi e golosi dettagli, tra i quali alcune delle caratteristiche dell'architettura. Cala invece ogni velo di Skulltrail, la nuova piattaforma desktop hi-end di Intel. E si parla anche di Tukwila

San Francisco (USA) – In occasione della International Solid State Circuits Conference ( ISSCC ) di San Francisco, in programma fino a giovedì, Intel ha svelato qualche dettaglio in più su Silverthorne , il suo primo processore espressamente progettato per i dispositivi ultraportatili, e ha presentato ufficialmente Skulltrail , una nuova piattaforma indirizzata agli utenti desktop più esigenti, come gli hardcore gamer e gli appassionati di multimedia. Intel ha annunciato anche le specifiche di Tukwila , la sua prossima CPU Itanium.

Come era già noto, Silverthorne si rivolgerà al mercato dei PC ultramobili (UMPC) e dei Mobile Internet Device (MID), consumerà non più di una manciata di watt, avrà le dimensioni di un francobollo (anche grazie alla tecnologia di processo high-k metal gate a 45 nanometri), e dovrebbe fornire all’incirca le stesse performance di un Pentium M di prima generazione (anno 2003).

Ora Intel ha rivelato che Silverthorne avrà 512 KB di cache ed utilizzerà un front-side bus a 533 MHz . Le frequenze di clock non sono ancora note, ma il chipmaker si aspetta di riuscire a spingere il proprio chip almeno fino a 2 GHz.

Caratteristica peculiare del nuovo chip a basso consumo di Intel sarà l’architettura con elaborazione delle istruzioni in ordine , anziché fuori ordine come quella adottata dalla stragrande maggioranza delle CPU x86 oggi sul mercato. Sebbene l’esecuzione fuori ordine, adottata da Intel a partire dal Pentium Pro, garantisca maggiori performance, quella in ordine riduce il consumo energetico . A bilanciare in parte il deficit di performance introdotto da questa soluzione è il supporto alla rediviva tecnologia Hyper-Threading , che consentirà a Silverthorne di lavorare sue due thread di istruzioni contemporaneamente.

L’architettura di Silverthorne, che sarà pienamente compatibile con quella dei Core 2 Duo, utilizzerà una pipeline a 16 stadi (dunque appena un po’ più lunga di quella a 14 stadi di Core) e diversi accorgimenti per minimizzare i consumi, tra i quali l’implementazione della modalità di risparmio energetico Deep Power Down (C6). L’obiettivo di Intel è riuscire a produrre versioni di questa CPU in grado di consumare mediamente meno di 1 watt .

Il più diretto rivale di Silverthorne sarà il giovane processore Isahia di VIA , che ad 1 GHz di clock ha un thermal design power di 1 watt. Rispetto alla CPU di Intel, però, Isahia vanta un un front-side più veloce, una maggiore quantità di cache, e un’architettura con esecuzione delle istruzioni fuori ordine, che almeno sulla carta dovrebbe garantirgli un certo vantaggio prestazionale. Un approfondito confronto tra i due chip sarà tuttavia possibile solo con la pubblicazione dei primi benchmark indipendenti, che consentiranno di valutare con attenzione il rapporto tra prezzo, prestazioni e consumi di ciascuno dei due processori.

Uno dei punti di forza delle soluzioni di Intel è quello di fornire ai produttori di hardware una piattaforma completa, comprendente processore, chipset, motore grafico e modulo wireless. Da questo punto di vista Silverthorne non farà eccezione: questo chip sarà infatti parte integrante della futura piattaforma mobile Menlow , che il prossimo anno rimpiazzerà McCaslin , nota commercialmente come Ultra Mobile Platform 2007. Intel sostiene che Menlow abbatterà i consumi energetici fino a 10 volte rispetto alla prima generazione di UMPC, e la piattaforma che le succederà, Moorestown , farà altrettanto rispetto a Menlow. Quest’ultima supporterà tutte le principali tecnologie wireless, incluse WiFi, reti mobili 3G e WiMax.

Quello appena iniziato sarà anche l’anno del debutto di Montevina , una nuova generazione della piattaforma Centrino che succederà all’attuale Santa Rosa . Montevina avrà nel proprio cuore una versione a basso consumo di Penryn con thermal design power (TDP) di 25 watt e, per la prima volta, un modulo wireless capace di supportare il giovane standard WiMax. La nuova piattaforma Skulltrail , sulle cui caratteristiche si speculava ormai da molti mesi, è costituita da una scheda madre con doppio processore quad-core (otto core totali) e supporto ad un massimo di quattro schede video PCI Express 16x . Basta questo per capire che un PC basato su Skulltrail avrà, software permettendo, una potenza di calcolo degna di una workstation grafica.

La scheda madre progettata da Intel per Skulltrail è la D5400XS, che ospita due socket LGA771, quattro slot PCIe 16x e quattro slot di memoria DIMM a 240 pin. Le sue dimensioni sono piuttosto generose, pari a 33 x 30,5 centimetri, e necessitano di un case di proporzioni adeguate. I due “cervelli” della scheda sono il northbridge 5400 MCH e il southbridge 6321ESB ICH: il primo supporta fino a 16 GB di memoria DDR2667/800 Fully-Buffered (FB), il secondo fornisce dieci porte USB, due porte FireWire, sei connettori SATA II, due porte eSATA, una porta ATA, e un adattatore di rete Gigabit Ethernet.

La caratteristica di maggior rilievo di Skulltrail è quella di supportare sia la tecnologia multi-GPU di Nvidia, SLI, che quella di AMD, Crossfire . Nonostante questo, per il momento Nvidia ha concesso in licenza ad Intel solo il supporto a configurazioni dual-card. Attualmente non si hanno informazioni sul livello di supporto a CrossfireX, ma è possibile che la versione finale della piattaforma consentirà di montare fino a 3 o 4 schede Radeon di ultima generazione. Sarà tuttavia sempre possibile installare due schede Radeon HD 3870×2 ed ottenere così un sistema a 4 GPU.

Skulltrail è stata pensata per fare coppia con i Core 2 Extreme quad-core, ma è pienamente compatibile anche con i Core 2 standard e con gli Xeon: queste ultime CPU potrebbero ad esempio essere utilizzate in un sistema di classe workstation, dunque più orientato a compiti “seriosi” come l’elaborazione grafica e multimediale.

Nei primi test condotti su Skulltrail dai laboratori indipendenti, emerge che questa piattaforma ha una grande fame di energia e fornisce, almeno nell’attuale design di riferimento, performance non sempre all’altezza delle aspettative : gli esperti giustificano il problema con il fatto che il software consumer, nella maggioranza dei casi, è oggi ancora incapace di sfruttare a fondo un sistema ad otto vie. Eppure i PC basati su Skulltrail, attesi verso la fine di questo trimestre, costeranno cari: ciò li relegherà probabilmente ad una piccola nicchia di mercato , più o meno la stessa a cui tempo fa AMD dedicò la propria piattaforma Quad FX , che con quella Skulltrail ha diversi punti in comune.

Tukwila
Quando arriverà sul mercato, verso la fine del prossimo anno, potrebbe essere il primo a raggiungere quota 2 miliardi di transistor. Si tratta del processore Itanium di prossima generazione, noto come Tukwila , le cui specifiche parlano di quattro core (ciascuno in grado di elaborare due thread simultaneamente), una cache da 30 MB e frequenze di clock fino a 2 GHz. Come le altre CPU della famiglia Itanium, anche Tukwila è destinato a prendere posto sui server ad elevate performance e sulle workstation di fascia più alta.

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05 02 2008
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