Intercettazioni cyber anche in Germania

Il software di monitoraggio dovrà essere installato presso le compagnie di TLC ma non presso i provider. Si espandono i sistemi di controllo


Berlino – Per cinque anni quella proposta normativa è rimasta sotterrata da altre urgenze ma dopo l’11 settembre è tornata improvvisamente in auge: nei giorni scorsi il governo tedesco ha approvato una misura che richiede a tutte le compagnie di telecomunicazione di installare tecnologie che consentano il monitoraggio delle comunicazioni da parte delle forze dell’ordine.

Il sistemone tedesco, afferma la direttiva varata dal governo , non deve però essere installato obbligatoriamente anche dai provider internet, una “eccezione” che da un lato rischia di inficiare buona parte del senso dell’operazione e dall’altro sembra testimoniare i pudori dell’esecutivo nel dare mano libera alle intercettazioni.

Come hanno spiegato gli uomini di Bitkom, l’associazione degli operatori dell’IT tedeschi, le misure vengono viste come un compromesso necessario, una via di mezzo tra le esigenze della privacy e quelle della sicurezza. “Abbiamo detto sì alla nuova normativa – sostengono – chiedendo però una importante modifica, cioè che non si applichi ai provider. I piccoli operatori di telecomunicazione avranno ancora molto tempo per installare i sistemi, ma i più grandi devono iniziare subito”.

In effetti in Germania la maggioranza dei grandi provider si appoggia direttamente sulle compagnie telefoniche per i propri servizi, elemento che consentirà alle forze dell’ordine di monitorare le comunicazioni degli utenti. Misure del genere erano già ammesse in Germania, ma le ultime disposizioni automatizzano il processo e scaricano i costi di impianto delle tecnologie di sorveglianza agli operatori.

Elemento importante del provvedimento è anche il fatto che non sarà operativo fino al primo gennaio del 2005, anche se i grandi operatori entro pochi mesi avranno già concluso le installazioni.

A protestare contro la nuova normativa e a chiedere che venga ampiamente rivista, dando così l’idea del conflitto che anche in Germania si va aprendo tra sostenitori delle libertà civili e sostenitori del controllo, sono quelli del Chaos Computer Club e dell’Unione umanista: entrambi hanno rilasciato comunicati di condanna.

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  • Anonimo scrive:
    ma i privati
    excusez moi, ma i privati sono interessati da questo discorso?Ovvero, un cracker può ritenere interessante un attacco effettuato con molti PC di utenti finali o non glie ne frega nulla?
    • Anonimo scrive:
      Re: ma i privati
      - Scritto da: iaudhaihd

      excusez moi, ma i privati sono interessati
      da questo discorso?
      Ovvero, un cracker può ritenere interessante
      un attacco effettuato con molti PC di utenti
      finali o non glie ne frega nulla?Difficile che un cracker effetui un attacco da un PC collegato in Dial-Up sulla rete.A volte, però, se ne serve per triangolarsi ed effettuare le operazioni sui server adibiti a "trampolino di lancio" come dice nell'articolo.Essendo i server continuamente loggati, nel dubbio, il bravo cracker sfrutta un PC di qualche utente per non rischiare di rimanere loggato in caso di imprudenze.A parte l'uso inconsapevole, solitamente, sul PC dell'utente non rimane traccia.
      • Anonimo scrive:
        Re: ma i privati
        gia sul pc dell'utente...pero sto bastardo porco d'un ip salta sempre fuori da qualche parte...;-0)
        A parte l'uso inconsapevole, solitamente,
        sul PC dell'utente non rimane traccia.
  • Anonimo scrive:
    certo...
    la gente non ha un kezzo da fare che ddos sto kezzo di pentagono...ma andate la...e dovrebbero spendere i soldi ad istruire la gente non a comprarsi nuove limousine...vabbe...chisenefrega...
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