Intercettazioni, il governo USA ha violato la legge

Un giudice federale ha stabilito la colpevolezza dell'amministrazione statunitense: nell'ambito dello spionaggio non autorizzato delle comunicazioni di un'organizzazione benefica di matrice islamica
Un giudice federale ha stabilito la colpevolezza dell'amministrazione statunitense: nell'ambito dello spionaggio non autorizzato delle comunicazioni di un'organizzazione benefica di matrice islamica

Le intercettazioni e lo spionaggio non autorizzati sono stati un’arma ampiamente utilizzata dall’intelligence statunitense. Ma a fronte di risultati pressoché nulli nella lotta al terrorismo, del ricorso al segreto di stato da parte di amministrazioni apparentemente molto diverse tra loro e dell’ acuirsi dello scontro tra società civile, mercato e organi statali, la Casa Bianca ha ora ottenuto nient’altro che la negazione della validità del Segreto di Stato e la coercizione giudiziaria a pagare per i danni causati.

Il caso è quello “Al-Haramain Islamic Foundation v. Obama”, in cui la ora defunta organizzazione umanitaria di matrice islamica accusata di essere la testa di ponte di al-Quaeda nel mondo (accusa poi decaduta in tribunale) ha chiesto conto all’amministrazione Obama delle intercettazioni non autorizzate predisposte sulle chiamate telefoniche del gruppo.

La Casa Bianca aveva sostenuto la posizione secondo cui stabilire se una Corte ha il diritto o meno di giudicare l’operato del governo spetta solo al Potere Esecutivo , secondo appunto il principio del Segreto di Stato a cui negli anni si sono rifatti sia il governo Bush che quello Obama per tenere le bocche cucite sulla portata delle intercettazioni a pioggia di cittadini e organizzazioni operanti all’interno degli USA.

La posizione è stata però respinta dal giudice Vaughn Walker del Distretto Federale di San Francisco, che ha stabilito come anche in questo caso il governo sia soggetto al FISA Act e debba quindi chiedere l’autorizzazione all’autorità giudiziaria prima di approntare le intercettazioni. “Gli imputati avrebbero prontamente potuto giovare a se stessi” e presentare anche una sola prova a loro vantaggio, ha scritto il giudice, ovverosia un mandato ottenuto per effetto del FISA Act. Ma tale mandato non è stato mai presentato per cui la sorveglianza della NSA nei confronti di Al-Haramain è stata ritenuta illegale.

Ottenuta questa importante vittoria, i legali dell’organizzazione attendono ora la decisione del giudice Walker anche negli altri casi in cui il governo è stato chiamato sul banco degli imputati a causa delle intercettazioni illegali, inclusi quelli di (presunta) violazione del Primo e del Quarto Emendamento della Costituzione americana. Parimenti anche il governo avrà la possibilità di appellarsi alla decisione e portare il caso davanti alla Corte di Appello del Nono Circuito.

Alfonso Maruccia

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02 04 2010
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