Intercettazioni, mercato contro stato

Aziende che operano in rete e colossi del business online contro la legge statunitense. Una disciplina delle intercettazioni polverosa mette tutti in difficoltà: è d'obbligo adattarla al nuovo millennio

Roma – Il quadro normativo che delinea il confine tra l’agire delle agenzie investigative e la riservatezza dei cittadini statunitensi è obsoleto, analogico: per questo motivo un manipolo di aziende e associazioni, colossi della rete e tutori dei diritti dei netizen chiede con forza una riforma che sappia abbracciare la tutela delle azioni e delle comunicazioni che avvengono con la mediazione di strumenti che il legislatore non aveva previsto quasi 25 anni fa.

Microsoft e Google, AT&T e Intel, eBay e Aol, passando per ACLU e EFF: non si tratta di un’iniziativa volta all’ autoregolamentazione . Rappresentanti del mercato e dei cittadini si sono raggruppati intorno alla Digital Due Process coalition per fare pressione sullo stato . L’obiettivo è difendere i cittadini, gli utenti dei servizi che mettono a disposizione, da autorità rese troppo occhiute da una cornice normativa che non ha saputo aderire all’evolvere degli strumenti di comunicazione . Il fronte si scaglia in particolare con l’ Electronic Communication Privacy Act , una legge del 1986 che regola le intercettazioni negli States, una legge che è inesorabilmente invecchiata lasciando che si aprissero degli squarci rispetto alla tutela della riservatezza dei cittadini nei confronti delle indagini condotte dalle autorità statali.

Non si poteva prevedere l’avvento dei servizi di localizzazione, non era possibile mettere in conto la progressiva penetrazione della rete nella quotidianità del cittadino, né offrire garanzie rispetto ai servizi di telefonia mobile, che negli anni 80 dello scorso secolo ancora sarebbero dovuti esplodere. Le autorità statali che debbano quindi immergersi nella vita del cittadino sotto indagine hanno ora a disposizione pieni poteri, e pieno potere di sfruttare le falle della legge finendo per violare la riservatezza garantita all’individuo. La coalizione chiede dunque uno svecchiamento che sappia tappare questi buchi.

La coalizione intende agire su più fronti. In primo luogo, si chiedono garanzie per i dati ospitati dai server delle aziende che offrono dei servizi: dati stoccati nelle cloud ma non accessibili al pubblico, informazioni a cui le forze dell’ordine possano accedere solo dopo aver ottenuto un mandato disposto sulla base di ragionevoli sospetti. Lo stesso meccanismo dovrebbe avere luogo per le comunicazioni e per i log accumulati dai fornitori dei servizi online: gli agenti dovrebbero poter frugare fra i dati relativi alle email solo se supportati da una valida motivazione. Così anche per le richieste di dati relativi al tracciamento dei telefonini dei cittadini, i cui movimenti e le cui posizioni possono essere monitorati e ricostruiti con la collaborazione degli operatori telefonici. L’intercettazione, chiede inoltre la Digital Due Process coalition, non dovrà essere un procedimento generalizzato, condotto a tappeto: un’agenzia governativa in fase di indagine dovrebbe poter ottenere dagli operatori e dai fornitori di servizi soltanto dati circostanziati , relativi a precisi account. Il rastrellamenti di messi di dati di masse di utenti dovrebbero essere sottoposti ad autorizzazione dell’autorità giudiziaria.

Guidata dal Center for Democracy And Technoloy, la coalizione ha fatto pervenire le proposte alle autorità: non è dato sapere quando verranno prese in considerazione, convivono ottimismi e pessimismi .

Sono in molti a rilevare però come il fronte sia tanto eterogeneo quanto compatto: aziende che si contendono il mercato si schierano fianco a fianco per ottenere non solo garanzie nei confronti degli utenti che servono, ma anche chiarezza da parte della legge per evitare di mettere a punto policy e pratiche che possano far discutere. È così che Microsoft e Google , con approcci molto diversi, perseguono lo stesso obiettivo, è così che AT&T si schiera dallo stesso lato della barricata di Electronic Frontier Foundation, nonostante anni di battaglia, nonostante EFF abbia tentato di svelare tutte le dinamiche della collaborazione tra NSA e l’operatore statunitense. È ora il mercato a rumoreggiare contro lo stato, istituzioni che ammoniscono spesso e volentieri le aziende della rete a fare un uso controllato della mole di dati che si trovano a gestire e a mettere a frutto.

Gaia Bottà

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  • M.R. scrive:
    Ma il semplice IP...
    ...senza perquisizione e quindi "corpo del reato", non è del tutto inutile?Se avverti tramite lettera poi non troverai niente, allora perché pagare?
  • radamax scrive:
    Copyriht,Equo Compenso una tantum?
    Una osservazione: se consideriamo il fatto che per sviluppare le sue capacità un autore (qualsiasi autore) ha "utilizzato" i beni della società (asili, scuole, università, ospedali per curarsi, biblioteche per leggere, eccecc), costruiti (e più o meno manutenzionati) coi soldi di tutti, non è che potrebbe accontentarsi del'equo compenso - un tantum - ed evitare di pretendere i diritti di esecuzione ogni qual volta un bar, discoteca, balera, radio, tv, sito web riproduce un suo brano/film? A questo punto chiunque è un autore di qualcosa.. Allora ogni persona che legge un mio lavoro/report/tema/blog, mi deve pagare? E'possibile? Ciò che scrivo io non ha certo l'importanza del testo della canzone del Principe, me ne rendo conto, ma potenzialmente dovremmo avere gli stessi "diritti - d'autore". Ritengo possibile assicurare all'autore un certo lasso di tempo per recuperare i diritti d'autore - l'equo compenso - ma poi l'opera va riconsegnata alla società, che di fatto, è la vera proprietara dell'opera, in quanto ha contribuito - inconsapevolmente - alla crescita dell'autore stesso. O no?
  • magari indirizzo scrive:
    Estorsione
    Come mai negli States prende piede questa forma di estorsione e-o ricatto?Ci hanno provato in Europa con il caso Peppermint, ma gli è andata male.D'altronde se non ti trovano i file incriminati, a quale titolo possono procedere?Che ne sò io se mi hanno craccato la chiave wpa del wi-fi?
    • ullala scrive:
      Re: Estorsione
      - Scritto da: magari indirizzo
      Come mai negli States prende piede questa forma
      di estorsione e-o
      ricatto?
      Ci hanno provato in Europa con il caso
      Peppermint, ma gli è andata
      male.
      D'altronde se non ti trovano i file incriminati,
      a quale titolo possono
      procedere?
      Che ne sò io se mi hanno craccato la chiave wpa
      del
      wi-fi?La mia è incraccabile!è addirittura in esadecimale!DE:AD-BE:EF:DE-AD:DA-DDVoi che dite sarà bene lasciare la password di amministratore del router wi-fi di default (user=admin password=admin)? :p
  • Paolo scrive:
    Ma non sarà...
    ...un pesce d'aprile?
    • Wolf01 scrive:
      Re: Ma non sarà...
      Fake, articolo inventato di sana pianta da Annunziata che ha sfruttato Maruccia per farselo pubblicare, non c'è traccia in tutto il web di questa notizia :D
      • aPenguin scrive:
        Re: Ma non sarà...
        Beh no.. La notizia l'avevo già letta ieri o l'altro ieri da altre parti:http://torrentfreak.com/rights-holders-get-30-from-mass-bittorrent-litigation-100331/http://thresq.hollywoodreporter.com/2010/03/new-litigation-campaign-targets-tens-of-thousands-of-bittorrent-users.htmlhttp://arstechnica.com/tech-policy/news/2010/03/shlockmeister-uwe-boll-sues-2000-far-cry-p2p-downloaders.arsNon credo sia un fake.Si tratta della stessa tecnica usata un UK.Facciamo causa a tutti tanto qualcuno paga sempre e qualcuno lo obblighiamo a pagare. Tutto questo all'inizio.. poi quando la gente si XXXXXXX e impara a difendersi la tattica non funziona +
  • Lybra scrive:
    Mah
    Come sempre su rastrellamenti di IP e missive minatorie l'Italia è stata all'avanguardia, per fortuna qui da noi qualcuno ha fermato questo metodo barbaro di procedere.GLi americani non sono mai usciti dal far-west e dal loro guscio di giustizia "fa-da-te"
    • Valeren scrive:
      Re: Mah
      Con la differenza che hanno le class action, e che se riescono a vincere la (probabile) causa contro lo studio di avvocati vengono rimborsati per milioni.
    • Polemik scrive:
      Re: Mah
      Già, però immagina se quelli beccati dalle major iniziano a fare come questo tizio:http://snipurl.com/v6tncDopo un po' gli passa la voglia di rastrellare IP :D
      • painlord2k scrive:
        Re: Mah
        - Scritto da: Polemik
        Già, però immagina se quelli beccati dalle major
        iniziano a fare come questo
        tizio:

        http://snipurl.com/v6tnc

        Dopo un po' gli passa la voglia di rastrellare IP

        :DEffettivamente, se martelli abbastanza gente uno matto abbastanza da vendicarsi lo trovi.Comunque, la mia supposizione è che mandare [decine di] migliaia di mail in giro chiedendo soldi per non attivare una causa legale fa a pugni contro il RICO Act. E se uno viene condannato per violazione del RICO gli passa la voglia a tutti di rastrellare IP e chiedere soldi.Il problema è sempre lo stesso: passare effettivamente per un tribunale costa troppo in avvocati e rende comunque poco.
  • angros scrive:
    Il P2P è in declino
    E lo streaming è in ascesa: i film ce li guardiamo gratis lo stesso, e legalmente, così non ci possono dire nulla (e prima che riescano a far cambiare di nuovo la legge, saranno già state studiate altre sei o sette alternative per rimanere nella legalità e scaricare comunque).E le major sono al punto di partenza: non potete vietare il "tutto gratis"!
    • Sgabbio scrive:
      Re: Il P2P è in declino
      in declino non direi.
      • angros scrive:
        Re: Il P2P è in declino
        Comunque, serve di meno: quando puoi trovare le stesse cose su megaupload, o vedere il film su megavideo, o sentire la canzone su youtube... ma chi te lo fa fare di cercarti il torrent?
        • Anonimo Svitato scrive:
          Re: Il P2P è in declino
          Un motivo per farlo è evitare la seccatura di vederlo scomparire un bel giorno per un qualunque motivo e perdere altro tempo per ritrovarne un "mirror" ;)
          • angros scrive:
            Re: Il P2P è in declino
            Se te lo sei scaricato da megaupload...
          • Anonimo Svitato scrive:
            Re: Il P2P è in declino
            Megaupload ok, ma per lo streaming comunque dipendi da qualcun altro ogni volta che vuoi vedere/ascoltare/ecc.
          • angros scrive:
            Re: Il P2P è in declino
            keepvid
          • hei hei ma che piedi che ciai scrive:
            Re: Il P2P è in declino
            - Scritto da: angros
            keepvidSe ti accontenti della qualità scadente, puoi accomodarti, io 'sta moda dello streaming non la trovo di mio gusto, preferisco torrentizzarmi quello che mi interessa e poi le cose me le guardo come preferisco senza dover usare un browser.E fangù ai caratteri non ammessi, PI quand'è che accenti e apostrofi saranno utilizzabili nel campo nome e cognomerotfl?
          • MaestroX scrive:
            Re: Il P2P è in declino
            Sono 2 cose diverse che rispecchiano 2 esigenze diverse:- se vuoi vedere qualcosa subito usi lo streaming- se vuoi possederlo usi il download
    • AlessioC scrive:
      Re: Il P2P è in declino
      - Scritto da: angros
      E lo streaming è in ascesa: i film ce li
      guardiamo gratis lo stesso, e legalmente---8
      • Wolf01 scrive:
        Re: Il P2P è in declino
        È come guardarsi la partita dal condominio in parte allo stadio...Che fanno, ti vietano di affacciarti al balcone? Ti murano le finestre? Coprono lo stadio in modo che non si possa vedere niente da fuori?
        • AlessioC scrive:
          Re: Il P2P è in declino
          - Scritto da: Wolf01
          È come guardarsi la partita dal condominio in
          parte allo stadio...
          Che fanno, ti vietano di affacciarti al balcone?
          Ti murano le finestre? Coprono lo stadio in modo
          che non si possa vedere niente da
          fuori?Legalmente hanno tutto il diritto di coprire lo stadio: se non lo fanno, ovviamente non possono venire a limitarti la libertà di fare ciò che vuoi in casa tua. L'esempio però non è corretto: i cinema sono tutti coperti e dal tuo balcone non vedi proprio nulla... :-)
          • Wolf01 scrive:
            Re: Il P2P è in declino
            Se fosse un cinema all'aperto però ci sarebbe lo stesso problema.In Ammmmerica non so quanti ne restano di cinema all'aperto drive-in...
          • AlessioC scrive:
            Re: Il P2P è in declino
            L'esempio del cinema (aperto, semiaperto o chiuso che sia) va bene solo se paragoni chi si guarda il film in streaming al ragazzetto che sguscia dentro la sala per non pagare il biglietto.
  • Alex scrive:
    É GUERRA!
    La prepotenza delle major non conosce confini!!!É tempo per un'azione DECISA contro i signori del denaro e i loro scagnozzi.Sia chiaro fin da ora che i vili sgherri di Guardalay saranno COLPITI in maniera esemplare: dirigenti, programmatori, chiunque abbia a che fare con loro PAGHERÀ CARO E PAGHERÀ TUTTO!Siamo disposti a tutto per salvaguardare la libertà di Internet. Voi piccoli servi prezzolati al servizio delle major, siete disposti a morire per il denaro dei vostri padroni?Per dimostrare la nostra volontà daremo presto inizio ad una serie di clamorose azioni dimostrative contro persone e beni riconducibili alla mafia dell'industria. Decliniamo fin da ora ogni responsabilità per chiunque verrà travolto da queste iniziative: non abbiamo voluto né iniziato noi questa guerra, ma abbiamo tutta l'intenzione e i mezzi per portarla a termine.Contro la prepotenza dei signori del denaro, per la libertà di Internet, COLPIRE!!!
    • UhUh scrive:
      Re: É GUERRA!
      - Scritto da: Alex
      dirigenti, programmatori, chiunque abbia a che
      fare con loro PAGHERÀ CARO E PAGHERÀ
      TUTTO!Mi pare giusto: quando fai la spesa, paghi e paghi tutto.
      Per dimostrare la nostra volontà daremo presto
      inizio ad una serie di clamorose azioniNoi chi? Quali azioni?
      contro persone e beni riconducibili
      alla mafia dell'industria. Decliniamo fin da ora
      ogni responsabilità per chiunque verrà travolto
      da queste iniziative: non abbiamo voluto né
      iniziato noi questa guerra, ma abbiamo tutta
      l'intenzione e i mezzi per portarla a
      termine.

      Contro la prepotenza dei signori del denaro, per
      la libertà di Internet,
      COLPIRE!!!Mitomane pedoterrosatanista? :-o
    • tatutati66 scrive:
      Re: É GUERRA!
      sono d'accordo che le case cinematografiche o altro sono delle sanghisughe.mamma mia sembra che ti vogliono levare la vita e negli anni passati come facevi a vivere senza rubare o pardon scaricare .qui si tratta di salvaguardare la musica e i film i libri software e chi inventa queste cose non c'e in discussione la liberta di internet solo queste cose ma non volete capirle .
      • Alex scrive:
        Re: É GUERRA!
        Sì, magari con un paio di virgole in più si riusciva anche a capire cosa hai scritto.
      • angros scrive:
        Re: É GUERRA!

        .
        qui si tratta di salvaguardare la musica e i film
        i libri software e chi inventa queste cose non
        c'e in discussione la liberta di internet solo
        queste cose ma non volete capirle
        ."Queste cose" si salvaguardano permettendone la diffusione, non ostacolandola. E il copyright la ostacola
    • krane scrive:
      Re: É GUERRA!
      - Scritto da: Alex
      La prepotenza delle major non conosce confini!!!
      É tempo per un'azione DECISA contro i signori del
      denaro e i loro scagnozzi.
      Sia chiaro fin da ora che i vili sgherri di
      Guardalay saranno COLPITI in maniera esemplare:
      dirigenti, programmatori, chiunque abbia a che
      fare con loro PAGHERÀ CARO E PAGHERÀ TUTTO!
      Siamo disposti a tutto per salvaguardare la
      libertà di Internet. Voi piccoli servi prezzolati
      al servizio delle major, siete disposti a morire
      per il denaro dei vostri
      padroni?

      Per dimostrare la nostra volontà daremo presto
      inizio ad una serie di clamorose azioni
      dimostrative contro persone e beni riconducibili
      alla mafia dell'industria. Decliniamo fin da ora
      ogni responsabilità per chiunque verrà travolto
      da queste iniziative: non abbiamo voluto né
      iniziato noi questa guerra, ma abbiamo tutta
      l'intenzione e i mezzi per portarla a termine.
      Contro la prepotenza dei signori del denaro, per
      la libertà di Internet, COLPIRE!!!Io bevo tanta birra : se vuoi ti tengo da parte i vuoti per fare le molotov.
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