Internet Archive, via al prestito digitale

L'organizzazione non profit annuncia la collaborazione con 150 biblioteche canadesi e statunitensi per digitalizzare e preparare al prestito circa 80mila testi. Con l'auspicio che altre biblioteche seguano l'esempio

Roma – Un’ iniziativa in favore della circolazione della conoscenza universale attraverso vie digitali: Internet Archive, in collaborazione con centocinquanta biblioteche sparse tra Canada e USA, è pronta a creare una collezione di 80mila ebook che saranno resi disponibili per il prestito su laptop, e-reader e i computer delle biblioteche.

Si tratta di un prestito digitale in grado di espandere enormemente le collezioni presenti sugli scaffali e di aggiornare il profilo della biblioteca tradizionale aggiungendo titoli fatti di bit.

Le ragioni della partecipazione al progetto non sono le medesime per ciascuna biblioteca. “Abbiamo centinaia di libri che sono troppo fragili per circolare. Questo sistema di digitalizzazione e prestito ci consente di offrire l’accesso a questi libri vecchi senza mettere in pericolo la copia materiale”, afferma Judy Russell, della biblioteca dell’Università della Florida.

Il prestito digitale permette anche di accedere a testi rari e unici nel proprio genere, riguardanti la storia delle famiglie, argomento popolare tra i genealogisti. Tale collezione combinata consentirà alla Boston Public Library e alla biblioteca pubblica di Allen County, nell’Indiana, di condividere i propri documenti e metterli a disposizione su scala globale.

“I genealogisti sono alcuni dei nostri utenti più entusiasti, e la biblioteca pubblica di Boston possiede alcuni testi sulla materia introvabili altrove”, sostiene Amy E. Ryan, presidente della famosa istituzione. “Questo sistema di prestito consente ai nostri utenti di ricercare per la prima volta i nomi presenti all’interno dei testi e ci permette di procedere col prestito a distanza in maniera efficiente”.

Per Brewster Kahle, fondatore di Internet Archive, la speranza è che uno sforzo del genere solleciti le biblioteche a fornirsi di un servizio di prestito digitale.

Gli utenti che approfitteranno dell’opportunità potranno scegliere la versione fruibile in-browser, il file PDF o ePUB.

Cristina Sciannamblo

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  • Fesion scrive:
    Io darei la password
    Poi la cambierei appena finito il colloquio.
  • Ser scrive:
    E le chiavi di casa?
    Perché le chiavi di casa no?
    • Funz scrive:
      Re: E le chiavi di casa?
      - Scritto da: Ser
      Perché le chiavi di casa no?Con acXXXXX libero al frigo e lo ius primae noctis (e pure secundae et sequentes), già che ci siamo :p
      • OldDog scrive:
        Re: E le chiavi di casa?
        - Scritto da: Funz
        - Scritto da: Ser

        Perché le chiavi di casa no?

        Con acXXXXX libero al frigo e lo ius primae
        noctis (e pure secundae et sequentes), già che ci
        siamo
        :pMa lui può rifiutare, ovviamente, e la cosa non avrà conseguenze sulla sua valutazione. Invece la moglie (e tutti coloro che hanno interagito su facebook, nel caso di password cedute) non hanno alcun diritto di opporsi.Sono mere "vittime collaterali" di questa guerra ai diritti civili.
        • Funz scrive:
          Re: E le chiavi di casa?
          - Scritto da: OldDog
          - Scritto da: Funz

          - Scritto da: Ser


          Perché le chiavi di casa no?



          Con acXXXXX libero al frigo e lo ius primae

          noctis (e pure secundae et sequentes), già che
          ci

          siamo

          :p
          Ma lui può rifiutare, ovviamente, e la cosa non
          avrà conseguenze sulla sua valutazione. Invece laChe non abbia conseguenze non direi proprio, visto che l'azienda potrà scegliere gente più arrendevole.
          moglie (e tutti coloro che hanno interagito su
          facebook, nel caso di password cedute) non hanno
          alcun diritto di
          opporsi.
          Sono mere "vittime collaterali" di questa guerra
          ai diritti
          civili.Vero, è vergognoso anche solo pensare una cosa del genere, questi sono arrivati addirittura a proporla seriamente. Un'azienda simile andrebbe commissariata, e i dirigenti defenestrati all'istante.
  • KeS scrive:
    Rimango sempre più allucinato...
    ...ma stiamo regredendo al medioevo?La gente ormai è talmente rXXXXXXXXXta dal consumismo che non si cura più neppure dei suoi diritti fondamentali, come la storia dell'hacker PS3 in Germania.Questo fà quello che vuole in casa SUA con la SUA PS3 e vengono a portagli via tutto solo perchè ha dichiarato di esser riuscito a far girare Linux.E c'è pure gente sui forum che lo condanna....
  • OldDog scrive:
    Inquisizioni impunite
    "L'azienda non ne terrebbe conto".Certo, e il cielo è pieno di asini che volano. Quando succedono indegne XXXXXte come questa, dovrebbe intervenire immediatamente un giudice, che prenda (metaforicamente) per un orecchio l'idiota che si permette di inventarsi queste scuse e lo sospenda per un mese dal lavoro, a stipendio zero. Alla prossima cassata, sanzioni e licenziamento.Perché ogni volta che questi criminali ci provano e se la cavano gratis, sanno che la prossima volta saranno più forti e i candidati più deboli.Ci sono volte nelle quali sarebbe quasi bello che questi interrogatori da inquisizione finissero come nella prima scena di Blade Runner.
    • MegaJock scrive:
      Re: Inquisizioni impunite
      - Scritto da: OldDog
      Ci sono volte nelle quali sarebbe quasi bello che
      questi interrogatori da inquisizione finissero
      come nella prima scena di Blade
      Runner.Si può organizzare.
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