Internet Explorer 9, c'è la release candidate

Microsoft rende disponibile per il download laversione che anticipa il rilascio finale del browser. Una build più veloce e più sicura, dicono da Redmond: con una proposta per il W3C

Roma – Da ieri sera è possibile sperimentare in anteprima la maggior parte delle funzionalità che saranno incluse nella nona edizione del browser Microsoft. L’attesa Release Candidate di Internet Explorer 9 è infatti disponibile per il download, sui sistemi Vista e Seven .
Nell’interfaccia della nuova build la barra degli indirizzi può essere posta sopra la fila delle schede, ma l’estetica minimalista non presenta particolari stravolgimenti. Tra le caratteristiche interne potenziate, rispetto alla Beta , vi è invece velocità d’esecuzione, gestione della privacy e della memoria.

Il colosso di Redmond sottolinea di essere stato il primo a parlare di accelerazione hardware abilitata a livello predefinito, in ambito browser. Come noto, l’uso della GPU per il rendering delle pagine web ha definitivamente messo fuori gioco XP ma, stando ai dati divulgati, la RC di IE9 è comunque riuscita ad incrementare le prestazioni del 35 per cento, sempre in confronto alla Beta. Il risultato è stato ottenuto con la complicità del rinnovato motore JavaScript ( Chakra ) studiato per le CPU multi-core.

Il supporto ai più recenti standard del Web, come HTML5 e WebM , è stato ulteriormente esteso ed ora IE9 supera in scioltezza il test Acid3 , con un punteggio di 95 su 100. La Release Candidate fissa anche diversi bug che minavano la stabilità della precedente uscita.

I miglioramenti eseguiti su privacy e sicurezza includono invece un “interruttore” per accendere i controlli ActiveX soltanto all’interno di una sessione ritenuta affidabile. In soccorso dei navigatori arriva anche la nuova funzione Tracking Protection , che consente di limitare l’invio delle informazioni personali. Lo strumento introdotto da IE9 si appoggia a “blacklist” create da altri utenti per bloccare i siti troppo invadenti. Microsoft ha anche proposto al World Wide Web Consortium (W3C) di adottare la condivisione di queste liste come soluzione standard, per contrastare il monitoraggio indesiderato in maniera globale.

Roberto Pulito

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