Arriva l'interruttore per spegnere Ask Photos in Google Foto

Arriva l'interruttore per spegnere Ask Photos in Google Foto

Dopo le critiche ricevute dalla funzionalità, Ask Photos può essere disattivata all'interno di Google Foto tornando alla ricerca classica.
Arriva l'interruttore per spegnere Ask Photos in Google Foto
Dopo le critiche ricevute dalla funzionalità, Ask Photos può essere disattivata all'interno di Google Foto tornando alla ricerca classica.

Questo è un articolo interessante per due ragioni. La prima per la notizia in sé: la modifica di una caratteristica in un’applicazione tanto utilizzata come Google Foto. La seconda, invece, perché racconta una volta di più cosa sta avvenendo nell’ambito dell’intelligenza artificiale. Andiamo con ordine e vediamo cosa cambia in relazione alla funzionalità Ask Photos.

Ask Photos (Google Foto) si può disattivare

Come anticipato a fine gennaio, bigG ha deciso di restituire agli utenti il pieno controllo sulla modalità di ricerca dei contenuti salvati sulla piattaforma. Introdotta nel settembre 2024 come esclusiva negli Stati Uniti, Ask Photos permette di trovare le immagini inviando un prompt con linguaggio naturale, proprio come avviene con un qualsiasi chatbot AI. Seppur comoda, averla imposta e abilitata di default ha fatto storcere il naso a molti. C’è anche chi ne ha messo in dubbio l’efficacia.

Il gruppo di Mountain View ha ascoltato i feedback e scelto di introdurre una sorta di interruttore per disabilitarla, tornando al vecchio metodo. L’annuncio arriva da Shimrit Ben-Yair, numero uno del servizio.

Abbiamo ricevuto il vostro feedback, volete maggiore controllo sul tipo di risultati visualizzati durante le ricerche in Google Foto. Per risolvere questo problema, stiamo iniziando a implementare una nuova esperienza che vi mette al posto di comando, consentendovi di scegliere tra la ricerca classica veloce e i risultati intelligenti di Ask Photos.

L'interruttore per disattivare Ask Photos in Google Foto

A rendere l’annuncio più significativo, come anticipato, è il fatto che gli utenti sembrano finalmente avere voce in capitolo per quanto riguarda l’integrazione forzata dell’intelligenza artificiale.

Google, così come tutte le altre realtà del settore AI, ha esigenza di monetizzare gli investimenti su questo fronte e lo sta facendo infilando funzionalità ovunque (vedi Gemini in Workspace), anche quando non richieste o invadenti. C’è chi le trova comode e chi invece preferisce continuare a utilizzare i servizi come è abituato: imporre un cambiamento raramente si rivela una scelta azzeccata.

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Pubblicato il
11 mar 2026
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