iPad contro Kindle, e i prezzi vanno su

Anche Hachette chiede di stabilire da sé i prezzi sulla piattaforma di Amazon. Spariscono uno dopo l'altro i volumi a 9,99 dollari. La competizione non giovava al mercato?
Anche Hachette chiede di stabilire da sé i prezzi sulla piattaforma di Amazon. Spariscono uno dopo l'altro i volumi a 9,99 dollari. La competizione non giovava al mercato?

Dopo Macmillan anche la casa editrice Hachette chiede ad Amazon (e agli altri rivenditori del settore) di alzare i prezzi delle nuove uscite: dai 9,99 dollari stabiliti a una cifra tra i 12,99 e i 14,99.

Il CEO David Young ha parlato del nuovo modello tariffario, agency model , come il mezzo migliore per valorizzare al meglio i propri autori e poter mantere anche nel lungo periodo investimenti coerenti: variando i prezzi a secondo della loro valutazione del prodotto.

L’entrata nel mercato degli ebook di Apple, con iPad e iBook Store, è sembrato quasi essere un masso lanciato all’interno dello stagno di Amazon: ha creato onde che rischiano di ribaltare Kindle. O almeno l’attuale modello di business. Hachette è, infatti, una delle cinque case editrici, insieme a Macmillan, Penguin Group, HarperCollins e Simon&Schuster, che ha partecipato all’evento di lancio di iPad.

Macmillan è ancora in conflitto con Amazon, che esclude ancora i suoi volumi dagli scaffali; Hachette ha fatto la medesima richiesta della discordia; Rupert Murdoch, che tramite News Corp controlla anche HarperCollins, ha dichiarato di essere in trattativa per rinegoziare il precedente accordo: “Non siamo contro i libri elettronici, al contrario ci piacciono molto – ha spiegato il tycoon dell’editoria – ma riteniamo che la politica di Amazon di vendere tutto a 9,99 dollari (…) svaluti i libri e danneggi i librai”. Murdoch arriva anche ad esplicitare il ruolo di Apple che “permette maggiore flessibilità e prezzi più alti”.

Nel nuovo modello di vendita, tra l’altro, la casa editrice incasserà meno soldi per ogni ebook venduto: offrirebbe infatti uno sconto del 30 per cento al rivenditore, mentre Amazon mette in vendita gli ebook in perdita dal momento che li acquista dagli editori ad un prezzo forfettario intorno ai 15 dollari.

L’ottica, infatti, non è tanto quella della massimizzazione del profitto a breve termine, ma quello della difesa della versione cartacea dei volumi come asset principale. E la strategia di Apple sarebbe perfetta: vendere i bestseller tra i 12,99 e i 14,99 dollari (calando solo successivamente a 9,99), ottenendo per sé uno sconto del 30 per cento.

Apple, inoltre, sta effettivamente lavorando il mercato ai fianchi: Steve Jobs in persona si è presentato a Fox News e ai dirigenti del New York Times (pare seguita da una cena, a cui Jobs si sarebbe presentato con tanto di cappello buffo) per convincere gli editori che ancora non si fossero arresi alle sirene di Cupertino a distribuire i loro prodotti, programmi, giornali e riviste, attraverso iTunes Store e iBook Store e sfruttando le potenzialità di iPad.

Claudio Tamburrino

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