iPhone 4, prova sul campo

di D. Galimberti - Il primo weekend in compagnia del nuovo smartphone Apple. Il display è eccellente, la fotocamera migliora a vista d'occhio. La batteria pure. E l'antenna, tanto discussa, riserva sorprese

Roma – Dopo aver letto infinite polemiche, ed innumerevoli giudizi degli “altri”, finalmente ho la possibilità di testare un iPhone 4 di persona.
Prima di iniziare con la recensione vera e propria, visto che molti leggeranno questo articolo solo per capire quanto sia grave il problema dell’antenna, vi dico subito che la questione sta esattamente nei termini in cui me lo aspettavo , e rispecchia l’idea che mi ero fatto ponderando i vari giudizi espressi qua e là in Rete. Il problema dell’antenna c’è, e si manifesta (come risaputo) tenendo il telefono con la mano sinistra in modo tale da coprire il bordo sulla parte inferiore.

Quanto è grave il problema? Per fugare ogni dubbio, nonostante avessi a disposizione un bumper, per tre giorni ho voluto utilizzare il telefono “nudo”, ho fatto diverse telefonate (anche se non sono propriamente un maniaco della comunicazione telefonica), sia con la mano destra che con la sinistra, e l’ho usato spesso per controllare la posta o navigare su Internet, tenendolo sia in verticale che in orizzontale, con entrambe le mani. Forse tre giorni non sono molti per un giudizio assoluto, ma in questo periodo non mi è mai capitato di perdere la connessione, né telefonando, né navigando: in un normale utilizzo, l’unico difetto che ho avuto modo di riscontrare è stato un indebolimento di campo, senza ulteriori conseguenze.

È comunque vero che andando a forzare alcune condizioni (cioè stringendo il telefono con la mano sinistra in modo tale da coprire volutamente l’antenna) si possa accentuare il problema fino ad arrivare, alcune volte, alla perdita del segnale, e questo conferma una certa gravità del difetto; si tratta comunque di situazioni particolari cercate volutamente, lontane dalle reali condizioni di utilizzo, e che si possono comunque evitare con un semplice bumper. A tal proposito, parlando più specificatamente delle custodie, la politica adottata da Apple prevede che ogni possessore di iPhone possa ordinare gratuitamente il proprio bumper (o soluzione equivalente), utilizzando un’apposita applicazione scaricabile da AppStore.

In definitiva, ognuno faccia le proprie valutazioni, se ne ha la possibilità lo provi di persona, e (se vuole) ne faccia anche una questione di principio, ma per quanto mi riguarda l’argomento Antennagate è chiuso, e non spenderò ulteriori parole in merito.

Veniamo quindi al telefono. La prima cosa che si nota togliendolo dalla scatola è la forma differente rispetto al modello precedente, decisamente più squadrata e per certi versi più simile all’originale del 2007. Estetica a parte (il nuovo look può piacere o meno) iPhone 4 è più sottile, e questo risultato è raggiunto grazie all’adozione di tanti piccoli accorgimenti, tra cui anche il fatto che il vetro dello schermo è ora appoggiato direttamente sul display stesso. Proprio il display rappresenta una delle novità a mio avviso più interessanti: oltre ai miglioramenti di luminosità e contrasto, l’altissima risoluzione (960×640 per un totale di 326PPI) lo rende incredibilmente nitido, tanto da rendere impietoso il paragone con il 3GS: dopo qualche ora passata sul display Retina , gli altri display sembrano roba vecchia sotto ogni aspetto, anche come resa di colore, anche osservandolo da diversi angoli di visuale. Parlando di immagini e colori, l’attenzione cade inevitabilmente sulla fotocamera, in grado di scattare foto da 5MPixel e registrare video HD 720p a 30FPS; l’aumento della risoluzione è stato ottenuto senza incrementare la densità di pixel del sensore, ma inserendone uno più grande con una lente di dimensioni più generose, il che dovrebbe garantire un certo standard qualitativo. Certo, i limiti di un’ottica così compatta ci sono e si vedono, soprattutto in certe condizioni (senza contare il fatto che, ovviamente, lo zoom è solo digitale, e non è possibile utilizzarlo durante le riprese video), ma nessuno pretende da un telefono la stessa qualità di una reflex, e le foto scattate con iPhone 4 sono comunque di buona qualità, anche in condizioni di luce un po’ critiche (finalmente è stato aggiunto un flash a LED). Diverso il discorso per la fotocamera frontale, risoluzione VGA, utilizzata principalmente per le videochiamate: in questo caso Apple ha fatto delle scelte molto precise e per certi versi “limitanti”, utilizzando una nuovo sistema denominato Facetime .

Al momento l’unica possibilità di effettuare una videochiamata con iPhone 4 è quella di utilizzare una rete WiFi e chiamare un altro iPhone 4 (anch’esso sotto copertura WiFi): considerato però che Facetime è basato su diversi standard , in futuro potrebbe essere supportato ed implementato anche da terze parti. Oltre alla probabile adozione sui prossimi modelli di iPad e iPod Touch, la stessa Skype sembra essere interessata all’idea, e questo (vista la diffusione di Skype) sarebbe un bel colpo per Apple. Al di là di tutto questo, uno dei vantaggi della soluzione ideata a Cupertino è che il passaggio da normale telefonata su rete telefonica a videochiamata su rete WiFi si ottiene con un semplice tocco a telefonata in corso, eliminando i costi in bolletta.

Restando in ambito video, una delle applicazioni sulle quali Apple sta puntando molto, è la versione mobile di iMovie . A dispetto delle apparenze (e con mia stessa sorpresa) il montaggio di un filmato avviene in maniera comoda e agevole, anche se tanta semplicità d’uso deriva in parte dal numero molto limitato di opzioni disponibili: cinque temi, ognuno col suo preset di titoli (per apertura, chiusura, e scene intermedie) e la sua transizione caratteristica (da usare in alternativa alla classica dissolvenza incrociata), e la possibilità di inserire una musica di sottofondo. Certo, ogni clip può essere ritagliato a piacimento, e sulle foto possiamo definire i punti iniziali e finali per un effetto Ken Burns, ma non chiedete di più: efficace ma essenziale. Sicuramente da apprezzare il fatto che lavori sui video in HD e possa esportare il risultato nel formato 720p, da scaricare poi sul computer o inviare direttamente su Youtube o nel proprio spazio MobileMe.

Su iOS 4 si è già detto molto , per cui mi limito a fare qualche osservazione sulla funzione più chiacchierata, ovvero il multitasking . Nonostante la buona idea di “tenere vivi” solo alcuni servizi per risparmiare la batteria e assicurare prestazioni adeguate, a mio avviso manca ancora qualcosa per rendere veramente usabile il multitasking di iOS: quando chiudo un’applicazione vorrei aver modo di decidere subito se chiuderla definitivamente o lasciarla in background, anche perché se tutte le applicazioni che si aprono vanno a finire nella lista di ciò che gira in multitasking (anche quelle che in realtà non hanno nessun servizio che gira, e quindi potrebbero non finirci) può diventare noioso andare a cercare ciò che si vuole in quella lista. Tanto più che è costituita da una sola riga di quattro elementi, e facilmente si può arrivare ad avere 20 o più applicazioni da scorrere in quella lista. Se almeno ci fosse un’opzione per chiudere tutto in un colpo solo, sarebbe già un buon passo in avanti rispetto alla chiusura di ogni singola applicazione. Tornando a parlare di hardware, tra i vari miglioramenti di cui non ho ancora avuto modo di parlare vale sicuramente la pena di ricordare che il nuovo iPhone 4 monta un processore A4 simile a quello introdotto con iPad, che assicura prestazioni elevate in ogni situazione (in questi giorni non ho notato nessuna esitazione in nessun compito), anche se per molti compiti la differenza prestazionale rispetto al precedente 3GS non è molto marcata. Altra novità è l’introduzione di un giroscopio, che consentendo una migliore precisione nell’interpretazione dei movimenti verrà sicuramente utilizzato al meglio dai produttori di giochi; tra le applicazioni che già ne sfruttano le potenzialità possiamo ricordare N.O.V.A. (della prolifica Gameloft), e Gyro Draw , un semplice programma di disegno che fa ben comprendere la differenza tra l’accelerometro e il giroscopio.

Dopo aver provato tutto questo, arriviamo infine ad un altro punto cruciale: l’autonomia. Il primo giorno, complice una gita fuori porta, sono partito da casa con iPhone completamente carico, ho sfruttato per mezz’ora il navigatore GPS e ho passato la mattinata a scattare foto (poco meno di un centinaio) e filmare video (per un totale di 3-4 minuti); oltre a questo ho fatto ciò che normalmente si fa con uno smartphone, ovvero qualche telefonata e un rapido controllo a mail e news, sia su rete 3G che (in serata) sulla rete WiFi di casa, navigando anche sulle pagine web che visito quotidianamente. A fine giornata ho avuto anche tempo di testare qualche applicazione prima di ricevere l’avviso che la batteria era sotto il 20 per cento di carica: il che non è male, anche se per completare il quadro ci tengo a precisare che le notifiche push erano disattivate, mentre invece era attiva la geolocalizzazione delle foto (quindi da un lato c’è stato un risparmio, ma dall’altro il GPS ha lavorato a lungo per tutta la mattinata).

Il giorno successivo, incrementando l’utilizzo su rete 3G, ma disattivando il GPS nell’utilizzo della fotocamera, ho notato una situazione ancora migliore: un computo generale sulla reale autonomia è sempre difficile da fare, basta passare un po’ di tempo con qualche gioco che fa un uso pesante di grafica 3D e l’autonomia ne risente in modo consistente, mentre con altri tipi di utilizzi potrebbe durare tranquillamente più giorni. In linea generale mi sento di confermare i numeri dichiarati da Apple.

In conclusione, tralasciando il discorso antenna (sul quale ognuno farà le considerazioni che vuole), a mio avviso iPhone 4 rappresenta un notevole salto in avanti rispetto alle generazioni precedenti, in particolare per quanto riguarda il display, le prestazioni, e la fotocamera: parte del merito va sicuramente riconosciuta alle migliorie introdotte con iOS 4, anche se (come abbiamo visto) c’è spazio per ulteriori perfezionamenti.

Proprio in virtù del nuovo firmware, chi già possiede un iPhone 3GS probabilmente non sentirà il bisogno di aggiornare il proprio telefono (a meno che non ritenga indispensabile la videochiamata e il display Retina), mentre chi sta ancora utilizzando il primo modello (o chi non ha mai avuto un iPhone ma ne vorrebbe uno) probabilmente potrebbe essere molto interessato a questa release del Melafonino. Scelta più difficile per quelli che si trovano in una situazione intermedia con un 3G, ai quali (se non sentono l’esigenza stringente del multitasking) consiglierei di resistere fino alla prossima uscita.

Domenico Galimberti
blog puce72

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