iPhone, Apple non ha clonato il produttore cinese

Cupertino vince in appello contro un'azienda che la accusava di aver abusato di un brevetto di design per i propri iPhone 6 e iPhone 6 Plus: i terminali oggetto del contendere sono perfettamente distinguibili dai consumatori

Roma – Apple non ha violato la proprietà intellettuale dell’azienda cinese Shenzhen Baili, non ha clonato il design dello smartphone 100C per i propri iPhone 6 e iPhone 6 Plus: la giustizia cinese è tornata sui propri passi e ha ribaltato una decisione emessa nel 2016, una decisione contro cui Cupertino aveva presentato appello, vedendosi ora riconoscere le proprie ragioni.

iPhone 6 e 100C a confronto

Il caso era stato avviato dall’azienda cinese nel 2014: Shenzhen Baili, nei primi mesi di quell’anno, aveva depositato un brevetto di design che illustrava l’aspetto del proprio terminale 100C , uno smartphone che esteriormente sembrava ricalcare le prime immagini basate sulle indiscrezioni che hanno anticipato il lancio di iPhone 6, con i suoi spigoli arrotondati e le sue linee morbide.

Alla fine del 2014, quando iPhone 6 e iPhone 6 Plus si stavano affermando sul mercato, l’azienda cinese aveva proceduto alla denuncia lamentando la violazione del brevetto di design da parte di Apple.

Shenzhen Baili, incapace nel frattempo di conseguire successo sul mercato ma ancora fiduciosa in una vittoria in tribunale, con i risarcimenti che ne conseguono, si era vista dare ragione nel 2016 e aveva chiesto un blocco delle vendite dei prodotti Apple su territorio cinese. Cupertino era immediatamente ricorsa in appello ottenendo la sospensione della drastica misura, e nei mesi successivi aveva presentato le prove a difesa dei propri prodotti presso il tribunale di Pechino che si occupa di proprietà intellettuale: almeno 13 le differenze tra i propri iPhone 6 e lo smartphone 100C , differenze che a parere della Mela avrebbero reso i prodotti perfettamente distinguibili per il consumatore medio.

La giustizia cinese ha ora deliberato a favore di Apple : anche se il titolo registrato da Shenzhen Baili non verrà invalidato, non ci sono prove di alcuna violazione dei diritti di proprietà intellettuale da parte di Cupertino. Il tribunale ha confermato che i terminali appaiono completamente differenti, non solo sulla base del loro aspetto, ma anche perché le funzioni degli smartphone della Mela, indipendentemente dal successo calante sul mercato cinese, contribuiscono a fare di iPhone un prodotto riconoscibile dai consumatori.

Gaia Bottà

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