iPhone 6, primo contatto

di D. Galimberti - Il nuovo arrivato di Cupertino cambia le dimensioni per rispondere alle richieste del mercato. Una scelta con pro e contro, in un pacchetto comunque convincente (con qualche limite)
di D. Galimberti - Il nuovo arrivato di Cupertino cambia le dimensioni per rispondere alle richieste del mercato. Una scelta con pro e contro, in un pacchetto comunque convincente (con qualche limite)

Alla fine Apple ha dovuto cedere al mercato realizzando un telefono dallo schermo maggiorato da 4,7 pollici e uno ancora più grande, da 5,5 pollici, che rientra a tutti gli effetti nella categoria dei cosiddetti phablet , cioè una via di mezzo tra smartphone e tablet. Personalmente preferisco il modello più piccolo, ed è proprio attorno a questo modello che si concentrerà la seguente prova: questa è la recensione di iPhone 6, anche se a tratti verranno fatti degli accenni alle differenze col modello “plus”, soprattutto a livello di specifiche tecniche.

Partiamo da qualche dato tecnico : iPhone 6 (e anche il plus) monta un processore Apple A8, 1GB di RAM (scelta criticata dai più, che avrebbero voluto 2GB di RAM) e una memoria di archiviazione in tre diverse taglie: 16GB, 64GB e 128GB. Apple ha deciso di eliminare il taglio da 32GB, lasciandolo come scelta solo per chi acquista il 5S, un evidente tentativo di spingere gli utenti verso capacità di archiviazione maggiori. A coadiuvare il lavoro del SoC Apple A8 c’è un coprocessore di movimento Apple M8 che in questa nuova versione include anche un altimetro barometrico. Se la CPU promette un incremento di potenza del 25 per cento (dati Apple) rispetto al precedente A7, il comparto grafico offre fino al 50 per cento di prestazioni in più che, oltre a dare il meglio di sé con Metal , aiutano nella gestione delle nuove risoluzioni di cui parleremo più avanti.

La batteria che fornisce energia al tutto è da 1810mAh, contro quella da 1560 dell’iPhone 5S. Con queste specifiche, nonostante lo schermo maggiorato, iPhone 6 migliora leggermente la sua autonomia rispetto al modello precedente (vedremo in seguito se questo corrisponde a verità nella prova pratica) mentre il fratello maggiore da 5,5 pollici, con la sua capacità da 2915mAh, assicura (sulla carta) un’autonomia quasi doppia.

Non mancano ovviamente altri chip di contorno, come l’NFC che Apple ha inserito insieme al Secure Element per gestire le transizioni monetarie via ApplePay (funzione disponibile da ottobre negli USA, e a data da destinarsi nel resto del mondo). Sottolineiamo che il chip NFC è stato introdotto solo a questo scopo quindi, a meno di aperture future, non sarà utilizzabile per altri scopi.

Arrivando all’oggetto vero e proprio, schermo più grande significa anche ingombro maggiore . Rispetto la modello precedente iPhone 6 è più alto di circa 15 millimetri e più largo di un centimetro, anche se lo spessore risulta estremamente ridotto: sotto i 7 millimetri (per la precisione 6,9) rispetto ai 7,6 dell’iPhone 5S, e anche nel modello plus lo spessore si ferma a 7,1 mm. Forse proprio questa ricerca eccessiva di uno spessore ridotto ha contribuito al cosiddetto bendgate che ha coinvolto Apple la scorsa settimana, con le segnalazioni di alcune modelli che si sono curvati un po’ troppo facilmente. In realtà pare che il problema sia molto circoscritto, il che pone molti dubbi sulla sua effettiva entità, come dimostrato anche a test indipendenti . Ma non è questo l’argomento della discussione. Oltre alle dimensioni, nonostante il ridotto spessore anche il peso aumenta leggermente: 129 grammi rispetto ai 112 del’iPhone 5S (ma qualcosina meno rispetto ai 132 grammi dell’iPhone 5C). Per il modello “plus”, visti i 5,5 pollici di schermo, saliamo invece a 172 grammi.

Lo schermo, contro tutte le previsioni, non è in zaffiro: pare che alcuni dei fornitori non riuscissero a smussarne gli spigoli con un efficienza tale da assicurare il giusto volume di schermi con la qualità richiesta da Apple, quindi l’appuntamento con questo materiale è rimandato al prossimo iPhone (o all’Apple Watch). Parlando di schermo, affrontare una aumento delle dimensioni significava per Apple trovare un compromesso sulle risoluzioni da utilizzare, sia per mantenere il concetto di “Retina” sia per non introdurre troppe varianti rispetto al lavoro fatto finora.

Per iPhone 6 si è deciso di mantenere la stessa definizione di 326ppi, che riportata sui 4,7 pollici significa passare dai 1136×640 della serie precedente ai 1334×750 di iPhone 6. Sul plus la risoluzione è quella Full HD, 1920×1080, che spinge la definizione fino ai 401ppi. Due nuove risoluzioni da gestire dunque, anche se una mantiene la stessa definizione precedente (lasciando così inalterate le dimensioni “fisiche” degli elementi dell’interfaccia), e l’altra che strizza l’occhiolino ad un possibile futuro di App sulla AppleTV. Oltre alla risoluzione aumenta anche il contrasto, che quasi raddoppia rispetto all’iPhone dell’anno scorso, arrivando a 1400:1 (1300:1 per il modello plus) contro il precedente valore di 800:1. Complessivamente DisplayMate definisce quelli dei nuovi arrivati in casa Apple semplicemente come tra i migliori display LCD per smartphone in circolazione.

L’ultima novità tecnica, prima di passare alle considerazioni sulla prova pratica, riguarda la fotocamera. Pur mantenendo la risoluzione da 8 megapixel, l’obiettivo a 5 elementi, e la stessa apertura f/2.2, viene introdotto un nuovo sistema di autofocus (denominato Focus Pixel) e un sistema di stabilizzazione perfezionato, che nell’iPhone 6 plus aggiunge uno stabilizzatore ottico in grado di assicurare risultati ancora migliori anche in condizioni di luce scarsa. Veniamo agli aspetti più pratici. Sebbene con spessori e dimensioni completamente differenti, iPhone 6 riprende l’estetica del primo modello di iPhone con il fondo tutto in alluminio e i bordi arrotondati. Pur presentando un impugnatura piacevole, la dimensione maggiore, le curve arrotondate e la finitura dei materiali rendono il dispositivo un po’ “scivoloso” il che, a mio avviso, rende consigliabile l’utilizzo di una cover, che nel contempo offre un minimo di protezione anche alla fotocamera posteriore (diventata sporgente a seguito della riduzione di spessore).

Abbiamo già accennato alle specifiche tecniche di quest’ultima ma vale la pena di scendere in ulteriori dettagli : la tecnologia Focus Pixel consente non solo una messa a fuoco più veloce e precisa durante lo scatto delle foto, ma anche la possibilità di seguire al meglio i movimenti di un soggetto durante le riprese video, o di cambiare il punto di messa a fuoco con lo spostamento della ripresa. Anche la ripresa in moviola viene potenziata, raggiungendo la considerevole capacità di filmare a 240fps, rendendo possibile la realizzazione di particolari effetti.

In direzione opposta troviamo invece una novità introdotta con iOS 8 che coinvolge anche gli iPhone precedenti, ovvero la possibilità di filmare in modalità Time Lapse, realizzando video che mostrano in modo accelerato lo scorrere del tempo. Restando in tema fotografico, iOS 8 stravolge anche l’elaborazione delle foto: sparisce iPhoto (che sparirà anche da OS X col prossimo aggiornamento di sistema) ma vengono potenziate la possibilità di elaborazione nell’applicazione “Immagini”, che per l’occasione cambia nome in Foto . È immaginabile che la stessa applicazione venga riproposta anche su iCloud come web-app, quantomeno a livello di gestione della libreria e delle correzioni più basilari: si tratterebbe del modo più semplice ed immediato per realizzare una sincronizzazione completa tra i vari dispositivi, anche a livello della libreria fotografica, anche senza passare da iTunes.

In ogni caso, non tutti gli strumenti di iPhoto vengono ereditati dalla nuova applicazione: le API di PhotoKit introdotte con iOS 8 consentono tuttavia agli sviluppatori di applicare gli effetti delle loro app direttamente nel rullino fotografico, aprendo così la strada ad un nuova modalità di interazione.

Per chiudere il discorso fotografico mancano ancora un paio di dettagli: il primo è che iPhone 6 permette di scattare foto panoramiche da 43 megapixel, consentendo di raggiungere un dettaglio maggiore rispetto al passato; il secondo è che (finalmente) si può agire sull’esposizione direttamente in fase di scatto anche con l’applicazione fornita da sistema. Non mancano infine miglioramenti anche per il sensore frontale, che conquista anch’esso un diaframma f/2.2 e tutte (o quasi) le funzionalità della fotocamera posteriore, inclusi gli scatti in sequenza e la funzione HDR anche per i video. Come nota a margine, si può notare come la fotocamera frontale dei nuovi iPhone non sia più in posizione centrale ma sia tornata a fianco dello speaker (probabilmente per motivi di ottimizzazione dello spazio interno). All’atto pratico, al di là degli effetti realizzabili con moviola e Time Lapse, quello che si nota maggiormente è il miglioramento nella stabilizzazione delle filmati, anche con lo zoom al massimo (che comunque raggiunge al massimo un valore di 3x).

Tornando a parlare dello schermo , realizzando dispositivi più grandi Apple si è trovata di fronte alla delicata questione di “giustificare” una scelta che in passato ha sempre contestato, ovvero il fatto che ogni angolo del telefono dovesse essere raggiunto col pollice . A Cupertino hanno risolto la questione in modo semplice: con un doppio tap sul Touch ID (senza premere fisicamente il pulsante) l’interfaccia di iOS viene spostata verso il basso, così da rendere facilmente accessibile col pollice anche la parte alta dello schermo, incluso lo slide verso il basso che mostra la pagina delle notifiche. Si tratta di una funzione implementata a basso livello nel sistema, quindi sicuramente accessibile in ogni occasione e in qualsiasi App. Si tratta di una buona soluzione che però potrebbe non accontentare tutti: c’è un’ampia schiera di utenti che continua a preferire uno schermo accessibile in modo più diretto e io stesso, pur utilizzando anche un Galaxy S4 (ed avendo quindi l’abitudine a schermi di dimensione generosa) mi trovo più a mio agio sullo schermo dell’iPhone 5S.

Per quanto riguarda le risoluzioni di iPhone 6 e plus, tra le opzioni di iOS 8 c’è una voce che permette di scegliere se mantenere una vista “standard”, con tutti gli elementi grafici della stessa dimensione di prima (perlomeno su iPhone 6, che mantiene la stessa definizione) o una vista “zoom” che ridimensiona ogni cosa ingrandendola. Quest’ultima opzione permette una migliore visibilità, ma la vista standard offre più spazio sullo schermo, il che si traduce (per esempio) in una fila di icone in più su ogni pagina, o una tastiera con più tasti. Su iPhone 6 plus, inoltre, la vista standard consente di rendere il phablet di Apple più simile ad un tablet, abilitando la possibilità di utilizzare l’interfaccia in modalità orizzontale, a tutto vantaggio di quelle App (come Mail) che possono sfruttare una visualizzazione multi-colonna.

Riguardo la tastiera ricordiamo che tra le novità di iOS 8 c’è la possibilità di installare prodotti alternativi (e con funzioni già viste nelle tastiere di altri sistemi) molto più efficaci perché variano anche in base al contesto. E per concludere la carrellata delle aperture concesse da Apple in iOS 8, ricordiamo anche la possibilità di aggiungere widget nel centro notifiche, anche se con un livello di interattività molto limitato.

C’è poi un’altra importane novità di iOS 8, che potrebbe diventare ancora più importante in futuro quando sarà disponibile anche l’Apple Watch, ed è l’applicazione Salute . Salute funziona come “collettore” di informazioni provenienti tanto dai sensori interni del telefono quanto dalle applicazioni che fanno uso delle nuove API HealthKit (app che per problemi non meglio precisati si sono rese disponibili solo dopo l’aggiornamento a iOS 8.0.2). Le opzioni offerte da Salute sono molteplici: si va dal classico monitoraggio dell’attività fisica (incluso il battito cardiaco se sono installate app che ne permettono il monitoraggio, come MotionX 24/7 ), agli esami clinici, analisi del sonno ecc. Ognuno può decidere quali tabelle mostrare nella schermata principale, e si può definire anche una cartella clinica con alcune informazioni principali da mostrare in un’apposita pagina accessibile anche a telefono bloccato, come promemoria accessibile anche in situazione di emergenza (gruppo sanguigno, allergie, trattamento farmacologico, numero da contattare in caso di problemi). Per quanto riguarda iPhone 6 (e 6 plus), vista la presenza di un altimetro barometrico nel coprocessore di movimento M8, c’è la possibilità di monitorare anche l’attività fisica di salita o discesa (gradini, corsa non pianeggiante ecc). Ci sarebbero molti altri dettagli da raccontare, sia per iPhone 6 (come le scelte costruttive e il posizionamento delle antenne sul guscio estero) che per iOS 8 (come il nuovo iCloud Drive o la possibilità di condividere gli acquisti tra più account appartenenti allo stesso gruppo familiare), ma come al solito il tempo stringe ed è ora di arrivare alle conclusioni. Giudicare un telefono dopo pochi giorni di utilizzo non è un compito semplice: le piccole cose che fanno la differenza si scoprono solo giorno per giorno nel corso dell’utilizzo costante, e così risulta molto difficile, per esempio, stimare la reale autonomia di iPhone 6, anche se la prima impressione è quella che non si discosti molto da quella del suo predecessore e che quindi sia in grado di reggere la giornata intera ma non di più (a meno di utilizzi molto ridotti che non prevedano traffico dati o sessioni di gioco intense).

Il livello di finiture dei nuovi melafonini (oltre che le prestazioni di ogni componente) hanno raggiunto un livello ancora più elevato che in passato, ma quello che fa la differenza sono le dimensioni dello schermo e il nuovo iOS 8. Per quanto riguarda quest’ultimo sono state fatte diverse modifiche (anche importanti) sotto molti punti di vista, ma il sistema necessita ancora di qualche perfezionamento, che probabilmente arriverà in concomitanza del rilascio della nuova versione di OS X visti i piani di integrazione sempre più stretta.

Riguardo le dimensioni del telefono, se siete tra quelli che guardavano altrove da Apple per via del display piccolo degli iPhone della serie 5/5C/5S ora potete valutare senz’ombra di dubbio gli ultimi arrivati della casa della mela; se (viceversa) apprezzavate la compattezza e la comodità degli iPhone precedenti, dovreste limitarvi a prendere il considerazione il modello da 4,7 pollici, che è grosso ma non enorme come iPhone 6 plus. Alla luce di questa svolta sulle dimensioni resta da capire quali saranno le intenzioni di Apple quando usciranno definitivamente di scena i modelli più vecchi: verranno realizzati ancora nuovi iPhone con lo schermo da 4 pollici? A mio avviso sarebbe un bene per Apple mantenere in vita tre diverse dimensioni che rispondono a tre diverse esigenze di utilizzo, ma lo scopriremo solo nei prossimi anni.

Domenico Galimberti
blog puce72

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