iPhone ha tutto Bing

Microsoft concede al melafonino il suo motore decisionale. Apple potrebbe gradire sopratutto in ottica anti-Google

Roma – Bing sbarca su iPod Touch e iPhone sotto forma di app gratuita sviluppata da Microsoft , portandosi dietro buona parte delle funzioni del motore decisionale già disponibili sulla versione per Windows Mobile della stessa applicazione.

Si tratta in sostanza del servizio Bing Maps applicato alle periferiche di Cupertino: sarà possibile esplorare le mappe impartendo comandi vocali e la funzione Locate Me che in base all’indirizzo IP determina la posizione geografica dell’utente.

Ci sono poi dei servizi paralleli a quelli già offerti da Google, ricerca di immagini, news e quant’altro a conferma della sempre più accesa rivalità tra Mountain View e Redmond che, almeno per ora, vede quest’ultima nel ruolo di inseguitrice: nonostante la crescita pressoché costante degli accessi, Bing ha ottenuto finora solo il 10 per cento del mercato statunitense sopratutto a causa della migrazione di gran parte dell’utenza Yahoo! .

Nonostante lo storico dualismo, già più volte in passato Microsoft e Apple avevano programmato software l’una per l’altra: ciò che viene fatto notare da alcuni è l’assenza di un progetto per la realizzazione di un corrispettivo di Bing App per smartphone basati su Android.

Questa sorta di ostracismo sarebbe motivato secondo gli addetti ai lavori dal mutamento degli scenari di mercato, con Google che cerca di estendere i suoi tentacoli su settori fino a poco tempo fa saldamente in mano a Jobs e Ballmer, e con questi ultimi che sembrerebbero costretti a mettere da parte la reciproca e cordiale rivalità per porre un freno alle ambizioni di BigG.

Giorgio Pontico

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  • Alessandro Riolo scrive:
    I nomi a dominio in Italia
    Caro Mauro,ti devo fare notare che probabilmente articoli simili in passato si sarebbero potuti scrivere in riguardo alle regole di registrazione dei nomi a dominio in Italia.Infatti, fino al 15 Gennaio 2000, non solo non era previsto, ma era anzi escluso che le persone fisiche non dotate di partita IVA potesse richiedere la registrazione di nomi a dominio .it..Puoi leggere tu stesso la versione 3.1.1 delle regole di naming del 15 Dicembre 1999, articolo 4.La registrazione fu resa possibile soltanto con la versione 3.2, diventata operativa il 15 Gennaio del 2000, e si dovette attendere la versione 4 dell'Agosto del 2004 per la "graziosa" concessione della possibilità di registrare più di un dominio per le persone fisiche.Per tutti i riferimenti storici: http://cctld.it/DNS/index.htmlTra l'altro, giusto per ribadire un concetto importante, l'autorità di gestione è uscita veramente dalla preistoria soltanto a Settembre del 2009, quando finalmente si è riusciti ad ottenere le registrazioni online, ed è stato mandato in soffitta il famigerato fax del NIC, al termine tra l'altro di una attesa da parte dei cittadini Italiani durata quasi 3 lustri (almeno, per quanto mi riguarda, immagino per altri possa essere iniziata anche prima).Negli anni '90 ho provato a cercare un giornalista, uno, che si interessasse alla questione, ma non l'ho trovato.Fa piacere che oggi tu ed altri tuoi colleghi vi interessiate dei cittadini Cinesi ..Cordiali saluti,Alessandro Riolo
    • nr nr scrive:
      Re: I nomi a dominio in Italia
      Mi sembra un paragone un po' troppo tirato...In Italia il divieto era limitato ai domini .it mentre in Cina, se ho capito bene, il discorso vale per tutti i domini.Inoltre nel mondo libero queste situazioni si evolvono col tempo verso una maggiore liberalizzazione e mai il contrario.
  • ruppolo scrive:
    La Cina
    Un paese da cui imparare qualcosa.Anche l'Italia censura alcuni siti: la maggior parte siti di scommesse. Sarà perché il nostro stato non vuole che i propri sudditi sperperino tutti i soldi nelle scommesse, quindi lo fa il loro bene?La risposta sta in quel 70% dei soldi delle scommesse (gratta e vinci, lotterie, eccetera) che vanno a finire nelle casse dello Stato.
  • ancheio scrive:
    ma per favore...
    Chiuso tutto per il XXXXX. Ma per favore... è tutto uno specchietto per le allodole.Così viene tolto quello che rimane probabilmente l'unico strumento -quasi- libero di espressione in Cina.Bravi, ce l'avete fatta. Cittadini, sorridete ed applaudite. Se no son guai.Ora toglierei il telefono: e se lo uso per molestare qualcuno?Poi il computer: se ci carico foto XXXXX?Magari anche la carta... chissà oggi giorno la gente cosa può disegnare...
  • dupalle scrive:
    che paese di m
    e proprio un paese di m
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