IPv4, indirizzi quasi terminati

Dagli USA l'allarme sul possibile esaurimento del pool di indirizzi IPv4 in tempi brevi, anche se le alternative non mancano. A cominciare da quella più scontata, cioè la conversione a IPv6, per cui non esiste scarsità

Roma – Il numero di indirizzi IPv4 ancora liberi non è più sufficiente a soddisfare le richieste dei business e degli operatori di rete, avvertono dall’American Registry for Internet Numbers (ARIN), e presto tutti gli IP assegnabili saranno esauriti con le importanti conseguenze che la cosa comporta.

ARIN è l’organizzazione non profit che gestisce l’assegnazione degli IP in Canada, Stati Uniti e buona parte degli stati caraibici, e la notifica della scarsità di indirizzi IPv4 arriva in seguito all’attivazione della policy per la gestione delle richieste non soddisfabili .

In pratica, ARIN dice di avere ancora a disposizione circa 500 blocchi di indirizzi IPv4 disponibili, per un totale di circa 133mila indirizzi. Continuando di questo passo, il pool di IP assegnabili sui network finirà del tutto entro due, massimo quattro settimane.

Il momento del tanto annunciato funerale di IPv4 è insomma quasi arrivato, almeno in Nordamerica, e una volta assegnati tutti gli indirizzi assegnabili ai provider e servizi di rete non resterà che rivolgersi agli operatori del “mercato” degli IP, rivenditori e altri soggetti che hanno ancora in pancia risorse IPv4 e sono disposti a liberarsene per il giusto – quanto salato – prezzo.

La soluzione più diretta , anche se non necessariamente la più semplice dal punto di vista tecnico o economico, è ovviamente il passaggio dalla tecnologia IPv4 a IPv6: essendo basata su indirizzi a 128-bit contro i 32-bit (4 byte) di IPv4, l’ultima revisione dell’Internet Protocol prevede una disponibilità di indirizzi pari a 2 elevato alla centoventottesima in più rispetto a IPv4.

Alfonso Maruccia

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