L'isola artificiale al largo della Danimarca che produrrà energia pulita

L'isola artificiale che produce energia pulita

A regime potrà arrivare a soddisfare il fabbisogno di circa 10 milioni di utenze: l'imponente progetto danese per la creazione di un energy hub.
A regime potrà arrivare a soddisfare il fabbisogno di circa 10 milioni di utenze: l'imponente progetto danese per la creazione di un energy hub.

La Danimarca punta forte sull'eolico offshore svelando un'iniziativa che va oltre quanto sperimentato finora: in programma la costruzione di due isole artificiali definite energy hub. La prima sorgerà a 80 chilometri dalla costa della penisola Jutland, alimentata da centinaia di turbine (fino a 600) costantemente al lavoro per produrre energia pulita da immagazzinare e distribuire poi ai territori circostanti.

Ijver Island: l'energy hub immaginato dalla Danimarca

Un progetto ambizioso che poggerà sia su fondi stanziati dal paese sia sulla partecipazione di realtà private. Almeno in un primo momento Ijver Island occuperà un'area dall'estensione pari a 120.000 metri quadrati ospitante tutto quanto necessario al suo funzionamento. Come si può vedere dal filmato dimostrativo che ha accompagnato l'annuncio ci saranno un porto per l'attracco delle imbarcazioni, impianti di stoccaggio, strutture dedicate alla manutenzione, data center e un'area “residenziale” in cui non mancherà un campo da calcio per intrattenere il personale impegnato in loco.

Le turbine non saranno quelle che già vediamo installate anche sul nostro territorio: si tratta di unità enormi, capaci di ergersi fino a 260 metri sopra il livello del mare considerando il punto massimo raggiunto dalle pale.

L'isola artificiale danese per la produzione di energia pulita

Quanta energia produrrà un simile impianto? Inizialmente 3 GW, sufficienti per soddisfare il fabbisogno di circa 3 milioni di utenze domestiche in Europa. La capacità potrebbe però successivamente essere estesa fino a raggiungere i 10 GW. Il progetto è ancora alle fasi di studio preliminare e l'ipotesi è quello di portarlo a compimento entro il 2030 coinvolgendo attivamente anche Germania, Olanda e Belgio.

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