Italia, countdown per il telemarketing

Con febbraio nuove regole per il gioco delle chiamate promozionali a casa: se non si vuole essere disturbati occorre sfruttare l'opzione di opt-out

Roma – È ora attivo (anche se per il momento appare funzionare a singhiozzo) il sito attraverso cui gli abbonati che non desiderano essere disturbati da telefonate pubblicitarie potranno iscriversi al Registro pubblico delle opposizioni .

In concomitanza con l’ esordio (dal primo febbraio) del sistema di opt-out previsto dal Registro ( affidato al Dipartimento comunicazioni del ministero dello Sviluppo economico e alla Fondazione Ugo Bordoni) che ha modificato le regole del telemarketing, il Garante della privacy ha fissato i limiti entro i quali gli operatori del settore potranno utilizzare i dati personali degli abbonati presenti negli elenchi telefonici per effettuare chiamate col fine di invio di materiale pubblicitario, vendita diretta, ricerche o comunicazioni commerciali.

Inoltre, a carico delle aziende che operano nel settore del telemarketing vigeranno alcuni obblighi che hanno il suono del buonsenso: limitati gli orari e i giorni a cui i call center possono effettuare le chiamate; l’operatore dovrà comunicare come è venuto a conoscenza del numero e per conto di chi chiama; inoltre, nel caso in cui un abbonato chiede di non essere più disturbato, quell’azienda dovrà rispettarne la volontà pur non essendo egli iscritto nel Registro; viceversa, nel caso l’azienda di telemarketing abbia ricevuto in passato il suo consenso (e fintantoché non lo rimuoverà per iscritto) pur essendo l’utente iscritto al registro potrà essere contattato.
Il mancato rispetto delle prescrizioni dell’Autorità comporta l’applicazione di una sanzione da 30mila a 300mila euro .

Resta il problema dell’utilizzo del numero nel caso in cui sia stato ottenuto non dall’elenco ma da altra fonte, così come la possibilità da parte delle aziende di telemarketing di utilizzare altri mezzi di invadenza.

Contrari alla nuova regolamentazione, le associazioni di consumatori come Adusbef e Ferconsumatori , per cui l’adozione di un sistema opt-out rispetto ad uno opt-in, così come l’assenza di un adeguato periodo transitorio, rischieranno di generare un netto peggioramento della situazione delle chiamate pubblicitarie nella vita delle famiglie italiane: “Se fino ad oggi – spiegano – il telemarketing non era ammesso a meno di un consenso esplicito, da oggi sarà ammesso di fatto per tutti”.

Claudio Tamburrino

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • Nilok scrive:
    Rapporto incompleto e fuorviante
    AUGH!La sicurezza in rete aumenta proporzionalmente con l'implementazione di hardwares adeguati e con la conoscenza di coloro che li configurano e li gestiscono; vale lo stesso per il wireless e i phone vari.L'IPV6 non sarà mai adottato perchè con il NAT si è risolto il problema per il quale fu creato.Ho parlato.8)Nilok
    • nome cognome scrive:
      Re: Rapporto incompleto e fuorviante
      non è così. Il passagggio a IPv6 sarà obbligatorio. Nat non è sempre possibile, nè percorribile per tutti i clienti che richiedono indirizzamenti pubblici, in costante aumento.
    • markoer scrive:
      Re: Rapporto incompleto e fuorviante
      Analisi superficiale e fondamentalmente sbagliata.Anche ammettendo che si possano installare i migliori security devices e che si raggiunga con una loro perfetta conoscenza (cosa praticamente impossibile), non hai mai la sicurezza perfetta. Non sono e non sono mai stati concepiti come una panacea per la stupidità di chi programma ed implementa i sistemi.Con l'aumentare dei servizi ed infrastrutture esposti su Internet, diminuisce proporzionalmente l'intelligenza di chi li crea e gestisce (teorema di Einstein sulla costanza dell'intelligenza...) e diminuisce la possibilità di proteggerli. È semplicemente impossibile pensare di coprire ogni rete ed ogni infrastruttura con security devices.So esattamente di cosa parlo perché è il mio lavoro quotidiano, non sono congetture di qualcuno posto all'esterno.Cordiali saluti
      • ilgioa scrive:
        Re: Rapporto incompleto e fuorviante
        Non mi sembra che nell'articolo si sia parlato di "sicurezza perfetta", e non era certo questa l'impressione che si voleva dare.saluti.
        • markoer scrive:
          Re: Rapporto incompleto e fuorviante
          Infatti io non sto criticando l'articolo, né certo il rapporto di Arbor, che è una delle aziende più rispettabili nel settore. Sto criticando quello che dice Nilok, secondo cui basta installare un NIPS o un firewall ed hai risolto tutti i problemi. In realtà non è così semplice.Cordiali saluti
    • Anonymous scrive:
      Re: Rapporto incompleto e fuorviante
      - Scritto da: Nilok
      AUGH!

      La sicurezza in rete aumenta proporzionalmente
      con l'implementazione di hardwares adeguati e con
      la conoscenza di coloro che li configurano e li
      gestiscono; vale lo stesso per il wireless e i
      phone
      vari.

      L'IPV6 non sarà mai adottato perchè con il NAT si
      è risolto il problema per il quale fu
      creato.

      Ho parlato.
      8)
      NilokConsiderando il quantitativo d'indirizzi IP buttati nel *esso in quanto forniti ad organizzazioni criminali che, nel frattempo, si son pure fatti dei BulletProof ISP per diffondere meglio il loro ciarpame, basterebbe recuperare il tutto per avere ancora un buon range d'indirizzi da alloccare. Inoltre, considerando come la rete IPv4 sia satura, negli ultimi mesi c'è stato uno spike esponenziale nell'alloccamento delle ultime classi (tanto si che si parlava di Maggio 2011 e nel giro di un mese, siam passati a Febbraio 2011), proprio perchè tutti si son buttati a pigliare gli ultimi indirizzi. Ora gli ISP opteranno per connessioni ad IP dinamico, facendo pagare molto di più quelle ad ind. statico. Tutta sta corsa all'IPv6 serve solo alle aziende di outsourcing e canta-storie informatici, per poter incutere timore alle solite azienduccole gestite da pseudo-imprenditori da strapazzo (quelli che aprono il portafoglio ESCLUSIVAMENTE per le XXXXXte e non scuciono un centesimo per ciò che realmente serve, totalmente convinti d'aver fatto bene a tagliare in tal maniera), tanto per spennarli in consulenze strapagate e sistemi ultradispendiosi e pompati rispetto alle reali esigente dei reparti IT.Come funziona l'IT in italia, tra l'altro. Ho potuto personalmente assistere, con i miei occhi, la rivedita di un server comprato all'ingrosso a 2300 (della Dell), a 30.000 (solo hardware). Ed il tale che se la tirava come un *ottuto maiale dicendo: "Beh, e saranno altri 30.000 per la configurazione". Per non parlare di parcelle di siti web a 100.000, codati solo da 1 coder (ergo testing e bug-finding pari a 0).
    • Anonymous scrive:
      Re: Rapporto incompleto e fuorviante

      L'IPV6 non sarà mai adottato perchè con il NAT si
      è risolto il problema per il quale fu
      creato.
      Oltre il fatto che io personalmente il NAT non lo rimuoverei proprio per niente dalle reti. E' una sorta di protezione a layer 3 contro tutte le connessioni non autorizzate. Piuttosto opterei per una soluzione di NAT+IP multipli in round-robin, in maniera da poter permettere agli host interni un port-mapping più permissivo, ma andare a spalancare tutto, esponendo gli host interni di una rete, ad Internet, con tutto ciò che ne consegue, direi che è da *oglioni e da ignoranti-in-sicurezza. Un NAT XXXX le connessioni dall'esterno, non che l'Internet Background Noise con consumo virtualmente pari a 0, rispetto al filtering operato via ACL (le quali causano uno spreco di risorse computazionali non indifferente, in fase di entry-matching). Stessa logica del Null Routing contro i DoS.
      • markoer scrive:
        Re: Rapporto incompleto e fuorviante
        Il NAT non protegge proprio nulla, al contrario dà solo un falso senso di sicurezza. Da quando il NAT è stato introdotto la sicurezza in rete non è certo aumentata - anzi, se uno dovesse guardare alle statistiche, è l'esatto contrario...Cordiali saluti
      • ilgioa scrive:
        Re: Rapporto incompleto e fuorviante
        Quella del NAT come "strumento di sicurezza" e' poco piu' di una leggenda metropolitana, nel senso che si', blocca le connessioni incoming, ma proprio per questo "rompe" Internet e costringe alla creazione di mostri -questi si'- come uPnP.Sul discorso che IPv4 sia ancora sufficiente, sono del tutto in disaccordo. Comunque ne riparliamo tra un anno. :-)
  • cognome e nome scrive:
    L'insicurezze seconco Microsoft.
    http://secunia.com/advisories/43093http://secunia.com/advisories/42779http://secunia.com/advisories/42713http://secunia.com/advisories/42747https://secunia.com/advisories/42510http://www.winrumors.com/researchers-remotely-exploit-and-bypass-internet-explorer-protected-mode/
Chiudi i commenti