Le opere di Jan Vermeer su Google Arts & Culture

Le opere del pittore olandese Jan Vermeer, incluso il celebre Ragazza con l'orecchino di perla, sono ora sulla piattaforma Arts & Culture di Google.

Tutti i 36 dipinti attribuiti al pittore olandese Jan Vermeer (1632-1675) sono accessibili sulla piattaforma Google Arts & Culture. Basta un click (o un tap su dispositivi mobile) per osservarne da vicino ogni minimo dettaglio, grazie alle riproduzioni digitali a risoluzione elevata. È l’ennesima integrazione di un archivio che raccoglie sempre più materiale, proveniente da musei e istituti di tutto il mondo, rendendolo liberamente fruibile da chiunque.

Jan Vermeer su Google Arts & Culture

Per portare online l’opera completa di Vermeer, il gruppo di Mountain View ha collaborato con i 18 musei di 7 paesi diversi che ospitano i dipinti, impiegando l’attrezzatura Art Camera progettata da bigG appositamente per questo compito. C’è ovviamente anche Ragazza col turbante, meglio conosciuto come Ragazza con l’orecchino di perla, tra le altre cose fonte d’ispirazione per i libri di Marta Morazzoni e Tracy Chevalier.

La raccolta include inoltre un riferimento alle opere rubate, alcune delle quali mai ritrovate, compreso il Concerto a tre dal valore stimato in oltre 200 milioni di dollari. Di seguito invece Suonatrice di chitarra e Cristo in casa di Marta e Maria.

Suonatrice di chitarra, Cristo in casa di Marta e Maria

Per l’occasione è stato allestito persino uno spazio espositivo virtuale che consente di osservare da vicino il lavoro di Vermeer in modo immersivo e coinvolgente, a cui si aggiungono un libro interattivo da colorare e un racconto della vita dell’autore, ancora oggi in parte avvolta dal mistero.

Lanciato nel 2011 da Google, il progetto Arts & Culture raccoglie oggi decine di migliaia di opere provenienti da tutto il mondo e appartenenti a ogni forma d’arte. Nel mese di settembre l’applicazione mobile della piattaforma ha introdotto la particolare funzionalità chiamata Art Selfie: si punta la fotocamera frontale dello smartphone verso di sé, si acquisisce un autoscatto e nel giro di pochi secondi l’app trova i propri sosia nel mondo dell’arte.

Google Arts & Culture: mettiamo alla prova la funzionalità Art Selfie

I risultati si basano sull’impiego di un sistema di machine vision sviluppato dal gruppo di Mountain View, con le immagini caricate dagli utenti che contribuiscono a migliorare l’efficacia e la precisione degli algoritmi.

Fonte: Google Arts & Culture

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