Joby Aviation per il taxi volante di Uber

La tecnologia di Joby Aviation sarà alla base del servizio di Uber che entro i prossimi anni consentirà di spostarsi in città su taxi volanti.
La tecnologia di Joby Aviation sarà alla base del servizio di Uber che entro i prossimi anni consentirà di spostarsi in città su taxi volanti.

Evolvere il concetto di mobilità in ambito urbano sfruttando la dimensione verticale dello spazio. Tra coloro che si sono posti questo ambizioso obiettivo c’è anche Uber. Il colosso del ride sharing, attraverso la divisione Elevate, è da tempo impegnato per rendere operativa entro il 2023 la propria flotta di taxi volanti, battendo così la concorrenza sul tempo. A tale scopo potrà avvalersi della tecnologia messa a punto da Joby Aviation.

Uber con Joby Aviation per il taxi volante

Ai più il nome non suggerirà nulla. Non c’è da stupirsi, considerando che in seguito alla fondazione nel 2009 l’azienda ha lavorato senza annunci né proclami su prototipi e velivoli fino al 2018, quando i suoi progetti sono venuti alla luce con la conferma di un investimento pari a 100 milioni di dollari ricevuto tra gli altri da Intel, Toyota e JetBlue. Creata dall’inventore JoeBen Bevirt, la società ha fino ad ora mostrato un eVTOL (velivolo ad alimentazione elettrica con decollo e atterraggio verticale) spinto da dodici rotori in grado di ospitare al suo interno fino a quattro persone.

Ora Uber annuncia di aver siglato un accordo commerciale con Joby Aviation dalla durata pluriennale. La finalità dichiarata è quella di “lanciare un servizio veloce, affidabile e sostenibile basato su taxi volanti e destinato all’ambito urbano di alcuni mercati selezionati”. Non sono stati resi noti i termini economici della stretta di mano.

Il taxi volante di Uber Elevate

La partnership vedrà Uber gestire la piattaforma dedicata alle prenotazioni e occuparsi del controllo sul traffico aereo così come dei trasporti a terra da e verso i velivoli, mentre Jony Aviation fornirà i mezzi e il suo personale li guiderà da un punto all’altro delle città.

È bene ricordare che non sarà l’unica azienda fornitrice per il servizio di Uber: sono già stati presi contatti con Jaunt, Embraer, Pipistrel, Karem Aircraft, Aurora Flight Sciences e Bell. Questo a testimonianza di quelle che sono le ambizioni del gruppo in termini di mobilità evoluta, con l’intenzione di spingersi ben oltre i confini del ride sharing.

Fonte: The Verge
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