Jolla ci prova con Sailfish OS

Il nuovo gadget mobile "alternativo" arriva dalla Finlandia con specifiche hardware di medio livello e la vocazione alla openness. Perché Sailfish si potrà installare anche su altri terminali
Il nuovo gadget mobile "alternativo" arriva dalla Finlandia con specifiche hardware di medio livello e la vocazione alla openness. Perché Sailfish si potrà installare anche su altri terminali

Dopo due anni di sviluppo, Jolla è pronta a distribuire le prime unità del suo (primo) smartphone equipaggiato con Sailfish OS. Un sistema operativo “altro”, rispetto alla concorrenza, e che vuole giocare la parte della piattaforma alternativa soprattutto sul piano del software.

Il primo gadget mobile di Jolla si chiama semplicemente Jolla, e i suoi creatori mettono subito in chiaro di essere entrati nel mercato con l’ intenzione di restarci a lungo : le caratteristiche hardware del dispositivo includono uno schermo da 4,5 pollici, processore SoC dual-core, connettività 4G, fotocamera da 8 megapixel, 16 gigabyte di storage interno espandibile tramite slot microSD.

A fare la differenza in un settore così affollato come quello mobile è naturalmente la componente software, ed è appunto Sailfish OS a caratterizzare in maniera marcata il debutto dell’erede spirituale del Nokia N9: l’interfaccia di Jolla si estende in verticale piuttosto che in orizzontale come per la stragrande maggioranza degli smartphone moderni, con le gesture dal basso verso l’alto a fare la parte del leone nelle interazioni fra utente e dispositivo.

Il problema della scarsa disponibilità di “app” è stato risolto da Jolla con l’ implementazione della compatibilità con le app Android, anche se ovviamente la startup finlandese lavora affinché gli sviluppatori di gadget (hardware e software) supportino in maniera estesa il terminale. Non a caso, conferma la società, Sailfish OS rappresenta l'”altra metà” del business di Jolla è potrà essere installato anche su altri terminali equipaggiati originariamente con Google Android.

Jolla avvia la propria avventura commerciale senza particolari acuti, con un sistema operativo ancora da aggiustare – i bachi non mancano – ma ben determinata a giocarsela sul mercato con i grandi nomi del settore e le tre maggiori piattaforme (iOS, Android, Windows Phone, dando per scontata questa triade e tenendo fuori Blackberry) già in circolazione da anni.

Dalla Finlandia alla Cina, anche OPPO prova a sviluppare un business alternativo, anche se in questo caso “alternativo” fa rima con specifiche hardware importanti unite alla flessibilità nell’uso del software: il produttore asiatico ha annunciato la commercializzazione del terminale N1, dispositivo con hardware ricco (schermo Full HD da 5,9 pollici, CPU SoC quad-core, 2GB di RAM) e la possibilità di installare Android (in versioni “skinned” Oppo), CyanogenMod o entrambi. In arrivo al prezzo di 599 dollari negli USA o 449 euro in Europa.

Alfonso Maruccia

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02 12 2013
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