Kaspersky e l'antivirus hardware

L'azienda russa ha ottenuto un brevetto per un dispositivo di sicurezza che potrebbe modificare l'approccio con cui si bonificano i PC infetti. Niente più controlli software, ma un vero e proprio modulo hardware potenzialmente invalicabile

Roma – Kaspersky ha ottenuto il brevetto per un sistema antivirus di nuova concezione, che si distacca da dal concetto canonico che vede un software come difensore dell’integrità dei sistemi informatici: il documento #7657941 è titolato Hardware-based anti-virus system , e la sua paternità è stata riconosciuta a Oleg Zaitsev, ricercatore dei Kaspersky Labs.

Si tratterebbe dunque di una sorta di modulo antivirus da collegare al PC per risolvere problemi dovuti a software malevoli di vario tipo: agirebbe a un livello inferiore rispetto al software, “saltando” per così dire alcuni passaggi e diventando in grado di prevenire l’azione di virus e trojan con un’autorità invalicabile.

Tuttavia quello che caratterizza il mondo del malware è l’evoluzione frenetica con cui i cybercriminali modificano e migliorano le loro opere , il che comporta un continuo aggiornamento dei database cui fanno riferimento i software antivirus. Non sono chiare le specifiche di questa periferica, ma la descrizione del sistema di aggiornamento dei database lascia intendere la mancanza di una scheda di rete propria dell’apparecchio antivirus marchiato Kaspersky, dotato peraltro di CPU e memoria proprie .

Rimane dunque da vedere quali vantaggi dovrebbe apportare una soluzione simile rispetto ai consueti software. Ciò che sembra evidente secondo gli addetti ai lavori è il minore impatto sulle prestazioni del computer: la maggior parte delle operazioni di monitoraggio dovrebbero essere eseguite da un firmware interno al dispositivo.

Giorgio Pontico

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  • Rou scrive:
    Pagare
    Io rimango sempre a favore di un abbonamento globale, musica/film/libri/notizie/software, da pagare con la connessione, magari anche tanto, ma poi senza versare più nemmeno un euro.Retribuiremmo chi lavora, e saremmo nella legalità, si spera ad un prezzo non alto.
    • angros scrive:
      Re: Pagare
      No: se io uso (ad esempio) solo wikipedia, perchè devo pagare per altro? Se uso solo la posta elettronica ed i servizi cloud, perchè devo finanziare anche il resto? Non me ne importerebbe nulla, se il resto sparisse.
      • ruppolo scrive:
        Re: Pagare
        - Scritto da: angros
        No: se io uso (ad esempio) solo wikipedia, perchè
        devo pagare per altro? Se uso solo la posta
        elettronica ed i servizi cloud, perchè devo
        finanziare anche il resto? Non me ne importerebbe
        nulla, se il resto
        sparisse.E io che non mi ammalo mai perché devo pagare la cassa malati?
        • angros scrive:
          Re: Pagare

          E io che non mi ammalo mai perché devo pagare la
          cassa
          malati?Ho capito: quindi,la creazione di contenuti diventerebbe un pubblico servizio (come lo è la sanità); a quel punto, le major sparirebbero, e gli artisti lavorerebbero per lo stato; oppure, potrebbero esistere anche aziende private (così come esistono le cliniche private), con la regola della tripla A: Autorizzazione, Accredito, Accordo
      • Rou scrive:
        Re: Pagare
        Allora a chi non paga traffic shaping sui contenuti
  • Vindicator scrive:
    Ma chissene....
    ma a chi frega cosa fa il nyt?a me interessa sapere cosa succederà da noi invece. già il de_maledetti aveva sparato sul sun24hours che avrebbe gradito la tassazione di ogni singola connessione internet privata nazionale, adsl/mobile che sia, giusto perché a suo parere gli ISP ci guadagnano soldi mentre gli ute(O)nti navigano nei sittarelli dei vari corieri, repubblichetta, unità_finta, giornale e porcherie annesse che non vedono un euro_cent.poi ci sono i contributi per l'editoria.l'equo compenso sul pc che si compra, oltre all'iva.c'è la TCG (tassa concessione governativa) su ogni singola sim di sto paese.canoni, tasse e ultimo miglio del cavetto adsl.basta così? na fetta di chiappe non la volete? jus primae noctis? non lo mettiamo? tanto qui metà degli affari si decide co le donnine.
    • ruppolo scrive:
      Re: Ma chissene....
      - Scritto da: Vindicator
      ma a chi frega cosa fa il nyt?Ma si è vero, cosa ci importa di quello che succede in USA? Affari loro.http://it.wikipedia.org/wiki/Crisi_economica_del_2008
  • Funz scrive:
    Come fa La Stampa
    La versione ebook / iphone costa 12 euro al mese o 100 all'anno, mi sembra un compromesso equo visto che la versione cartacea costa 1,20 al giorno.L'unico problema è che (pare) non ci siano le edizioni locali.
    • LuNa scrive:
      Re: Come fa La Stampa
      anche perchè se costasse più che il cartaceo, non ne vendono nemmeno uno.oltretutto, iPad non è un ereader (non è eink) quindi sono costretti a forza a tenere giù i prezzi
  • prius scrive:
    La differenza....
    Redazione digitale max 10 dollari, la "normale" tra i 20 e i 30..Io sono per il gratis!Dubito che però sia un problema solo per iPad!
    • 1977 scrive:
      Re: La differenza....
      - Scritto da: prius
      Io sono per il gratis!
      Dubito che però sia un problema solo per iPad!Come li paghi i giornalisti e tutto il resto, in noccioline americane?
      • prius scrive:
        Re: La differenza....
        Come?Se usassero bene gli spazi liberi per la pubblicità si che guadagerebbero!
        • 1977 scrive:
          Re: La differenza....
          - Scritto da: prius
          Come?
          Se usassero bene gli spazi liberi per la
          pubblicità si che
          guadagerebbero! Ancora con la favola dell'advertise..
          • nome e cognome scrive:
            Re: La differenza....
            - Scritto da: 1977
            - Scritto da: prius

            Come?

            Se usassero bene gli spazi liberi per la

            pubblicità si che

            guadagerebbero!

            Ancora con la favola dell'advertise..Se ci sopravvive (bene) guuugle.
          • 1977 scrive:
            Re: La differenza....
            - Scritto da: nome e cognome
            - Scritto da: 1977

            - Scritto da: prius


            Come?


            Se usassero bene gli spazi liberi per la


            pubblicità si che


            guadagerebbero!



            Ancora con la favola dell'advertise..

            Se ci sopravvive (bene) guuugle.Si, giusto Big G.. ma chi espone i banner?E comunque.. tutti i piccoli editori hanno diritto a sopravvivere, quegli stessi piccoli editori che non potrebbero mai garantire un pubblico tale da campare.. con l'advertise.
          • Jungle vip scrive:
            Re: La differenza....
            Ok ci sto a pagare ma allora mi togli la pubblicità.Dovrebbe essere come in tv le reti private piene di spot e le private (sky)senza pubblicità (o quasi)
          • 1977 scrive:
            Re: La differenza....
            - Scritto da: Jungle vip
            Ok ci sto a pagare ma allora mi togli la
            pubblicità.
            Dovrebbe essere come in tv le reti private piene
            di spot e le private (sky)senza pubblicità (o
            quasi)Ti quoto.
          • Vindicator scrive:
            Re: La differenza....
            - Scritto da: 1977
            - Scritto da: Jungle vip

            Ok ci sto a pagare ma allora mi togli la

            pubblicità.

            Dovrebbe essere come in tv le reti private piene

            di spot e le private (sky)senza pubblicità (o

            quasi)

            Ti quoto.perché le private non hanno (quasi) pubblicità? machecatsostateaddì???ma se aumentano sensibilmente il volume come fanno gli altri? si pagano 30 mensili per sentire a tutto volume la stuzziker che gioca col cellulare.c'è pure una legge a riguardo ma in un paese dove non ci sono mazzette mi pare che il volume delle pubblicità sia l'ultimo dei problemi.
          • 1977 scrive:
            Re: La differenza....
            - Scritto da: Vindicator
            - Scritto da: 1977

            - Scritto da: Jungle vip


            Ok ci sto a pagare ma allora mi togli la


            pubblicità.


            Dovrebbe essere come in tv le reti private
            piene


            di spot e le private (sky)senza pubblicità (o


            quasi)



            Ti quoto.

            perché le private non hanno (quasi) pubblicità?
            machecatsostateaddì???

            ma se aumentano sensibilmente il volume come
            fanno gli altri? si pagano 30 mensili per
            sentire a tutto volume la stuzziker che gioca col
            cellulare.
            c'è pure una legge a riguardo ma in un paese dove
            non ci sono mazzette mi pare che il volume delle
            pubblicità sia l'ultimo dei
            problemi.Ma questo che c'entra, era un discorso generico: pago, e non voglio vedere pubblicita'. Non andiamo a vedere caso per caso, cerchiamo di fare un discorso logico.
          • Vindicator scrive:
            Re: La differenza....
            - Scritto da: 1977
            Ma questo che c'entra, era un discorso generico:
            pago, e non voglio vedere pubblicita'. Non
            andiamo a vedere caso per caso, cerchiamo di fare
            un discorso
            logico.lodevole.però nell'equazione dovete sempre contare il fattore "non je basta mai"questo volevo dire. quindi preparatevi. pagherete e sarete pubblicizzati, per lo stesso livello di contenuti odierno peraltro.
          • ma va la scrive:
            Re: La differenza....
            La questione è quanto sei disposto a pagare.
          • ma va la scrive:
            Re: La differenza....
            Se pubblicità e abbonamenti servono a coprire i costi ed ev. ad avere un margine, tu preconizzi di non pubblicare la pubblicità?Bene, poi ti ti tagliano quella fonte di entrata (dato che non pubblichi la pub) e ti aumentano l'abbonamento per compensare. Ma poi non venire qui a lamentarti eh.
          • 1977 scrive:
            Re: La differenza....
            - Scritto da: ma va la
            Se pubblicità e abbonamenti servono a coprire i
            costi ed ev. ad avere un margine, tu preconizzi
            di non pubblicare la
            pubblicità?
            Bene, poi ti ti tagliano quella fonte di entrata
            (dato che non pubblichi la pub) e ti aumentano
            l'abbonamento per compensare.

            Ma poi non venire qui a lamentarti eh.L'acquisto non e' obbligatorio, sveglia..
          • angros scrive:
            Re: La differenza....

            E comunque.. tutti i piccoli editori hanno
            diritto a sopravvivere, quegli stessi piccoli
            editori che non potrebbero mai garantire un
            pubblico tale da campare.. con
            l'advertise.Hanno il diritto di sopravvivere se interessano a qualcuno; e non sono così tanti gli utenti a cui interessa pagare per ciò che puoi trovare altrove gratis.Inoltre, se gestire un giornale ha dei costi, e vuoi andare a pagamento, dovrai dividere quei costi tra tutti i tuoi lettori; ed un giornale online, che non deve stampare le copie in funzione di quanti lettori ha, ha sempre le stesse spese, non importa se lo leggono 10 persone o 10000.Quindi, più letori a pagamento ci sono, meno paga ognuno.Se il giornale ha due lettori (io e te) ognuno di noi paga metà del costo per produrre le notizie; ma se io decido di leggere invece i giornali gratuiti, tu dovrai pagarti un abbonamento che cota il doppio
          • 1977 scrive:
            Re: La differenza....

            Hanno il diritto di sopravvivere se interessano a
            qualcuno; e non sono così tanti gli utenti a cui
            interessa pagare per ciò che puoi trovare altrove
            gratis.Si chiama libero mercato. Esistono tante realta' editoriali seguite da poce centinaia di migliaia di persone, le quali hanno pieno diritto di esistere, se con gli abbonamenti che propongono riescono a sostenere le spese.Domanda/Offerta.In questi casi non puo' certo essere l'advertise a sostenere le spese. L'advertise fa gli interessi solo di chi e' gia' grande di suo.
          • angros scrive:
            Re: La differenza....

            Si chiama libero mercato. Esistono tante realta'
            editoriali seguite da poce centinaia di migliaia
            di persone, le quali hanno pieno diritto di
            esistere, se con gli abbonamenti che propongono
            riescono a sostenere le
            spese.
            Domanda/Offerta.Verissimo; però esiste una situazione paradossale: in un libero mercato di beni materiali, se la domanda cresce, il prezzo cresce (perchè la risorsa non basta per tutti, e quindi qualcuno deve rinunciare ad essa, oppure bisogna pagare di più per produrne di più)In questo settore, invece, i costisono fissi, quindi se aumenta la domanda i prezzi scendono (se puoi dividere le spese su tanti lettori, ognuno di loro può pagare una quota più piccola).Questo modello, quindi, favorisce comunque chi è grande, rispetto a chi è piccolo.
            In questi casi non puo' certo essere l'advertise
            a sostenere le spese. L'advertise fa gli
            interessi solo di chi e' gia' grande di
            suo.Non ne sarei così sicuro: se sei "piccolo", probabilmente hai una nicchia molto specializzata (parli solo di un certo argomento, ad esempio) e attiri inserzionisti specializzati, che magari vendono un prodotto poco richiesto, e hanno tutto l'interesse a mettere pubblicità sul tuo sito, pagandola bene, perchè i uoi utenti sono potenziali clienti, mentre gli utenti di un giornale più grande sono sì di più, ma pochi sarebbero interessati al tuo prodotto (esempio: se vendi acXXXXXri per la pesca, non ti serve a molto la pubblicità su un giornale come la Stampa o il Corriere, ma ti serve la pubblicità sulle riviste e i giornali di caccia e pesca)
          • 1977 scrive:
            Re: La differenza....

            Verissimo; però esiste una situazione
            paradossale: in un libero mercato di beni
            materiali, se la domanda cresce, il prezzo cresce
            (perchè la risorsa non basta per tutti, e quindi
            qualcuno deve rinunciare ad essa, oppure bisogna
            pagare di più per produrne di
            più)Ma da quando? Dipende se la materia prima e' abbondante o meno. Nel primo caso, il prezzo scende.

            In questi casi non puo' certo essere l'advertise

            a sostenere le spese. L'advertise fa gli

            interessi solo di chi e' gia' grande di

            suo.

            Non ne sarei così sicuro: se sei "piccolo",
            probabilmente hai una nicchia molto specializzata
            (parli solo di un certo argomento, ad esempio) e
            attiri inserzionisti specializzati, che magari
            vendono un prodotto poco richiesto, e hanno tutto
            l'interesse a mettere pubblicità sul tuo sito,
            pagandola bene, perchè i uoi utenti sono
            potenziali clienti, mentre gli utenti di un
            giornale più grande sono sì di più, ma pochi
            sarebbero interessati al tuo prodotto (esempio:
            se vendi acXXXXXri per la pesca, non ti serve a
            molto la pubblicità su un giornale come la Stampa
            o il Corriere, ma ti serve la pubblicità sulle
            riviste e i giornali di caccia e
            pesca)Non e' assolutamente vero, perdonami. Se sei un quotidiano piccolo, sei piccolo, punto. Fai poche view, ancor meno click. E quindi non guadagni una mazza.Se sei il corriere, metti un banner per mezz'ora e lo esponi a migliaia di persone.
          • angros scrive:
            Re: La differenza....

            Ma da quando? Dipende se la materia prima e'
            abbondante o meno. Nel primo caso, il prezzo
            scende.La materia prima, e il lavoro necessario a produrre.Il prezzo scende se, per aumentare la produzione, cambi sistema (la produzione in serie è più efficiente, e il singolo pezzo costa meno)Inoltre, a volte i prezzi scendono banalmente con il tempo, perchè il produttore ha ammortizzato i costi fissi (ricerca e sviluppo, costo dei macchinari...)
            Non e' assolutamente vero, perdonami. Se sei un
            quotidiano piccolo, sei piccolo, punto. Fai poche
            view, ancor meno click. E quindi non guadagni una
            mazza.
            Se sei il corriere, metti un banner per mezz'ora
            e lo esponi a migliaia di
            persone.Anche se lo esponi a migliaia di persone, ma a nessuno intersa, totalizzerai meno click di uno che espone il banner a un centinaio di persone, tutte interessate quel tipo di prodotto. Tu parti dal presupposto che il giornale piccolo si rivolga allo stesso pubblico del giornale grande, ma non è così; un giornale piccolo tratta argomenti troppo specifici per interessare a un giornale grande (possono essere specifici per un certo argomento, oppure specifici per una località, ad esempio tutto ciò che succede in un comune di piccole dimensioni)E comunque, con il tuo ragionamento sorge spontanea una domanda: se sei un giornale piccolo, e la pubblicità non ti basta, come intendi finanziarti? Se hai pochi lettori, con il modello a pagamento avrai pochi abbonati (molto pochi, perchè solo una parte dei tuoi lettori sarà disposta a pagare, molti se ne andranno), e otterrai comunque poco: inoltre perderai gli introidi della pubblicità, perchè meno lettori significa meno click; se non ti basta a pagarti le spese, cosa fai a questo punto?
          • 1977 scrive:
            Re: La differenza....

            E comunque, con il tuo ragionamento sorge
            spontanea una domanda: se sei un giornale
            piccolo, e la pubblicità non ti basta, come
            intendi finanziarti? Se hai pochi lettori, con il
            modello a pagamento avrai pochi abbonati (molto
            pochi, perchè solo una parte dei tuoi lettori
            sarà disposta a pagare, molti se ne andranno), e
            otterrai comunque poco: inoltre perderai gli
            introidi della pubblicità, perchè meno lettori
            significa meno click; se non ti basta a pagarti
            le spese, cosa fai a questo
            punto?Con gli abbonamenti, pensavo di essere stato chiaro. Introiti per la pubblicita' ne hai gia' pochissimi, perche' sei PICCOLO.Ciao.
          • angros scrive:
            Re: La differenza....
            Ok, ipotizziamo pure che la pubblicità non ti dia nessun introito. Ti restano quindi gli abbonamenti.Quanto devi far pagare ad ogni utente, e quanti utenti devi avere, per avere un incasso accettabile? Piu' alto è il prezzo, meno abbonati avrai, e devi comunque affrontare la concorrenza di giornali gratuiti.Come fai a convincere gli utenti a pagarti l'abbonamento? E a quanto ammonta?
          • 1977 scrive:
            Re: La differenza....

            Come fai a convincere gli utenti a pagarti
            l'abbonamento? E a quanto
            ammonta?Li convinci? Ma come parli? Non si tratta di convincere, ma di offrire un servizio che se apprezzato, anche se da pochi, e' seguito. A quanto ammonta.. come posso saperlo. Certo che se distribuisci digitalmente, i costi sono infinitesimi, rispetto alla pubblicazione si carta.CIAO.
          • angros scrive:
            Re: La differenza....

            Li convinci? Ma come parli?Se è sotto abbonamento, io (non essendo abbonato) non so come è, e non posso provare il servizio; dovrai farti un po' di pubblicità, e cosa dici in tale pubblicità?
            Non si tratta di
            convincere, ma di offrire un servizio che se
            apprezzato, anche se da pochi, e' seguito.Che genere di servizio? Devi offrire qualcosa che non abbia equivalenti gratuiti.
            A quanto ammonta.. come posso saperlo. Certo che se
            distribuisci digitalmente, i costi sono
            infinitesimi, rispetto alla pubblicazione si
            carta.Se i costi fossero così infinitesimi, la pubblicità ti basterebbe, e quindi siamo da capo. I costi di distribuzione saranno infinitesimi, ma quelli di produzione (pagare chi scrive le notizie) no; e tali costi sono costanti (non variano, sia che a leggere il tuo sito sia uno solo, sia che ci siano milioni di lettori): se vuoi farli pagare ai tuoi abbonati, devi dividerli tra di loro, e meno abbonati hai, piu' devi far pagare a ciascuno: quindi, chi è piccolo ed ha pochi abbonati si trova in svantaggio rispetto a chi è piu' grande.
          • 1977 scrive:
            Re: La differenza....
            - Scritto da: angros

            Li convinci? Ma come parli?

            Se è sotto abbonamento, io (non essendo abbonato)
            non so come è, e non posso provare il servizio;
            dovrai farti un po' di pubblicità, e cosa dici in
            tale
            pubblicità?


            Non si tratta di

            convincere, ma di offrire un servizio che se

            apprezzato, anche se da pochi, e' seguito.

            Che genere di servizio? Devi offrire qualcosa che
            non abbia equivalenti
            gratuiti.



            A quanto ammonta.. come posso saperlo. Certo
            che
            se

            distribuisci digitalmente, i costi sono

            infinitesimi, rispetto alla pubblicazione si

            carta.

            Se i costi fossero così infinitesimi, la
            pubblicità ti basterebbe, e quindi siamo da capo.
            I costi di distribuzione saranno infinitesimi, ma
            quelli di produzione (pagare chi scrive le
            notizie) no; e tali costi sono costanti (non
            variano, sia che a leggere il tuo sito sia uno
            solo, sia che ci siano milioni di lettori): se
            vuoi farli pagare ai tuoi abbonati, devi
            dividerli tra di loro, e meno abbonati hai, piu'
            devi far pagare a ciascuno: quindi, chi è piccolo
            ed ha pochi abbonati si trova in svantaggio
            rispetto a chi è piu'
            grande.Hai ragione. Ciao.
    • Paolo scrive:
      Re: La differenza....
      Guarda, basterebbe metterla a 30 al mese con iPad in comodato d'uso gratuito, e vedi come corrono a comprarla in massa.- Scritto da: prius
      Redazione digitale max 10 dollari, la "normale"
      tra i 20 e i
      30..
      Io sono per il gratis!
      Dubito che però sia un problema solo per iPad!
  • Cesare scrive:
    Forza
    Che si scatenino i troll
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