Kazaa legale in Olanda

La massima corte del paese stabilisce che gli autori di Kazaa non possono essere considerati responsabili se gli utenti sfruttano il software in modo illegale. Discografici all'attacco: sentenza fallace
La massima corte del paese stabilisce che gli autori di Kazaa non possono essere considerati responsabili se gli utenti sfruttano il software in modo illegale. Discografici all'attacco: sentenza fallace


Amsterdam (Olanda) – Con una decisione che non permette ulteriori appelli, la Corte Suprema dell’Olanda ha stabilito che i creatori di Kazaa non possono essere considerati responsabili per lo scambio illegale di file protetti da parte degli utenti del celebre software di condivisione.

La sentenza, inappellabile in quanto proviene dalla massima corte del paese, riprende in toto le considerazioni che qualche mese fa portarono negli USA alla clamorosa assoluzione degli autori di Morpheus e Grokster, ritenuti anche in quel caso incolpevoli se gli utenti utilizzano quei software per condividere file coperti da diritto d’autore.

Il caso si è sviluppato in Olanda perché è in quel paese che ha sede FastTrack, la società che diede origine a Kazaa prima di cedere il sistema alla Sharman Networks, che ha invece sede in Australia. La Buma Stemra , società che raccoglie in Olanda le royalty per conto dei detentori di diritti similmente alla SIAE italiana, aveva chiesto che gli autori di Kazaa fossero considerati responsabili in solido per aver favorito le attività di pirateria dei propri utenti dediti all’uso del sistema di scambio peer-to-peer.

A scagliarsi immediatamente contro la sentenza della Corte Suprema sono stati gli uomini della IFPI , l’organizzazione internazionale che raccoglie i maggiori discografici, secondo cui “la sentenza di oggi su Kazaa è un giudizio sbagliato sebbene confermi che la maggioranza degli utenti che usano sistemi come quello di Kazaa lo faccia illegalmente, indipendentemente dal paese in cui risiedono”.

La sentenza, dunque, non esclude che in futuro le major possano decidere di perseguire i singoli utenti, pur dovendo rinunciare ad aggredire chi fornisce loro il software di scambio.

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21 12 2003
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