Kazaa non può denunciare le major

Brusco stop a Sharman Networks che accusa l'industria del disco e del cinema di voler impedire la nascita di un mercato libero e aperto ai concorrenti su internet. Il giudice non nega che ciò sia vero, ma il processo non si può fare


New York (USA) – Sharman Networks produce Kazaa, il software più scaricato della rete , ma non ha lo status per trascinare in tribunale le grandi industrie discografiche e cinematografiche, che Sharman accusa di pratiche monopolistiche.

Secondo Sharman infatti, proprio come sostenevano altri nomi celebri del file sharing, dallo stesso Napster a illustri ex come Scour, le major sguinzagliano contro le società coinvolte nel peer-to-peer mute di avvocati per impedire che in rete si faccia largo un mercato della musica e del cinema alternativo a quello che monopolizzano fuori dalla rete.

Un’accusa suggestiva che Sharman ha tentato di trasformare in un processo alle politiche di mercato dei grandi nomi della discografia, acerrimi nemici non solo di Kazaa ma più in generale di tutti i produttori di software utile per lo sharing di file.

Ora però il giudice distrettuale Stephen V. Wilson ha affermato che seppure le accuse rivolte da Sharman alle major fossero fondate, la stessa Sharman non si trova nella condizione di poter denunciare alcunché in quanto non si occupa di distribuire in rete materiali e contenuti ma soltanto di produrre un software.

Va detto che il giudice Wilson sta acquisendo una certa popolarità tra gli osservatori. Si tratta infatti dello stesso giudice che nelle scorse settimane ha emesso una clamorosa sentenza contro le major. E’ stato lui, infatti, ad accogliere la tesi Betamax e ad assolvere due sistemi di sharing come Grokster e Morpheus perché non responsabili di quanto di illegale i propri utenti avrebbero commesso usando i programmi da loro prodotti.

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