La difesa Betamax potrebbe saltare

La Corte Suprema annuncia che valuterà il caso delle major contro le aziende del peer-to-peer. La sentenza finale sarà decisiva non solo per l'industria dei contenuti ma, soprattutto, per quella della tecnologia
La Corte Suprema annuncia che valuterà il caso delle major contro le aziende del peer-to-peer. La sentenza finale sarà decisiva non solo per l'industria dei contenuti ma, soprattutto, per quella della tecnologia


Washington (USA) – Sulle vittorie in primo grado e in appello ottenute dalle società del P2P di Grokster e Morpheus nei confronti delle major,si allunga ora l’ombra di una possibile revisione dovuta all’intervento della massima corte statunitense.

La Corte Suprema, infatti, ha annunciato di avere intenzione di esaminare il caso, che porta sotto gli occhi dei massimi magistrati americani una questione-chiave per l’industria della tecnologia, quella legata alla cosiddetta difesa Betamax .

Nelle due vittorie fin qui rastrellate in tribunale , le società del peer-to-peer si erano appellate a quella tesi sostenendo, come fece vittoriosamente Sony vent’anni fa, che la propria tecnologia aveva molti usi legittimi e che l’eventuale abuso da parte degli utenti non poteva essere ascritto ai produttori ma, semmai, ai singoli utilizzatori.

Il fatto che tutto questo ora possa essere messo in discussione manda in fibrillazione non solo le società del P2P, che dopo quelle sentenze hanno cominciato a stringere accordi commerciali proprio con le major , ma l’intero settore tecnologico. Sull’assunto che il costruttore o sviluppatore non sia responsabile di abusi di prodotti che possono anche essere usati legalmente, infatti, ha prosperato negli anni uno dei settori più importanti dell’economia mondiale, quello dell’elettronica di consumo.

La questione è assolutamente cruciale. Basti pensare che proprio nella sentenza di appello i giudici che diedero la vittoria alle società del P2P hanno scritto che “Grokster e StreamCast (la mamma di Morpheus, ndr.) non sono diverse dalle imprese che vendono videoregistratori o macchine fotocopiatrici, entrambi possono essere utilizzati e sono utilizzati per violare il copyright”.

Neppure la Electronic Frontier Foundation si nasconde che la decisione della Corte potrà avere conseguenze enormi. Il suo legale di punta, Fred von Lohmann, ha spiegato che “qui in ballo c’è molto di più per l’industria della tecnologia che per quella della proprietà intellettuale. Questo caso non sarà determinante del futuro del peer-to-peer nel mondo ma lo sarà del futuro di una grande varietà di futuri prodotti digitali”.

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12 12 2004
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