La nuova Stele di Rosetta è hi-tech?

Decodificare antichi testi scritti in un idioma ormai sconosciuto. Con l'ausilio di un software

Roma – Un tesoro letterario della Valle dell’Indo, composto da più di 5mila tavole, litografie ed amuleti su cui appaiono testi scritti in una lingua fino ad oggi sconosciuta starebbe diventando comprensibile grazie ad un software. Un team composto da ricercatori indiani e statunitensi ha pubblicato i risultati del lavoro condotto finora.

Gli scienziati che si stanno confrontando con questa complessa traduzione utilizzano un programma che si serve della Catena di Markov per analizzare la disposizione dei grafemi e fare breccia nell’arcaico linguaggio : “Oltre ad avere un proprio significato – ha spiegato Rajesh Rao, ricercatore dell’Università di Washington – ogni simbolo deve essere coerentemente legato al contesto”.

Una volta inseriti i dati, questo programma può svolgere diversi compiti, come creare testi originali nel linguaggio analizzato per confrontarli con quelli presenti sui reperti locali. Una volta eseguita la comparazione, il software è in grado di segnalare eventuali testi gemelli, in modo da consentire ulteriori analisi linguistiche che possano condurre a comprendere il significato .

Non si tratta però di una Stele di Rosetta in versione hi-tech: secondo un professore finlandese, Asko Parpolo dell’Università di Helsinki, il programma non potrebbe andare oltre. Non sarebbe quindi possibile decifrare il testo ed arrivare alla comprensione della lingua.

Giorgio Pontico

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  • Ciano scrive:
    Foto
    A Maruccia, sistema le proporzioni della foto, sembri come la TV 4/3 in schermo 16/9 (rotfl)
  • Eretico scrive:
    Re: divulgazione scientifica
    Esatto. Senza contare che i test, come quello di ARES I, servono proprio ad evidenziare eventuali anomalie e il modo di risolverle. Come del resto si fa con i SW. Perciò parlare di incidenti mi sembra fuori luogo.
  • Fate ridere scrive:
    Spariscono i commenti
    Sempre meglio, i miei complimenti!!!
  • Asfah scrive:
    Ma i titoli chi ve li suggerisce?
    Ma i titoli chi ve li suggerisce?
  • xxxxx scrive:
    bah!
    si vede benissimo che lo scrittore dell'articolo non ha mai lavorato nel settore spaziale.
    • Ermanno Polli scrive:
      Re: bah!
      Ma possibile che anche punto informatica faccia disinformazione? :(I due robot su Marte sono li' da 5 (CINQUE!) anni e passa, mentre la "garanzia" della NASA era di 3 mesi.Possono avere qualche acciacco? (e l'hanno avuto!). Eppure sono sempre li' che ci mandano foto e dati scientifici. Ho un archivio di 22 e passa GBy con le foto mandate a terra dai due robot.Lo sapevate voi della redazione? E lo sapete che entrambi hanno superato altre tempeste di sabbia (che sono ricorrenti su Marte)?Due anni fa una tempesta di sabbia ha messo seriamente in pericolo i robottini. Grazie all'abilita' dei tecnici e scienziati della NASA, che hanno lasciato acceso il minimo indispensabile sui due robot, sono riusciti a superare la tempesta....E non parlate del *vero* pericolo che sta correndo uno dei due (Spirt). E' caduto in una trappola di sabbia nascosta sotto un sottile strato compatto di terra marziana. Sempre il team della NASA per la gestione dei robottini, da maggio sta facendo dei test per trovare il modo di liberarli.PuntInformatci, informatevi prima di scrivere!Saluti,Ermanno
  • ffsd scrive:
    LCRO
    per non parlare dell'incidente all'LCRO di una settimana fa :D
    • Blind Sheep scrive:
      Re: LCRO
      E la "patacca" lunare presso il museo di Amsterdam dove la mettiamo?Presso il museo di Amsterdam era conservata una pietra lunare dal lontano ottobre del 1969, che si è rivelata, da analisi effettuate di recente, essere un legno fossilizzato.
      • Ermanno Polli scrive:
        Re: LCRO
        Non e' una patacca, visto che solo la stampa ha detto che e' una pietra lunare.Ci sono molte incongruenze i quello che hanno detto:http://attivissimo.blogspot.com/2009/08/mini-indagine-sulla-falsa-roccia-lunare.htmlQuesto si, che e' il modo di fare giornalismo: indagare sui fatti!Ciao,Ermanno
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