La paura da virus trattiene gli americani

Sono moltissimi gli utenti USA che hanno avuto guai per dialer, virus o spyware e molti quelli che hanno cambiato browser e ridotto le attività online per paura. Lo dice uno studio del Pew Internet Project
Sono moltissimi gli utenti USA che hanno avuto guai per dialer, virus o spyware e molti quelli che hanno cambiato browser e ridotto le attività online per paura. Lo dice uno studio del Pew Internet Project


Washington (USA) – Cambiano browser, non frequentano più le reti P2P e stanno attentissimi a cosa scaricano dal web: molti di loro, l’81%, non osano aprire gli allegati ricevuti via email. E’ questa la fotografia degli utenti Internet statunitensi scattata da una recentissima indagine condotta dall’autorevole Pew Internet & American Life Project : la malware-fobia sembra avere contagiato il 91% degli intervistati.

“La gente sta più attenta e si sente meno avventurosa”, riassume Susannah Fox, autrice di questo studio condotto su un panel di 2000 individui. I continui allarmi lanciati dai media sui furti d’identità , spesso causati da spyware e worm, hanno innescato una sorta di atteggiamento difensivo nei comportamenti online degli americani.

Secondo la ricerca, la multiforme minaccia dell’ informatica malevola ( malware , termine-ombrello che racchiude dialer così come worm, virus e spyware) insidia soprattutto la sicurezza online degli utenti broadband e dei minorenni . Problemi che, sebbene la ricerca non lo dica esplicitamente, toccano più da vicino gli utenti Windows, il sistema operativo più spesso preso di mira da virus writer, cracker e affini.

Le proiezioni parlano di dati preoccupanti: 93 milioni di americani, il 68% della popolazione in Rete, avrebbe avuto problemi causati da spyware, virus e worm.

“A volte basta un click sbagliato e ci si ritrova nei guai”, suggerisce Fox: il 25% degli utenti non riesce a spiegarsi come mai il proprio computer si rifiuti di funzionare correttamente. “Il fatto è che registriamo un calo di fiducia nei confronti dell’esperienza online: le persone hanno la sensazione di non avere più il controllo di ciò che avviene nel loro computer”, sostiene l’autrice del sondaggio.

Alla base di tutto sembra esserci la larghissima diffusione dello spyware , spesso integrato all’interno di popolarissimi applicativi per monetizzare le abitudini dei singoli utenti – spiati ed osservati nel silenzio di qualche processo in background . Un problema di software? Probabile: spinti da questi motivi, il 18% degli intervistati ha cambiato browser , mentre il 48% è diventato più scrupoloso quando si tratta di installare nuovi applicativi.

Tommaso Lombardi

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07 07 2005
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