La Russia ha paura delle VPN: 20 quelle già bloccate

La Russia ha paura delle VPN: 20 quelle già bloccate

La Russia sta cercando di fermare le VPN attive in Russia per evitare che i cittadini possano sfuggire ai filtri di Stato sulla rete: 20 VPN già fermate.
La Russia sta cercando di fermare le VPN attive in Russia per evitare che i cittadini possano sfuggire ai filtri di Stato sulla rete: 20 VPN già fermate.

Il Cremlino ha scoperto di avere un nemico più combattivo del previsto in casa: si tratta della fascia più giovane della popolazione, quella che con una VPN sa emanciparsi dalla propaganda di Stato e sa farsi un’idea più precisa di ciò che sta accadendo in Ucraina. Il feroce aumento delle installazioni di VPN in Russia, infatti, ha reso evidente il fatto che se non si possono completamente oscurare i media tradizionali (il caso di Marina Ovsyannikova ne è un esempio clamoroso), tanto meno è possibile fermare l’informazione sui canali online. Alla luce di tutto ciò, Putin reagisce come fa solitamente: alza la posta in gioco e con la forza tenta di spianare la strada alla propria narrativa. Così, a quanto pare, sta facendo anche con le VPN.

La Russia blocca le VPN

Secondo quanto comunicato da Interfax, venti tra le principali VPN utilizzate in Russia sono già state bloccate. A riferirlo sarebbe stato Alexander Khinshtein, Presidente del Comitato della Duma di Stato, secondo cui i Servizi Federali per la Supervisione nelle Comunicazioni (Roskomnadzor) avrebbero già portato avanti una forte operazione di controllo per fermare i servizi più utilizzati. L’operazione non è tuttavia terminata ed in questo Khinshtein è chiaro: le autorità continueranno ad operare per mandare a segno la propria missione e tentare di isolare una volta di più l’opinione pubblica russa rispetto al resto del mondo.

Il lavoro della Roskomnadzor sta funzionando, le VPN vengono bloccate ogni giorno, non è un compito semplice, ma viene svolto con successo

Alexander Khinshtein

Ad oggi non è possibile avere un elenco delle VPN già bloccate (nomi che meriterebbero probabilmente una medaglia al merito, poiché il blocco è comprovante la percezione di un valido servizio da parte delle autorità del Cremlino). Quel che è noto è che ExpressVPN si è già espressa in favore di un servizio gratuiti per gli attivisti ed i giornalisti, mentre AtlasVPN ha fatto sapere di aver registrato crescita a tripla cifra dal giorno del blocco di Instagram in poi.

Al momento Interfax è l’unica fonte a riportare l’iniziativa del Roskomnadzor e non sono note le modalità tecniche con cui le VPN sarebbero state bloccate. Fino a poche settimane fa la legge russa inibiva l’utilizzo illecito delle VPN stesse, ma non le aveva ancora messe al bando. Qualcosa, evidentemente, è cambiato e per il Cremlino anche le VPN sono diventate questione prioritaria: il timore che l’opinione pubblica possa sapere, e parlare, si è fatta evidentemente più seria.

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Fonte: Interfax
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Pubblicato il 16 mar 2022
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