La scure del DMCA sull'open source

Via quel programma da Google Code. Viola la licenza di un altro software. BigG obbedisce, ma nel frattempo è già pace fatta tra gli sviluppatori. E il reverse engineering è il vero vincitore

Roma – Se ci fosse qualcuno intenzionato ad utilizzare i prodotti CoreAVC in ambiente Linux , le cose si potrebbero fare complicate in queste ore. Recandosi sulla pagina del progetto, ospitata su Google Code , si legge: “In risposta ad un reclamo ricevuto basato sul Digital Millennium Copyright Act, abbiamo provveduto a rimuovere il progetto coreavc-for-linux “. Violazione del diritto d’autore? Non proprio.

La homepage bloccata Nella stessa pagina, il navigatore trova anche l’invito a leggere il testo completo del reclamo che ha portato alla cancellazione dell’account che ospitava fino a poche ore fa tutto il necessario per far funzionare il prodotto dedicato al codec H.264 della statunitense CoreCodec . Cliccando, si scopre che è stato lo stesso CEO dell’azienda ad inoltrare l’ invito formale alla messa al bando del sito , poiché “ospita e/o contiene link a materiale che infrange il copyright di CoreCodec sul software”.

Il problema parrebbe dunque legato ad un software utilizzato senza la dovuta licenza. Si potrebbe pensare che, essendo CoreAVC prodotto per la piattaforma Windows, il suo utilizzo su Linux violi gli estremi della licenza con cui il programma viene venduto. Ma dopo qualche ora, si scopre che la faccenda è diversa: un non meglio identificato “BetaBoy”, che dovrebbe essere in realtà Dan Marlin, CEO di CoreCodec e fondatore dell’azienda, spiega che non di violazione del copyright si tratta bensì di “reverse engineering non autorizzato”.

Niente paura comunque: gli utenti Linux, che hanno come unico strumento per accelerare i flussi MPEG4 sul loro sistema operativo CoreAVC e i plugin sviluppati per MythTV e Mplayer, possono stare tranquilli. La faccenda è stata tutta un equivoco , la lettera di diffida a Google sarebbe “partita per sbaglio”, ma CoreCodec sarebbe già al lavoro con Alan (il creatore di coreavx-for-linux) per chiarire la dinamica dei fatti.

Usare la mazza del DMCA contro il software open source è stato un errore : “La consulenza legale ottenuta era stata davvero inutile, alla luce del feedback che ci avete inviato. Il DMCA in effetti consente il reverse engineering per scopi di compatibilità”. Tutto è bene quel che finisce bene: “Alan è stato grande e ora stiamo lavorando con lui per rendere la sua prossima release compatibile con CoreAVC 1.7”.

Il sito di coreavc-for-linux tornerà presto online e CoreCodec conta sull’open source per colmare un buco nella sua offerta, visto anche che non ha pronto un prodotto da offrire agli utenti Linux. I programmatori open source sembra siano felici di dare una mano.

Luca Annunziata

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  • POPOJHG scrive:
    àOKUH
    NON SIETE CHJARI
  • Ebolo scrive:
    Guida per autostoppusti
    Ma un pc a forma di asciugamano no?!Ebolo.
  • Gesu scrive:
    0_0 IL COMPUTER DEL FUTURO 0_0
    Avrà sicuramente Windows Vista.Me lo sento.
  • FMX gbh scrive:
    50 anni fa...
    ... nessuno aveva previsto il cellulare ed internet, in compenso si immaginava che nel duemila ci sarebbero state le automobili volanti. Meglio seguire il progresso (inarrestabile per fortuna) ed evitare inutili previsioni destinate ad essere smentite.
  • pessimismo e fastidio scrive:
    Ecco l'informatica che vorrei...
    Che mi lavi i piatti, pulisca casa, rifaccia i letti, prepari il pranzo ecc...
    • alex.tg scrive:
      Re: Ecco l'informatica che vorrei...

      Che mi lavi i piatti,Il firmware della lavastoviglie.
      pulisca casa,mmh... ci sarebbero quei robottini che vanno a spasso a pulire, ma non e` che poi ci si inciampa ?
      rifaccia i letti,Nisba. Troppo complicato...
      prepari il pranzoAah! Mai! Poi ti fa tutti i pranzi stereotipati!
    • Guido Angeli scrive:
      Re: Ecco l'informatica che vorrei...
      - Scritto da: pessimismo e fastidio
      Che mi lavi i piatti, pulisca casa, rifaccia i
      letti, prepari il pranzo
      ecc...A me piacerebbe un computer che mi fa i servizietti :P
  • Calibano scrive:
    A proposito di divided
    Per caso nessuno si ricorda quel progetto che consentiva di camblarsi utilizzando direttamente la rete elettrica gia' esistente?Era una tecnologia protitipo che, se non sbaglio', funziono' a Grosseto.Praticamente le informazioni passavano via rame sottoforma di corrente ad una certa frequenza che poteva essere riconosciuta dalla corrente che serve per alimentare gli elettrodomestici.O ci sara' bisogno di aspettare il 2050 per avere internet anche a Frittole?
    • alex.tg scrive:
      Re: A proposito di divided
      Me lo ricordo, ma non se n'e` piu` saputo nulla. Mi pare fosse inaffidabile. Il futuro di internet e` certamente nel wireless, ci sono pochi dubbi.
  • Calibano scrive:
    Re: Agende
    Praticamente il DiPad di Star Trek!Cosa non darei per un tricorder!!!
    • alex.tg scrive:
      Re: Agende
      Heh, in effetti gli assomiglia molto: nella mia idea e` un po' piu` grosso e meno "cosumabile". In Star Trek ci sono dispositivi non personali dal look molto "usa e getta", mentre la filosofia dietro la mia idea sarebbe quella di concentrare le funzioni di molti oggetti in uno, concepito per essere sostituito il meno possibile. A meno di avere i soldi per seguire lo sviluppo di nuovi modelli, che pero` sarebbero limitati da una sorta di convergenza evolutiva.
  • Alessandro scrive:
    Singularity is near
    La corsa alla trasformazione della materia incomputronio è iniziata ...
  • gengiscan scrive:
    io nel 2050 userò ancora XP
    ovviamente è una battuta... ridicoli quegli xp users che insistono a stare con un sistema operativo ormai obsoleto.
  • Roberto Lupi scrive:
    2050?
    Il design contest non parla dell'anno 2050, infatti questi concept sono realizzabili con le tecnologie attuali o dell'immediato futuro.Nel 2050 vedremo ben altre cose.
    • alex.tg scrive:
      Re: 2050?
      Non credo poi troppo diverse. Il concetto di computer indossabile come una serie di orpelli secondo me e` destinato a fallire: troppo invasivo. I computers integrati in vari accessori domestici verrebbero invece ostacolati dalla riduzione del numero di accessori, e comunque sarebbero difficili da gestire... andrebbero incontro a molti inconvenienti. E come dicevo, su un computer usato per sviluppo di software, la tastiera ci sara` sempre da qualche parte, e sara` sempre un oggetto fisico, tangibile.
  • Funz scrive:
    A me piacerebbe:
    il computer invisibile, integrato negli occhiali.Come quelli che usano in Dennou Coil (per chi ha visto l'anime) A richiesta può far comparire nel campo visivo uno o più schermi e tastiere virtuali, e integra telefonino, lettore audio/video, GPS e qualsiasi altro dispositivo elettronico, tutti attivabili mediante semplici gesti.La situazione-limite presentata nell'anime è quella di un'intera realtà virtuale sovrapposta a quella reale.
    • kache scrive:
      Re: A me piacerebbe:
      Finalmente qualcun altro che ha visto l'anime! :DComunque, sono d'accordo. Quello sarebbe davvero spettacolare, soprattutto se integrassero anche l'Imago... O___O
      • Funz scrive:
        Re: A me piacerebbe:
        - Scritto da: kache
        Finalmente qualcun altro che ha visto l'anime! :D
        Comunque, sono d'accordo. Quello sarebbe davvero
        spettacolare, soprattutto se integrassero anche
        l'Imago...
        O___OTroppo inquietante :|
  • Beppaski Laraski scrive:
    Qualcuno di voi ricorda...
    ...quelle illustrazioni di inizio '900 che rappresentavano nell' immaginazione del tempo come sarebbe stato il 2000? Erano così ingenue e intrise di positivismo :-)Nessuno allora poteva neanche solo intravedere le grandi luci del progresso che avrebbe portato il 20 Secolo, ma anche le grandi ombre con due guerre mondiali da 100 milioni di morti.Credo che l'accellerazione esponenziale del progresso tecnologico sia tale che noi oggi siamo come quegli ingenui visionari di 108 anni fa. Credo che i nostri figli e nipoti del 2050 vedreanno questi concept e rideranno dei loro nonni, oppure, forse, seduti sulle macerie piangeranno un'età dell'oro irrimediabilemnte perduta
  • Nilok scrive:
    Il futuro
    Ave.Bello, belli, interessatissimi.....grazie Luca.Certamente il futuro ci riserverà delle notevoli SORPRESE!Quando gli standard ISO avranno deliberato la "Universal Personal Interface"....probabilmente cominceremo a vedere gadgets MOLTO utili.A prestoNilok
  • 0verture scrive:
    Che brutti...
    ...sono solo dei concept al quanto limitati... il computer del futuro sarà quello di minority report
    • Homer S. scrive:
      Re: Che brutti...
      - Scritto da: 0verture
      ...sono solo dei concept al quanto limitati... il
      computer del futuro sarà quello di minority
      reportOvvero quello di Ghost in the Shell da cui il film ha spudoratamente copiato.
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