Non si commetta l’errore di pensare che la crisi della RAM terminerà quando i giganti dell’intelligenza artificiale avranno finito di costruire i loro nuovi data center. Ci sono almeno due altri settori che ne richiederanno sempre di più: quello dei veicoli a guida autonoma e quello della robotica. Vale a dire che i prezzi continueranno ad aumentare e ce ne sarà sempre meno a disposizione per gli utenti finali. Insomma, mettiamoci il cuore in pace.
300 GB di RAM per le self-driving car e i robot
La previsione arriva da una fonte piuttosto autorevole, Sanjay Mehrotra. Forse, a molti il nome non suggerisce nulla, ma è il CEO di Micron, una delle tre aziende che dominano il settore (la stessa che ha ucciso il marchio Crucial per concentrarsi sull’AI). Il suo parere è che i veicoli self-driving di prossima generazione richiederanno moduli DRAM da almeno 300 GB per gestire le operazioni di routine. E lo stesso vale per i robot.
A farne le spese, almeno nel breve periodo, saranno i mercati di PC e smartphone, destinati a far registrare una contrazione proprio a causa della scarsa disponibilità delle memorie. Pazienza, l’azienda ha già trovato altrove dove fare profitto. E i numeri le danno ragione: entrate per 23,86 miliardi di dollari nell’ultimo trimestre, quasi triplicate rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con utili quasi decuplicati.
Micron è uno dei tre big del settore RAM, insieme a Samsung e SK hynix. In questo momento stanno facendo soldi a palate siglando contratti di fornitura con le realtà impegnate sul fronte dell’intelligenza artificiale, fornendo loro i moduli necessari per allestire nuovi data center. C’è bisogno di realizzare le infrastrutture che gestiranno i prompt di ChatGPT, Gemini, Claude e Copilot. E pazienza se cambiare computer o aggiornare quello in uso è diventata una spesa da capogiro.