Largo, arriva MP3Pro!

Dopo anni di onorato servizio il formato MP3 ha finalmente un legittimo successore: l'MP3Pro. Il pupo sembra più arzillo e scattante del suo fratellone, ma dovrà fare i conti con gli interessi della grande industria


Parigi – Sono anni che l’industria tenta di buttare fuori carreggiata questo oltremodo scomodo e ingombrante MP3, ma l’ormai anziano formato di compressione audio sembra non cedere: nonostante non sia altrettanto agile e snello dei suoi più giovani concorrenti, sradicarlo dalle maglie della Rete sembra un’impresa ardua per tutti, persino per un colosso come Microsoft.

Ma se nessuno fino ad oggi è riuscito nell’intento, chissà che a mandare in pensione il buon vecchio MP3 non siano i suoi stessi proprietari, il Fraunhofer IIS-A e Thomson multimedia, che proprio ieri hanno rilasciato la prima versione ufficiale del legittimo successore del loro formato: l’MP3Pro.

Annunciato a gennaio , l’MP3Pro dichiara di poter offrire una qualità uguale o superiore a quella MP3 a fronte di dimensioni dei file dimezzate: in pratica la stessa qualità audio ottenibile con l’MP3 ad un bit-rate di 128 Kbps, con la versione Pro la si potrà ottenere utilizzando un bit-rate di soli 64 Kbps.

Ma il vero vantaggio del nuovo MP3Pro non sta tanto nel rapporto qualità/bit-rate, più o meno in linea con quello di tutti gli attuali formati rivali (Microsoft WMA in testa), quanto semmai nella piena compatibilità con l’attuale formato MP3, già diffusissimo ed utilizzato da una grandissima varietà di player.

A differenza dei suoi colleghi, e a dispetto di quanto vorrebbero le major discografiche, l’MP3Pro si mantiene libero da qualunque forma di meccanismo anti-pirateria, un scelta contro corrente che però rispecchia fedelmente le speranze di Thomson e Fraunhofer: conquistare lo stesso grosso bacino di utenti che oggi vede nell’MP3 un formato “libero” (anche se proprietario).

“Mi aspetto che l’MP3 e l’MP3Pro guadagnino il consenso dei proprietari di contenuti”, ha detto Henri Linde, vice presidente di Thomson. “Se qui ci sono 12 milioni di utilizzatori di dispositivi hardware MP3, e se ognuno di loro ha un player MP3 sul proprio computer, questo è un fatto che l’industria non può continuare ad ignorare”.


Per incrementare la qualità del suono ai bassi bit-rate, la Coding Technologies, la divisione del Fraunhofer che si occupa dello sviluppo del codec MP3, ha impiegato nel nuovo formato MP3Pro la sua tecnologia “Spectral Band Replication” (SBR), un metodo per generare le frequenze alte di un segnale audio.

L’MP3Pro è dunque il risultato del matrimonio fra il componente MP3, utilizzato per le basse frequenze, ed il componente SBR, utilizzato per le alte frequenze. La piena compatibilità del nuovo formato con il vecchio è data proprio dal fatto che al momento della compressione l’MP3Pro suddivide il flusso audio in due parti: la prima, quella MP3, conterrà la codifica MP3 tradizionale, riproducibile anche dai vecchi player; la seconda, quella SBR (di pochi Kbyte), conterrà invece tutte le alte frequenze che prima venivano scartate dall’MP3.

Se gli attuali player ignoreranno la codifica SBR, i player MP3Pro saranno invece in grado di ricomporre le due parti e di avvalersi della più elevata qualità audio offerta dal nuovo formato.

In realtà quando si parla di compatibilità verso il passato si parla di player che soddisfino appieno lo standard MP3 e che dunque supportino sampling rate di 16, 22,5 e 24 KHz insieme con 32, 44,1 e 48 KHz. Purtroppo, come avverte Coding, sebbene tutti i player software soddisfino queste richieste, lo stesso non si può dire per i dispositivi portatili.

L’MP3Pro supporta, come il suo predecessore, diversi bit-rate, in un range compreso fra 24 e 48 Kbps in modalità di registrazione mono e fra i 32 ed i 96 Kbps in modalità stereo.

Sul proprio sito, Coding ha messo a disposizione per il libero download un player/encoder dimostrativo per Windows in grado di codificare i file audio a 64 Kbps e riprodurre indifferentemente file MP3 ed MP3Pro.


I concorrenti del formato MP3Pro sono ormai parecchi, e fra i più agguerriti si possono citare il WMA di Microsoft, il RealAudio di RealNetworks, il VQF e diversi progetti open source fra cui, il più noto, l’ Ogg Vorbis di Xiphophorus .

Thomson e Fraunhofer sperano di agevolare la diffusione del loro formato rilasciando, come già avveniva con l’MP3, il codec gratuito per un utilizzo personale.

Di certo la compatibilità con il passato sarà il fattore più importante per l’eventuale successo dell’MP3Pro, che si pone anche come soluzione per lo streaming on-line, ma il mercato della musica digitale sta divenendo così fertile ed importante che c’è da scommettere che nemmeno il successore dell’MP3, questa volta, avrà vita facile contro i giganti del settore.

Come riportato proprio ieri , Microsoft con tutta probabilità non integrerà un codec MP3 nel suo imminente Windows XP, un fattore rilevante non tanto perché questo sia ormai uno standard di fatto (anche lo Zip lo è…), quanto perché Microsoft integrerà nel sistema operativo un formato alternativo e concorrente all’MP3 e all’MP3Pro: il WMA. È questo un vantaggio abissale sugli avversari, perché se è vero che l’utente rimarrà libero di utilizzare codec e ripper di terze parti, molti esperti del settore sono convinti che la maggior parte finirà per “accontentarsi” degli strumenti messi a disposizione da Windows.

Nel suo piccolo, anche Ogg Vorbis ha punti di forza da non sottovalutare, primo fra tutti il fatto di essere completamente free e libero da brevetti. Ma purtroppo, e questo vale in generale, sembra che sul mercato non vi sia posto, almeno per quanto riguarda la distribuzione di musica per lo streaming off-line, per più di un formato. È una situazione simile, anche se non certo equiparabile per quanto riguarda gli interessi in gioco, a quella dei formati di compressione dei file dati: ne sono nati diversi dopo lo Zip, e più prestanti di questo, ma nonostante tutto il re dei compressori rimane un formato nato più di dieci anni or sono.

Ancora una volta, a decidere l’esito di questa guerra sarà la grande massa di utenti, la stessa che ogni giorno, là fuori, si scambia quantità industriali di file audio in barba a leggi, filtri, protezioni e strategie di mercato.

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  • Anonimo scrive:
    Le banane, le scimmie e la gabbia.
    Eppure é molto semplice!La censura é un sistema antico e rozzo per far valere le ragioni dispotiche di un sistema dittatoriale. E qualunque sistema o lo é o lo diventa, se ne ha il tempo. La democrazia, quella vera, infatti, serve ad impedire tutto questo.E' antico perché qualunque potere ne ha fatto uso; é rozzo perché si ritorce contro chi la mette in atto ed in ultima analisi non ottiene quello che si prefigge: al massimo rinvia il problema e ne crea altri.Così prima la rete é stata ignorata, poi derisa, poi demonizzata ed ora sarà (peesantemente) censurata. Segno evidente di debolezza.Ma... Ma voglio parlare dalla parte di un ipotetico, quanto zelante, censore!Ma Echelon e la sua vicenda non insegnano nulla? Con la televisione commerciale non si é forse imparato a condizionare i comportamenti, a creare falsi miti, a banalizzare la verità a dissolvere i significati, a massificare le menti? La politica sul campo non é abbastanza chiara? Orwell l'avete letto?Poveretti, questi censori-controllori-gabellieri! Mi fanno quasi pena...
  • Anonimo scrive:
    Gli Ordini devono tutelare...
    ... gli interessi dei clienti degli associati. Ma chi sono questi clienti? A) I proprietari dei giornali;B) i lettori;C) i consumatori (che, badate, sono diversi dai lettori).Credo che in pochi casi si riscontri un caso B nel mondo della stampa offline. Infatti le vendite dei quotidiani sono in costante diminuzione (e i finanziamenti pubblici invece tendono ad aumentare). Nel caso di un architetto, o di un ingegnere (altri due Ordini), è facile parlare di tutela del cliente (o, forse, di incolumità): se si costruisce un palazzo (od uno stadio, o qualunque altra cosa) si vede oggettivamente se è fatto _bene_, e potrebbe andarci di mezzo la vita di alcune persone se fosse il contrario. Nel caso del giornalismo, come si fa a dire che un articolo è _oggettivamente_ fatto bene? Si può affermare che non offende e non calunnia nessuno, che è scritto in italiano corretto, che "centra l'argomento" e che lo approfondisce in modo adeguato alle circostanze. Ma questo non viene insegnato a tutti i bambini dalle scuole elementari in su? I temi cosa sono? C'è bisogno di appartenere ad un ordine che tuteli i "clienti" quando si tratta di una cosa che potrebbe potenzialmente fare chiunque?Sembra un paradosso, ma io credo che i giornalisti stessi debbano liberarsi dell'Ordine per risultare più professionali.
  • Anonimo scrive:
    Abrogare la legge 47/1948
    A quando l'abrogazione della legge 47/1948 ?In Italia non ci sara' mai vera liberta' di stampa e di espressione fino a quando restera' in vigore la legge sulla stampa del 1948, oggi ormai obsoleta perche' richiama tribunali e ordine dei giornalisti.Se si vuole crescere e contribuire alla diffusione della conoscenza, del pensiero, dell'informazione, a beneficio di tutti, la legge n. 47/1948 rappresenta una vera e propria "palla al piede".Soltanto in una società dove ogni persona viene messa in grado di manifestare il proprio pensiero attraverso la stampa (periodica o no non ha importanza) liberamente e senza ostacoli economico/burocratici, vi puo' essere progresso e democrazia.La' dove invece il pensiero e l'opinione delle persone viene controllata, frenata, censurata, non vi puo' essere ne' progresso, ne' democrazia, ma soltanto ignoranza, analfabetismo e miseria.Percio' auspico una abrogazione della legge sulla stampa del 1948 al piu' presto.Ciao!Piero.
  • Anonimo scrive:
    Brivido, terrore, raccapriccio
    "La legge 47 punisce la diffamazione, cioè l'offesa alla dignità e all'onore delle persone; la diffusione di immagini raccapriccianti e impressionanti; le pubblicazioni, che "corrompono" gli adolescenti e i fanciulli."Come volevasi dimostrare, io italiano (ma vorrei chiedere l'opinione di Bruzzi e la sua sezione "Mestruazioni", su questo) non posso fare niente ... mentre esiste www.rotten.com oppure www.cadaver.org ...Esistono i siti sul sesso con escrementi e varia altra roba del genere. Eppure sono siti commerciali.Dunque?Non è che "è giusto così perché è stato stabilito"--------------------------------------------------Le leggi si possono cambiare.Evidentemente, dato che non siamo stati mai, prima d'ora, "produttori di informazione", non ci siamo mai posti più di tanti problemi. Si, è vero, lo sappiamo che se Sgarbi può sputtanare le gente e dirgli un po' di insolenze in pieno giorno di fronte a milioni di persone, vuol dire che ha documenti alla mano o che ha un sacco di soldi per difendersi... sappiamo che se lo facessimo noi verremmo sicuramente accusati per diffamazione e che a torto a ragione, verremmo massacrati dalle spese processuali: per cui si desiste.Ma internet fa desistere il denunciante, di solito.E allora, se vogliamo far cambiare le leggi, dobbiamo muoverci, AGIRE. Ma quando qualcuno agisce, come i Radicali ...ah ecco, avete già cambiato idea eh?E' questa la verità ... se MASINI fosse un portatore di giustizia e verità, direste che sta dicendo cazzate, solo perché avete già un giudizio aprioristico.La verità è che non vogliamo fare quello che dovremmo fare per avere quello che vogliamo!???????????
  • Anonimo scrive:
    Ecco i veri giornalisti...
    "Come sapete l'UMTS è un sistema di telefonia di nuova generazione che permettedi usare i cellulari come veri e propri computer".TG RAI, speciale Parlamento
  • Anonimo scrive:
    La solita italia.
    Ho letto e tantato di capire tutto quello che Abruzzo vuole dire, ma come al solito ho capito che la lobby dei giornalisti vuole avere il comando di tutto. Ora mi chiedo come fara il presidente del consiglio On. Berlusconi a far "funzionare internet" in italia se tutte le voci fuori dal coro verranno eliminate? Sempre nella speranza che questo non era il suo intento. E vi prego non mi tirate fuori concetti di destra o di sinistra visto che tanto la legge in questione l'hanno votata TUTTI!!!! i partiti ed al momento del voto era in carica un governo di sinistra. Dobbiamo battarci contro tutto questo, ma non dobbiamo "fare la guerra" ad ogni costo.Ciao
  • Anonimo scrive:
    La guerra e' appena cominciata...
    Ce la faremo a vincerla? Speriamo perche' altrimenti un altro pezzo di liberta' se ne sara' andato.
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