Le nuove regole della net neutrality europea

Bruxelles pubblica la versione definitiva delle norme BEREC sulla neutralità della rete, e le reazioni vanno dall'entusiastico delle organizzazioni non profit a quelle infastidite dell'industria. Tutti ora attendono il test sul mercato
Bruxelles pubblica la versione definitiva delle norme BEREC sulla neutralità della rete, e le reazioni vanno dall'entusiastico delle organizzazioni non profit a quelle infastidite dell'industria. Tutti ora attendono il test sul mercato

Il Body of European Regulators for Electronic Communications (BEREC) ha pubblicato le linee guida finali sulla net neutrality europea, documento che conclude un dibattito lungo e articolato con l’imposizione di regole che finiranno inesorabilmente per condizionare lo sviluppo della Internet del Vecchio Continente nel prossimo futuro.

Le 45 pagine delle “Linee guida sull’implementazione delle regole sulla Net Neutrality europea da parte dei regolatori nazionali” stabiliscono norme pensate per difendere il ruolo di Internet come motore di innovazione sociale e tecnologica , un mezzo di comunicazione che – almeno in ambito europeo – non potrà essere soggetto al blocco o al throttling di specifici tipi di traffico telematico e dovrà quindi garantire l’accesso dell’utente a ogni tipo di applicazione e servizi di rete. Senza favoritismi né “corsie preferenziali”.

Le linee guida per la net neutrality europea mettono al bando in maniera esplicita le offerte zero-rating , negando ai provider la possibilità di favorire servizi e aziende terze a scopo commerciale ma stabilendo che le autorità di regolamentazione potranno valutare la concessione di un esenzione solo per casi limitati. Pur proibendo le pratiche di traffic management che bloccano o interferiscono con l’accesso ai servizi di rete, la UE permette ad esempio di garantire l’accesso al servizio clienti di un provider anche quando un utente avesse esaurito il traffico dati a propria disposizione.

Come sono state accolte le nuove regole per la neutralità delle rete in Europa? Free Press ha usato toni entusiastici parlando di una grande vittoria della guerra globale per la net neutrality, così come EDRi si congratula per la “robusta protezione” della net neutrality imposta da BEREC. Anne Jellema, CEO della World Wide Web Foundation , parla di linee guida che “sembrano garantire quello che mezzo milione di cittadini in Europa avevano richiesto attraverso il processo di consultazione – una Internet aperta che può offrire opportunità per tutti.”
Positivo anche il commento della parlamentare europea del Partito Pirata Julia Reda, che saluta le regole di BEREC e la salvaguardia della net neutrality dalla maggior parte dei rischi di abuso. Per quanto riguarda le pratiche anticompetitive delle offerte zero-rating occorrerà ancora vigilare con attenzione, ha dichiarato Reda.

Dal lato dell’ industria tecnologica, anche il gruppo della lobby delle società di telecomunicazioni (ETNO) ha parlato della necessità di “vigilare” sulla net neutrality – anche se per motivazioni diametralmente opposte. Gli ISP dovranno verificare che le nuove regole non danneggino i nuovi servizi di rete, ha dichiarato il direttore generale di ETNO Lise Fuhr. L’industria è irritata, insomma, e ne ha tutte le ragioni visto che BEREC ha di fatto eliminato gli incentivi economici per le pratiche anticoncorrenziali. Tutto da valutare infine è l’effetto che le nuove regole avranno sul throttling del traffico del file sharing, con TorrentFreak che evidenzia la possibilità per gli ISP di continuare a penalizzare BitTorrent e gli altri network di P2P.

Alfonso Maruccia

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31 08 2016
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