Le Olimpiadi saranno online, grazie ai cinesi

Si sta formando una cordata per iniettare nella manifestazione sportiva più importante del mondo quel tocco duepuntozero che mancava. Rischi? Tanti, ma si procede lo stesso
Si sta formando una cordata per iniettare nella manifestazione sportiva più importante del mondo quel tocco duepuntozero che mancava. Rischi? Tanti, ma si procede lo stesso

La data delle prossime Olimpiadi si avvicina e CCTV , la TV di stato cinese, non vuole farsi trovare impreparata: si sta perciò alleando con Tudou.com e con MySpace China per presentare le Olimpiadi in modalità interattiva sul Web.

I potenti mezzi di rete dei giganti alleati non faranno mancare l’offerta di eventi olimpici in streaming video, la cui visione sarà però limitata al territorio cinese. Saranno disponibili anche i profili degli atleti e delle personalità, attraverso i quali gli utenti potranno interagire con loro, nei limiti di quanto raccomandato dal governo.

Nel nuovo scenario, MySpace darà impulso nel paese al proprio giovane business e conferirà quel tocco innovativo a cui l’utenza locale oggi rinuncia con sempre maggiore difficoltà. Tudou, un sito di video sharing valutato da Nielsen NetRatings come una delle realtà in crescita più rapida nell’arco del 2007, contribuirà portando ulteriore utenza e offrendo tanta visibilità all’iniziativa.

“Vogliamo fare pieno uso di tutte le funzioni di interattività di Internet”, ha detto Wang Wenbin, manager di CCTV, in una cerimonia in cui è stata annunciata l’apertura del sito ufficiale, battezzato My Olimpics .

C’è però una perplessità, fa notare il Wall Street Journal , a cui occorre ancora dare una risposta: come potranno CCTV e Tudou applicare i loro diritti, al pari dei canali TV tradizionali, per tutelarsi dal rischio di illecite diffusioni in rete degli eventi al di fuori del loro controllo? La natura “sparsa” e internazionale, che di Internet è essenza nativa , rende molto difficoltoso attuare un simile proposito e fa tornare alla mente i numerosi episodi in cui dalla Cina si sono originate trasmissioni considerate illegittime altrove, spesso anche integrali, di canali TV, spettacoli ed eventi.

“In questa fase, nessuno sa chi si occuperà di fare in modo che tutti i video in circolazione siano legali”, dice Christopher Stokes, CEO di NetResult , azienda inglese specializzata nel supportare le società sportive nella tutela dei propri diritti.

La speranza è che l’indotto pubblicitario – per le dimensioni che promette di avere – abbia forza propulsiva sufficiente a creare un margine sufficiente a controbattere le perdite causate da eventuali abusi: secondo iResearch , benché si attesti attualmente su valori dell’ordine del 2 per cento, la pubblicità online in Cina è al momento uno dei segmenti in crescita più rapida.

Quella della trasmissione online delle Olimpiadi appare, dunque, una innovazione appetitosa, destinata ad aprire la strada ad un vasto panorama di opportunità sotto il profilo pubblicitario e non solo. Tuttavia ci sarà da fare i conti con gli scossoni che il progetto assesterà al tradizionale monopolio TV, che da sempre ha caratterizzato la ripresa di eventi sportivi di grande rilievo.

Marco Valerio Principato

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