La Lega Serie A ha risposto al CEO di Cloudflare (Matthew Prince) che aveva accusato l’Italia di imporre il blocco dei siti pirata con una legge di censura e minacciato di interrompere i servizi gratuiti offerti in Italia. Sulla questione sono intervenuti anche Claudio Lotito (relatore della legge antipirateria) e Federico Mollicone (primo firmatario della legge).
Risposta della Lega Serie A
Il CEO di Cloudflare ha dichiarato che AGCOM vuole censurare Internet imponendo il blocco dei siti pirata senza supervisione giudiziaria, senza giusto processo, senza appello e senza trasparenza. L’azienda californiana doveva oscurare oltre 15.000 nomi di dominio e indirizzi IP segnalati dai titolari dei diritti tramite la piattaforma Piracy Shield.
Non avendo eseguito l’ordine, AGCOM ha inflitto una sanzione di oltre 14 milioni di euro. Il CEO ha quindi minacciato di interrompere tutti i servizi gratuiti offerti in Italia e di non fornire le protezioni contro gli attacchi informatici durante le prossime Olimpiadi di Milano-Cortina.
Rispondendo agli utenti su X ha sottolineato che Cloudflare blocca l’accesso ai siti quando viene chiesto in modo legittimo, anche perché lo streaming pirata consuma larghezza di banda e causa perdite economiche all’azienda.
La Lega Serie A ha dichiarato che le affermazioni di Prince sono false:
Le affermazioni del CEO di Cloudflare, Matthew Prince, sono un cumulo di mistificazioni, minacce e falsità che lascia sbalorditi e che danneggia la stessa azienda americana. La sanzione comminata da AGCOM, perfettamente motivata, non ha nulla a che vedere con la censura di Internet, ma concerne esclusivamente la sacrosanta protezione dei diritti d’autore, sul live sportivo, come sui prodotti audiovisivi cinematografici e televisivi. Cloudflare è stata sanzionata perché è l’unica grande azienda che, per scelta del suo CEO, rifiuta qualsiasi collaborazione con le autorità, con le forze dell’ordine, con i titolari dei diritti e persino con i giudici e rappresenta per questo la prima e più comune scelta fatta dalle associazioni criminali per gestire i propri servizi illeciti proprio per questa determinazione a consentire atti di pirateria. Ciò accade non solo in Italia ma in tutto il mondo, come comprovato dalle numerosissime decisioni giudiziarie intervenute contro Cloudflare, ad esempio in Francia, Spagna, Belgio, oltre che appunto in Italia. È falso che l’Unione europea abbia manifestato preoccupazione nei confronti del sistema italiano di protezione dei contenuti che, tutto al contrario, è stato formalmente giudicato dalla Commissione europea perfettamente coerente con la normativa europea. Le gravi affermazioni e le reiterate minacce espresse dal CEO di Cloudflare verranno portate all’attenzione delle autorità competenti e evidenziano l’arroganza di un certo tipo di aziende tech che pensano di poter operare al di fuori dei propri confini nazionali in spregio di qualsivoglia tutela dei diritti di proprietà intellettuale dei dati personali, dei contenuti premium di cinema, serie TV e sport. L’auspicio è che Prince sia costretto a dimettersi e che un’azienda importante come Cloudflare la smetta immediatamente di raccontare menzogne e soprattutto di proteggere i criminali.
Commento di Cloudio Lotio
Questo è invece il commento di Claudio Lotito (senatore di Forza Italia e relatore della legge antipirateria alla Commissione Bilancio del Senato):
Le dichiarazioni del CEO di Cloudflare successive alla sanzione irrogata da AGCOM rappresentano un concentrato di mistificazioni e affermazioni false che tentano di ribaltare la realtà dei fatti e di delegittimare un sistema di tutela dei diritti pienamente legittimo. Non c’è alcuna censura. C’è, invece, una sanzione motivata e fondata nei confronti di un operatore che ha scelto consapevolmente di non collaborare con le autorità, con le forze dell’ordine, con i titolari dei diritti e con l’autorità giudiziaria, ponendosi fuori da ogni logica di responsabilità istituzionale. Le intimidazioni verbali e le narrazioni vittimistiche non cambiano i fatti: in Italia, come in Europa, la tutela dei diritti non è negoziabile e non sarà sacrificata sull’altare dell’arroganza di chi si ritiene al di sopra delle istituzioni. La pirateria audiovisiva non è una battaglia ideologica, ma un fenomeno criminale che sottrae miliardi di euro, alimenta circuiti illegali e danneggia lavoratori, imprese, sport e cultura. Difendere questi interessi non è un attacco alla rete: è difesa della legalità. Nessuna multinazionale tecnologica può pensare di operare nei Paesi democratici scegliendo quali leggi rispettare e quali ignorare.
Commento di Federico Mollicone
Federico Mollicone (deputato di Fratelli d’Italia e primo firmatario della legge antipirateria) ha invece risposto alle accuse di Andrea Stroppa (referente italiano di Elon Musk):
Nessuno festeggia per la multa, anzi, avremmo preferito che la AGCOM non fosse stata costretta a emetterla. Festeggiamo per il buon funzionamento della prima legge quadro in Europa – approvata dal parlamento italiano alla unanimità – contro la pirateria, che ha portato, da febbraio 2024 a oggi, grazie a Piracy Shield, alla disabilitazione di oltre 65 mila nomi di dominio e circa 14 mila indirizzi IP. Segnalo, inoltre, che sono arrivati numerosi encomi direttamente da Mpa Association, l’associazione di categoria che riunisce le grandi piattaforme audiovisive americane e che abbiamo accolto più volte in Parlamento. L’Italia è passata dalla blacklist per la pirateria digitale negli anni ’90 all’essere l’unica Nazione al mondo ad avere un ottimo sistema di difesa da questo tipo di irregolarità. Se Cloudfare avesse rispettato la legge – e non avesse ospitato siti pirati che lucrano sul lavoro delle aziende italiane – questo non sarebbe accaduto. Pur da grande estimatore di Elon Musk – che considero il più visionario degli innovatori mondiali – penso che sulla difesa della creatività e sul contrasto alla pirateria digitale non si debba arretrare di un centimetro e non abbia nulla a che vedere con gli investimenti delle big tech Usa su cui sta collaborando il governo italiano. Auspico che, in futuro, avrai più rispetto, da italiano, del Parlamento della tua Nazione e delle sue leggi, volte a tutelare proprio gli investimenti di cui parli.
Molti utenti, come si può leggere anche nella nota della collettività associata al post su X, hanno fatto notare che Cloudflare non ospita siti pirata. Ciò denota una certa ignoranza sul funzionamento dei servizi offerti dall’azienda californiana.