Un tempo ci si trovava il lunedì pomeriggio o la sera tutti assieme, sfogliando le pagine rosa della Gazzetta e scrivendo i voti su un foglio di carta con la penna. Poi, calcolatrice alla mano, si decretavano vincitori e sconfitti. Tutto è cambiato: oggi le partite sono spalmate su un calendario di quattro giorni e il fantacalcio è nell’app. Anzi, il Fantacalcio, con la maiuscola, perché è questa la piattaforma regina attorno a cui ruota tutto. E la Lega Serie A, già coinvolta nel progetto come partner ufficiale, sta pensando di comprarla.
Fantacalcio nelle mani della Lega Serie A?
Il Fatto Quotidiano racconta di un incontro già fissato per il 16 febbraio in cui la lega discuterà la proposta di acquisto con i proprietari di Quadronica, società con sede a Napoli che oggi gestisce il portale fantacalcio.it e l’applicazione Leghe Fantacalcio. Sul tavolo ci sarebbero 40 milioni di euro, intorno De Siervo e i suoi disposti a sborsarli per allungare le mani sul 51% della società.
Perché questo interessamento? Non è difficile spiegarne il motivo: ci sono 6 milioni di iscritti, metà dei quali regolarmente attivi, e un giro d’affari che sfiora i 10 milioni di euro l’anno. Ciò che per molti di noi è da decenni un semplice passatempo (comunque in grado di rovinare per sempre le amicizie), nell’era delle pubblicità e degli abbonamenti premium si è trasformato in un vero e proprio business.

Il futuro dell’app e della piattaforma
Non è chiaro cosa Lega Serie A voglia fare con l’eventuale controllo del Fantacalcio. È molto probabile una maggiore integrazione nell’ecosistema che ruota attorno al campionato. Rimane da capire se l’accesso rimarrebbe gratuito o meno (il contrario sarebbe un suicidio), ma considerando le modalità di gestione dei diritti TV vista negli ultimi anni, ogni dubbio è lecito.
Altrimenti, tutto potrebbe andare avanti così com’è. O potremmo assistere a un miglioramento generale dell’esperienza (per favore, qualcuno renda meno contorta l’interfaccia del mercato). Dovremmo saperne di più già entro una settimana. Nel frattempo, com’è andata l’asta di riparazione?