Lenovo, ritorno al profitto

Il colosso cinese chiude il trimestre con ricavi in discesa e profitti in salita, annuncia la fine del periodo di transizione dopo l'acquisizione di Motorola e promette nuove opportunità di guadagni in ambito enterprise

Roma – Come tutti gli altri player di settore, Lenovo soffre l’apparentemente inesorabile declino del mercato dei PC e registra ricavi trimestrali in discesa; diversamente dagli altri player di settore, la corporation cinese torna a macinare profitti e si dice ottimista, ora come tre mesi or sono , sulle prospettive dei prossimi anni.

Il colosso asiatico dei PC ha chiuso il terzo trimestre dell’anno fiscale – conclusosi lo scorso 31 dicembre 2015 – con ricavi complessivi di 12,9 miliardi di dollari e un -8 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente; i profitti sono invece ammontati a 300 milioni di dollari, in salita del +19 per cento anno su anno.

Nonostante l’impatto del rallentamento del mercato macro-economico globale, le fluttuazioni valutarie – soprattutto sul fronte dell’apprezzamento del dollaro – e il declino nel mercato dei PC, il CEO di Lenovo sottolinea il raggiungimento di profitti “record” e degli obiettivi di business fissati in precedenza.

La fusione con Motorola Mobility ha cominciato a contribuire ai ricavi del business mobile con 2 miliardi di dollari su 3,2 miliardi di dollari, spiega ancora Lenovo , mentre per quanto riguarda la vendita dei PC l’azienda continua a riaffermare il primato di settore (con un market share del 21,6 per cento) nonostante il declino nelle vendite del -12 per cento (8 miliardi di dollari) anno su anno.

Lenovo dice infine di essere soddisfatta di come il business stia procedendo nei mercati emergenti esterni a quello cinese, e di voler andare all’attacco in settori come il mobile e il mercato delle soluzioni enterprise basate sulle infrastrutture convergenti.

Alfonso Maruccia

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  • Bari Centro scrive:
    si è detta "sicura al cento per cento"
    si è detta "sicura al cento per cento di aver ricevuto delle rassicurazioni concrete dagli Americani".Il problema non sono le "rassicurazioni" che ha ricevuto lei ma casomai quelle che possono ricevere i cittadini...
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