Leopardo libero, tra bug e t-shirt

Attendere in fila 2 ore per una t-shirt. E poi tornare a casa e ritrovarsi col Mac bloccato su una schermata blu. 48 ore di Leopard, raccontate dal web e (in differita) dall'Apple Store
Attendere in fila 2 ore per una t-shirt. E poi tornare a casa e ritrovarsi col Mac bloccato su una schermata blu. 48 ore di Leopard, raccontate dal web e (in differita) dall'Apple Store

Vedi update in fondo all’articolo – Roma – In rete si fa un gran chiacchierare di una fantomatica schermata blu della morte di Leopard . Solo dicerie? A quanto pare , una manciata di utenti , che aveva installato una versione non aggiornata di Application Enhancer ( APE ), avrebbe cozzato contro una incompatibilità del programma con il nuovo Mac OS; incompatibilità che, peraltro, non può certo essere attribuita ad Apple (APE è prodotto da Unsanity ). Niente di allarmante, ma è successo. Ed è ovvio che nei giorni in cui Leopard è uscito sul mercato non si parli d’altro.

La minuscola ed olografica confezione di Leopard Il problema si verifica scegliendo l’opzione Aggiorna in fase di installazione. Secondo quanto spiegato dal produttore , il framework di APE entrerebbe in conflitto con una procedura eseguita dal computer al riavvio dopo l’aggiornamento, causando lo stallo. Qualcuno sostiene di aver atteso pazientemente, fissando la schermata blu per ore , e di aver visto ripagata la sua attesa con il completamento delle operazioni.

Se ci si ritrova tra gli sfortunati impantanati sulla schermata blu, dunque, niente panico: basta avere pazienza e tutto dovrebbe andare per il meglio. Magari, prima di installare Leopard è bene aggiornare Application Enhancer o rimuoverlo del tutto. In quest’ultimo caso, tuttavia, è opportuno accertarsi che il demone APED, responsabile del blocco, sia stato rimosso : le istruzioni per toglierlo di mezzo sono tutte spiegate qui .

Messi da parte questi trascurabili problemucci di gioventù, i commentatori si sono scatenati a tessere le lodi del nuovo Mac OS dal manto maculato . Time Machine, l’utility di backup incrementale, avrebbe una interfaccia perfetta . Certo, litiga ancora con Aperture – roba mica da poco per i professionisti – ma non è il caso di farne una tragedia: i tecnici sono già al lavoro, e sfornano update come fossero michette.

E cosa dire della possibilità di fare i conti direttamente dentro Spotlight? Che è fantastica , parola dell’editorialista del NYTimes David Pogue . Mai, però, quanto il box di ricerca nel menù Aiuto , che aiuta l’utente – è il caso di dirlo – a scovare quella agognata funzione che si nasconde tra altre 20 nel menù Strumenti . O dovunque si sia andata a ficcare.

La quiete prima della tempesta
Gli appassionati in fila attendono l'apertura dello store L’attesa degli appassionati, in fila davanti ai negozi della mela in mezzo mondo , pare essere stata dunque ripagata. Ce n’erano trecento circa in fila anche a Lunghezza (nel centro commerciale Roma EST , alle porte della capitale), davanti all’unico Apple Store dell’Europa continentale. Tutti lì per vedere finalmente il piccolo di casa al lavoro. Tra loro anche Punto Informatico , lì per registrarne gli umori, che vi diamo qui di seguito. Venerdì 26, Apple Store – Roma – ore 17
L’entusiasmo è palpabile, in coda ci sono anche persone che non intendono portarsi a casa il nuovo Mac OS la sera stessa: vogliono prima capire come funziona, se ci saranno problemi, se manterrà le promesse. Però vogliono essere i primi a metterci le mani: forse le 500 magliette in palio , per i fedelissimi che varcheranno la soglia del negozio alle 18 precise, valgono l’attesa di un paio d’ore.

Le t-shirt attendono gli avventori La voglia di entrare monta di minuto in minuto: i passanti sorridono incuriositi davanti alla folla vociante di persone in fila. I genius , infaticabili commessi, appassionati Mac con cui Apple affolla gli store di tutto il Mondo, distribuiscono acqua e generi di conforto a tutti. Si chiacchiera, ci si ritrova, ci si dà appuntamento in fila. Senza distinzione tra chi si conosce e chi no: se sei in fila, sei uno di noi.

17.55
Lo strano conciliabolo dei commessi Quando mancano pochi minuti, i commessi spariscono tutti per riunirsi in una specie di circolo druidico al centro dello store. Tutti vestiti di nero, chiacchierano di chissacché, mentre fuori ormai la tensione è massima. Conto alla rovescia . Dieci, nove, otto. Scattano i flash, decine di telecamere registrano. Cinque, quattro. La folla ondeggia, le porte si aprono, i genius applaudono. Tre-due-uno! Tutti dentro, e che la festa abbia inizio.

L'interminabile fila per pagare In fondo, a chi importa se occorre sorbirsi un’ora di fila per pagare, quando ci si può portare a casa una scatola con disegno olografico? Centinaia di copie di Leopard prendono il volo in pochi minuti , gli ultimi arrivati si dolgono di essersi persi la t-shirt, i commessi continuano a rifornire gli scaffali mentre spariscono anche tutti i DVD in circolazione di iLife e iWork. Pure la scorta di iPod dello store subisce un duro colpo.

Gli scaffali svuotati dall'assalto degli appassionati Dopo un paio d’ore si ritorna a casa spossati, entusiasti e con una gran voglia di maculato. Si apre il MacBook per mettere nero su bianco le sensazioni provate, ma ci si rende conto che il buon vecchio Tiger ormai sembra triste e imbolsito dall’età . Magari si potrebbe pensare al pacchetto con cinque licenze. Magari domani si fa un salto all’Apple Store. Magari sì. In queste ore ci ha pensato Engadget a dare corpo alle fantasie degli smanettoni di tutto il mondo: in una sfida tra Leopard e Vista, chi la spunta? Il vincitore stacca di soli quattro punti l’avversario, ma è una sfida all’ultima feature.

Tutti davanti al Mac a provare Mac OS 10.5 Vista va spesso a bersaglio nel campo della multimedialità : sembra incredibile, ma in effetti un PC con Windows 6 è in grado di registrare programmi TV da quasi ogni sorgente, e integra (in alcune versioni) una buona interfaccia per funzionare come media center. Mac OS si difende con iDVD, iPhoto e iMovie, ma il round va senz’altro all’OS di Redmond.

Sostanziale parità nel settore networking e in quello sicurezza, mentre Vista surclassa decisamente Leopard quando si parla di gaming: con il parco titoli DirectX in circolazione non c’è storia. Mac OS colpisce duro al corpo con le applicazioni integrate nel sistema operativo: Exposè, il nuovo Spaces, Time Machine, iCal, iChat, Safari, TextEdit. Windows Mail e Windows Calendar non resistono alla combinazione di colpi del felino del ring.

I tool di sistema, uno su tutti Automator, consegnano a Mac OS 10.5 anche questo round: bisogna cedere qualcosa nel campo delle applicazioni business-oriented, ma i numeri parlano chiaro. Finisce 46 a 41 per Leopard . Non resta che attendere Windows 7, previsto per il 2010, per rilanciare la sfida. Per allora, però, ci sarà già Mac OS 10.7.

Non c'è limite di età, nè di altezza, per usare Leopard L’intero faccia a faccia tra Vista e Leopard è disponibile qui .

Se, dopo aver visto Leopard in azione, è scattato un clandestino desiderio di mela, si può sempre tentare la sorte e provare ad installarlo su un PC con processore Intel.

Update (ore 17,33) – Apple è intervenuta sulla questione delle schermate blu, proponendo una soluzione .

Luca Annunziata

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28 10 2007
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