L'Europa non esclude i trojan di stato

Le forze dell'ordine degli stati membri potranno installare malware e condurre perquisizioni a distanza sulle macchine dei sospetti. Compatibilmente con i quadri normativi nazionali

Roma – Combattere il crimine in rete con le stesse armi della rete: il Consiglio dei Ministri europeo ha soppesato gli interessi in gioco e ha ammesso che il malware di stato può costituire una risorsa efficiente per accalappiare sospetti che agiscono con la mediazione della rete.

Il timido avallo europeo alle “perquisizioni da remoto” è contenuto in un documento con cui il Consiglio dei Ministri delinea per i prossimi cinque anni le strategie per sgominare il crimine che intesse in rete le proprie trame. I target sono i furti di identità e di dati personali, lo spam, la pedopornografia e i traffici di armi e droga; le tecniche sono la cooperazione e nuovi strumenti di indagine. Il Consiglio dei Ministri propone una più stretta collaborazione tra il settore privato, spesso vittima di frodi, e le forze dell’ordine, anche a livello nazionale.

Per facilitare queste sinergie, il Consiglio propone di istituire una piattaforma comune a cui fare riferimento, presso la quale segnalare problemi, di armonizzare le definizione di cybercrime e di condividere le best practice per combatterlo mediante monitoraggio e cyberpattugliamenti . Le informazioni che verranno raccolte dalle forze dell’ordine dovranno essere condivise su scala europea, in modo da costituire un unico archivio che possa tradurre i nickname sospetti in individui. In prospettiva, inoltre, le forze dell’ordine europee sono invitate a mettere in comune le strategie per espellere dalla rete i contenuti pedopornografici e a costituire una eventuale blacklist di siti da bloccare.

Per sveltire le indagini il Consiglio propone di “facilitare le perquisizioni da remoto, qualora fossero accettate dalle legislazioni nazionali, consentendo ai team di investigatori di accedere rapidamente alle informazioni una volta ottenuto il lasciapassare del paese in cui si troveranno ad agire”. Il Consiglio rassicura i cittadini europei: queste operazioni dovranno essere condotte nel rispetto della privacy. Il pensiero corre però all’introduzione dei trojan di stato tedeschi, che le autorità stanno tentando di incuneare nel quadro normativo locale fra i timori delle stesse forze dell’ordine e le riserve espresse da cittadini e istituzioni. Qualora l’urgenza della situazione lo richiedesse, in Germania spetterebbe alla polizia federale l’onere di decidere sull’iniezione del trojan nella macchina del sospetto, l’onere di attentare alla privacy di un cittadino che sull’hard disk potrebbe non solo detenere le prove di un reato, ma anche una miriade di informazioni personali che non dovrebbero riguardare le forze dell’ordine.

Oltre ad essere un’arma estremamente imprecisa, i trojan di stato presentano numerosi altri danni collaterali : rischiano di agevolare abusi da parte delle forze dell’ordine, rischiano di essere impugnati dagli stessi cybercriminali, costringono alla collaborazione le security company. I ministri dell’Unione Europea sembrano però confidare nei quadri normativi degli stati membri, che dovrebbero essere in grado di bilanciare le esigenze della sicurezza con il rispetto dei cittadini.

Non è solo l’Unione Europea a predisporre tattiche per agguantare criminali con il supporto della tecnologia: anche le forze dell’ordine di altri paesi sembrano essersi mobilitate per sfruttare appieno le potenzialità di controllo sociale offerte dalla rete. Se per l’FBI lo sguardo truce dei criminali più ricercati è un widget da disseminare su blog e profili personali, il Canada torna a sfoderare la caccia all’uomo virale, condividendo con i cittadini della rete indizi che potrebbero comporre il puzzle di un caso ancora da chiudere. Una strategia che l’Interpol mostra di voler fare propria, iniziando a sfruttare Internet in maniera attiva e non solo come una miniera di informazioni da incrociare: “Le persone usano quotidianamente Internet per rintracciare vecchi compagni di classe e persone con interessi simili ai loro – ha spiegato il segretario generale Ronald Noble – non c’è ragione per cui coloro che devono far rispettare la legge non utilizzino allo stesso modo queste risorse”.

Gaia Bottà

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  • roberto scrive:
    occasione unica che perderemo
    internet wifi libero a tutti con banda limitata, per evitare di intasarla di scaricatori. ai privati la banda da scarico, cosi' si mettano loro daccordo per i diriitti con le major.cosi si fa se si vuole oggi seriamente rilanciare l'economia di un paese. lo capiscono o no che l'unica via di rilancio passa da qui? perche non li obbligano ad un corso di tecnologia prima di dare qualsiasi incarico di comando?si blocca tutto il lavoro che si potrebbe inventare e fare fornendo l'accesso a tutti, solo per consentire a gruppi di privati famelici, che ancora si fanno pagare 15 cent per spedire 128 byte di un sms, e' il suicidio di una nazione. e oggi forse non possiamo piu premettercelo, perche sarebbe un vero suicidio, non la solita farsa.speriamo che qlcuno di sensato sia in ascolto..
  • wolfintheda rk scrive:
    ed in italia le connessioni ad internet
    e qui in italia le connessioni ad internet diminuiscono, rimaniamo con infrastrutture che erano vecchie anche per andare a 56k, anche perchè mi sa che negli USA la connessione free e "meno performante" andrà comunque ad una velocità paragonabile alle tante flat italiane da 6/7 MEGA (ahah buffoni),ricordo che negli USA si usava già il via cavo negli anni 90, e connessioni a 256k(digitali e non analogiche) erano normali
    • Kingsley scrive:
      Re: ed in italia le connessioni ad internet
      - Scritto da: wolfintheda rk
      e qui in italia le connessioni ad internet
      diminuiscono, rimaniamo con infrastrutture che
      erano vecchie anche per andare a 56k, anche
      perchè mi sa che negli USA la connessione free e
      "meno performante" andrà comunque ad una velocità
      paragonabile alle tante flat italiane da 6/7 MEGA
      (ahah buffoni),ricordo che negli USA si usava già
      il via cavo negli anni 90, e connessioni a
      256k(digitali e non analogiche) erano
      normaliNon sono certo gli USA da prendere come esempio per queste cose, ma la Svezia o altri paesi tipo la Corea del Sud.
  • XYZ scrive:
    pppffff
    La rete pubblica sarà censurata di "default"massì massì, in "tempo di guerra", si mangiano i cervelli dei poveri!La mia più grande paura, da quando ho messo piede qui nella cara, oramai morente internet (e parliamo del 1997) si stà finalmente realizzando! Urràà!!
    • BlackLukes scrive:
      Re: pppffff
      I soliti scenari apocalittici che vengono cagati fuori da menti masturbate per troppo tempo da incubi bambineschi
  • 0verture scrive:
    In itaglia ci si accontenta
    Della banda larga in campagna ad un prezzo accettabile (v. "offerte" satellitari)
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