L'Hyper CD conterrà 1 petabyte di dati

Una tecnologia olografica capace di stipare fino a 1 PB di dati nello spazio di un DVD. Tra i vantaggi, il basso costo di media e drive
Una tecnologia olografica capace di stipare fino a 1 PB di dati nello spazio di un DVD. Tra i vantaggi, il basso costo di media e drive

Nel panorama delle tecnologie di archiviazione olografica si è fatta notare la società Storex Technologies: sostiene di aver messo a punto una tecnica per registrare fino a 1 petabyte (PB) di dati nello stesso spazio di un CD.

Fondata tre anni or sono dallo scienziato rumeno Eugen Pavel , Storex sta cercando uno sponsor o un partner tecnologico che le consenta di trasformare il suo progetto, chiamato Hyper CD , in un prodotto commerciale.

Hyper CD è una memoria ottica che utilizza una struttura di archiviazione basata su layer virtuali, creati grazie al controllo dell’intensità luminosa di certi materiali fluorescenti. La registrazione dei dati può avvenire grazie all’uso di diodi laser che scrivono su dischi in vetro fluorescente fotosensibile o in vetroceramica. Tali tecniche, nonché la produzione di materiali fluorescenti fotosensibili in vetro o vetroceramica, sono coperti da tre brevetti che Storex ha registrato negli Stati Uniti.

L’azienda rumena sostiene che la sua tecnologia Hyper CD utilizza dischi non dissimili dai classici CD e DVD, e per tale ragione richiede solo lievi modifiche ai drive preesistenti. Grazie a questa caratteristica, gli Hyper Drive saranno in grado di leggere anche CD e DVD. Tra gli altri vantaggi citati da Storex vi sono i bassi costi di produzione dei media, la possibilità di sviluppare dischi riscrivibili, la lunghissima durata dei supporti Hyper CD (Storex parla addirittura di migliaia di anni) e la potenziale flessibilità della tecnologia, adattabile ad una grande varietà di computer e dispositivi.

Negli ultimi 10 anni sono molte le società che hanno annunciato rivoluzionarie tecnologie di archiviazione capaci di scrivere terabyte di dati su un solo compact disk. Tra le aziende che sono arrivate più vicine a spingere drive e dischi olografici sul mercato c’è InPhase , che però non è poi riuscita a trovare i fondi necessari per avviarne la produzione in volumi. L’ annuncio più recente è quello di General Electric, che afferma di avere tra le mani una tecnologia olografica con tutte le carte in regola per diventare uno standard industriale.

Alessandro Del Rosso

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