Le banche centrali chiamano Facebook per Libra

I rappresentanti di 26 banche centrali incontrano oggi gli esponenti del progetto Libra: l'obiettivo è meglio comprendere la criptovaluta di Facebook.
I rappresentanti di 26 banche centrali incontrano oggi gli esponenti del progetto Libra: l'obiettivo è meglio comprendere la criptovaluta di Facebook.

Le istituzioni del mondo finanziario vogliono vederci chiaro a proposito di Libra. Anche in considerazione delle perplessità già espresse da più parti (anche dall’Europa), le banche centrali chiamano all’appello Facebook per ottenere chiarimenti sull’iniziativa. I timori sono gli stessi già manifestati di recente dalla Francia. A riportarlo, nel fine settimana, la redazione del Financial Times.

Libra: le banche centrali incontrano Facebook

I rappresentanti di U.S. Federal Reserve, Bank of England e altre 24 banche centrali incontreranno oggi alcuni esponenti del progetto Libra nella città svizzera di Basilea. Al centro della discussione le modalità di funzionamento della blockchain che regolerà la circolazione della criptovaluta e gli obiettivi perseguiti: su quest’ultimo punto ricordiamo che fin dalla presentazione l’ambizione dichiarata è stata quella di “trasformare l’economia globale”.

A presiedere l’incontro sarà il francese Benoît Coeuré, dal 2011 membro del Comitato Esecutivo della Banca Centrale Europea. L’unica replica finora giunta da chi fa parte dell’iniziativa Libra (i membri della Libra Association) si riferisce a quanto dichiarato fin da subito, fin dalla presentazione: il confronto con autorità e istituzioni è da ritenersi positivo, uno step necessario in vista del lancio previsto per il prossimo anno, essenziale al fine di raccogliere feedback ed eventualmente aggiustare il tiro prima del debutto.

Libra, a differenza di altre crypto in circolazione come Bitcoin può essere associata alla categoria delle stablecoin ovvero a quelle monete virtuali il cui valore rimane fisso (ancorato a quello di una valuta tradizionale) e non oggetto di volatilità. Anche la blockchain che gestirà le transazioni sarà diversa, di tipo permissioned, composta da un numero definito di nodi gestiti a livello centrale e non distribuiti fra gli utenti che compongono il network.

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