The Document Foundation, organizzazione no-profit che sviluppa LibreOffice, ha nuovamente criticato l’uso del formato OOXML introdotto da Microsoft. Con un post sul blog ufficiale scritto da Italo Vignoli viene evidenziato che non è uno standard, quindi non garantisce l’interoperabilità, come già ricordato a fine luglio 2025.
È scandaloso affermare che OOXML sia uno standard
Vignoli scrive che molti sostenitori del software open source usano con entusiasmo i formati proprietari DOCX, XLSX e PPTX di Microsoft. Altri affermano cose scandalose, come “OOXML è un formato standard“. Il co-fondatore del progetto LibreOffice ha sottolineato che OOXML non è mai stato, non è e non sarà mai un formato standard, a meno che Microsoft non decida di riprogettare completamente le sue applicazioni per ufficio.
Vignoli scrive che l’azienda di Redmond pensa solo ai suoi interessi commerciali. Invece di correggere un noto bug di Excel ha costretto la comunità scientifica a cambiare i nomi dei geni umani. Ad esempio SEPT1 è diventato SEPTIN1 perché il nome originario del gene veniva automaticamente convertito nella data “1 settembre”.
OOXML è stato riconosciuto come standard ISO/IEC (ISO/IEC 29500), ma durante il procedimento non sono state ascoltate le numerose critiche. Considerata la velocità di approvazione e le accuse di manipolazione dei voti ci sono molti dubbi sulla validità dello standard.
Vignoli ribadisce che OOXML (Open Office XML) è un formato proprietario, elencando cinque motivi principali:
- Complessità delle specifiche: lo standard è estremamente voluminoso (circa 7.000 pagine), rendendolo praticamente impossibile da implementare correttamente per terze parti. Ciò contrasta nettamente con standard concorrenti come ODF, che sono molto più concisi.
- Incongruenze nell’implementazione: le applicazioni Microsoft Office non implementano la versione standardizzata (ISO/IEC 29500 Strict), ma utilizzano la variante “Transitional” che include funzionalità di compatibilità con formati legacy che contraddicono l’obiettivo dichiarato di essere un formato pulito, moderno e soprattutto aperto e standard.
- Dipendenze proprietarie: le specifiche fanno riferimento a diversi comportamenti legacy non documentati delle versioni precedenti di Microsoft Office e richiedono di decodificare le funzionalità specifiche di Windows per ottenere la compatibilità.
- Resti di blob binari: nonostante sia basato su XML, OOXML incorpora strutture di dati binari in molti punti, in particolare per motivi di compatibilità con i formati legacy, e ciò compromette la trasparenza che XML dovrebbe garantire.
- Elementi specifici della piattaforma: lo standard contiene elementi specifici di Windows relativi a font, rendering e altri comportamenti del sistema che rendono difficile o addirittura impossibile qualsiasi implementazione multipiattaforma.
Nelle prossime settimane verranno pubblicati maggiori dettagli su quanto elencato. A metà agosto 2025, la fondazione ha spiegato come abbandonare Microsoft 365 e passare a LibreOffice.
La suite di produttività open source è stata recentemente aggiornata alla versione 26.2 che include molte novità.