Recentemente è stata rilasciata la versione LibreOffice 26.2 e annunciato il ritorno di LibreOffice Online. The Document Foundation ha pubblicato un nuovo post sul blog ufficiale per evidenziare sette vantaggi della suite di produttività open source rispetto a Microsoft Office, uno dei quali è la possibilità di scegliere il tipo di interfaccia.
Vantaggi di LibreOffice su Microsoft Office
Da oltre sette mesi, The Document Foundation ha avviato una “battaglia” per dimostrare la superiorità di LibreOffice rispetto al software di Microsoft. La critica principale riguarda il formato OOXML (Office Open XML). Nonostante il termine “Open” rimane un formato proprietario che non garantisce l’interoperabilità. È stato riconosciuto come standard, ma ci sono dubbi sulla validità (si vocifera una manipolazione dei voti).
Il primo vantaggio di LibreOffice è quindi il formato ODF (Open Document Format). I documenti vengono trasferiti in modo perfetto, senza il rischio di perdere dati, alterazione della formattazione o modifica dello schema. Gli utenti che lavorano in ambienti che richiedono la conformità ODF, come alcune pubbliche amministrazioni dell’UE, hanno la garanzia della massima fedeltà.
Ciò non avviene con il formato OOXML, considerato il gap tra le specifiche pubblicate e l’implementazione effettiva. Il supporto nativo per ODF di LibreOffice evita inoltre il cosiddetto “vendor lock-in“, garantendo l’accessibilità dei documenti a lungo termine, indipendentemente dalle decisioni di un’azienda privata.
Il secondo vantaggio è rappresentato dalla scelta dell’interfaccia. LibreOffice offre sette opzioni, inclusa quella simile alla ribbon di Microsoft Office. The Document Foundation afferma che viene copiata da altri software solo perché è quella più popolare (Office ha praticamente il monopolio), non perché è quella più usabile.
La fondazione sottolinea che LibreOffice non monetizza i dati degli utenti. Non ha pubblicità, non profila gli utenti, non prevede upsell, non impone vincoli tramite il cloud e non prevede limitazioni alle funzionalità. Sono inoltre disponibili più opzioni per macro e scripting. LibreOffice supporta il suo linguaggio Basic, Python, JavaScript e BeanShell per offrire agli utenti esperti maggiori capacità di automazione.
Essendo open source, il codice sorgente è accessibile a tutti. LibreOffice garantisce inoltre la massima privacy, in quanto non raccoglie dati personali, metriche di utilizzo o informazioni diagnostiche e offre il pieno controllo sui documenti con opzioni di crittografia e per rimuovere qualsiasi tipo di informazione personale dai file.
Infine, LibreOffice è disponibile per Windows, macOS e Linux con le stesse funzionalità. L’unica differenza è (ovviamente) la procedura di installazione. In definita non esiste nessuna ragione per preferire Office. Le aziende possono abbandonare il software di Microsoft seguendo questa guida.