LimeWire e Facebook: separati in casa

Il programma di P2P più usato era stato tentato dalla conquista del social network più popolare. Tentativo respinto al mittente. Forse se ne riparlerà in un futuro neppure tanto prossimo

Roma – Ci avevano provato, quelli di LimeWire , a seguire le orme di The Pirate Bay integrando la possibilità per gli utenti di condividere i file torrent sul social network Facebook. Ma anche in questo caso il risultato è stato un netto quanto prevedibile diniego da parte del portale di “amici” più chiacchierato, che in quanto a condivisione preferisce le foto (e i dati) degli utenti piuttosto che qualche compromettente bit di contenuti “non autorizzati” dai proprietari del copyright.

L’opzione “share on Facebook” era stata accolta molto positivamente dagli utenti di LimeWire, ma non altrettanto entusiasta era stata la reazione del management del social network: che si era subito fatto sentire richiedendo modifiche alla caratteristica così come era stata integrata nel software di P2P.

Anche dopo le modifiche richieste, però, LimeWire non risultava sufficientemente “casto” in materia di infrazione di copyright per andare a genio al portale sociale. Il produttori del software sono stati contattati di nuovo da Facebook, ma questa volta “non tanto per una richiesta di modifica quanto con un avviso che avrebbero disabilitato la funzionalità” conferma Jason Herskowit di LimeWire.

“Piuttosto che lasciare gli utenti con una versione malfunzionante di LimeWire – continua Herskowit – abbiamo deciso di disabilitare la funzionalità prima che lo facessero loro. Come avido utente sia di Facebook che di LimeWire, sono deluso come chiunque altro dalla cosa”. È “increscioso”, dice ancora Herskowit, che due servizi che in teoria condividerebbero la stessa vocazione di “luogo per connettersi e condividere” non riescano a dialogare sullo stesso piano.

LimeWire desidererebbe lavorare assieme a Facebook per ripristinare la funzionalità di condivisione, ma vista la ferma volontà di quest’ultima di non sporcarsi le mani con attività che possano prevedere (anche solo in teoria) l’infrazione del diritto d’autore – così come venne espressa all’epoca del blocco (attualmente bypassato) di The Pirate Bay – è a dir poco improbabile che questo ipotetico dialogo tra pari possa concretizzarsi in tempi brevi.

Alfonso Maruccia

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  • attonito scrive:
    LA solita menata della "legge"
    a parte la solita menata della legge che tale non E', sarebbe ora che qualcuno si decidesse (AMD?) a fare un MONOCHIP vero, cioe' cpu+nordB+southB+piu' tutto il rerto che serve. D'accordo, il sistema sarebbe "rigido" ma sopratutto nei sistemi portatili o desktop a basso costo, ci si ridurebbe ad avere MONOCHIP+Memoria ed il portatile e' bello che pronto. Meno consumi, ingombri, etc. Mi ciedo cosa aspettino....
    • TheKaneB scrive:
      Re: LA solita menata della "legge"
      Molti dispositivi embedded (cellulari, console da gioco, palmari) basati su ARM hanno già questa architettura: monochip (SoC) + memoria e poco altro...
  • sandro berri scrive:
    grammatica
    "sta" si scrive senza accento... ma un esamino di italiano ve lo fanno o vi assumono "as is" ? X
  • The Bishop scrive:
    Puntualizzazione
    La tecnologia nota con il nome in codice di Nehalem, integrata nei chip commerciali Core i5 e i7, ha fatto intravedere parte di questo futuro di integrazione portando all'estinzione del northbridge sulla motherboard (uno dei due chip che formava l'architettura integrata presente) e spostando direttamente nel die del proXXXXXre il canale di interconnessione con la memoria di sistema (ora noto come Quick Path Interconnect or QPI). Ha fatto intravedere parte di questo futuro di integrazione ???Vorrei far notare che AMD ha introdotto queste tecnologie gia' a partire dal 2003 con il lancio della prima CPU Opteron basata sull'architettura SledgeHammer, primo esempio di CPU AMD64 con controller di memoria integrato e bus HyperTransport (l'insieme di tecnologie note anche come DCA, Direct Connect Architecture).Ah gia', quando lo faceva solo AMD mentre Intel restava legata a northbridge e FSB Intel diceva che era una caxxata perfettamente inutile e deleteria (come x86-64 del resto)...
    • . . scrive:
      Re: Puntualizzazione
      Vorrei far notare che AMD ha acquisito tali tecnologie da Digital: il proXXXXXre Alpha le implementava gia' negli anni novanta ...
  • Burroughs scrive:
    Ortografia dell'articolo
    1) "come stà questa benedetta legge di Moore" - semmai "come sta questa benedetta legge di Moore";2) "che il mercato da attualmente per scontato" - semmai "che il mercato dà attualmente per scontato";3) "cioè nel quarto quarto del 2010" - cacofonico, meglio "cioè nell'ultimo quarto del 2010".Ma, ragazzi, in redazione non c'è nessuno che legga le bozze degli articoli???Burroughs.
    • Luca Annunziata scrive:
      Re: Ortografia dell'articolo
      In effetti li rileggiamo.E hai perfettamente ragione, ci sono un po' di errori: ma li sistemiamo subito, grazie mille per la segnalazione.Le nostre scuse, qualche volta capita... ;)L
    • aledeago scrive:
      Re: Ortografia dell'articolo
      Allora, se proprio vogliamo guardare il pelo nell'uovo, sarebbe più corretto "nel quarto trimestre del 2010"; "quarto" è un anglicismo inutile.
  • Luke scrive:
    architettura a 2 nanometri nel 2020
    Intel ha già una sua roadmap che prevede la validità della legge di Moore fino al 2020, anno nel quale dovrebbe raggiungere il proXXXXX di produzione a 2 nanometri, entrando di fatto nel regno dei nanodispositivi.Come è possibile? Molti dei passi che porteranno il colosso amricano a questa scala produttiva sono già in studio oggi, solo nel corso dell'ultimo anno abbiamo visto la nascita dei laser nanometrici, indispensabili per sostituire gli elettroni troppo "grandi" per operare a 2nm, nonchè la sperimentazione dei chipset in grafene, che dovrebbe sostituire il silicio. Nuovi metodi di stampa litografia sono già in via di sperimentazione avanzata, quindi le previsioni di Intel sono ragionevolmente credibili. D'altraparte chi meglio di loro...
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