21,6 milioni di account fake via da LinkedIn

Con l'obiettivo di mantenere la piattaforma al sicuro da abusi e disinformazione, anche LinkedIn è impegnata nella lotta agli account fake.
Con l'obiettivo di mantenere la piattaforma al sicuro da abusi e disinformazione, anche LinkedIn è impegnata nella lotta agli account fake.

Con un post condiviso sulle pagine del blog ufficiale da Paul Rockwell, numero uno della divisione Head of Trust and Safety, LinkedIn rende noto il frutto del proprio impegno finalizzato a mantenere la piattaforma al sicuro dall’azione degli account fake. Facendo riferimento esclusivamente ai primi sei mesi del 2019 ne sono stati eliminati ben 21,6 milioni.

La guerra di LinkedIn agli account fake

Un volume non indifferente, considerando che quelli legittimamente iscritti al social network per l’ambito professionale sono in totale 645 milioni: si tratta di più del 3%. Nel suo intervento, Rockwell precisa che la quota include 19,5 milioni di account in realtà mai concretamente attivati poiché bloccati dai sistemi automatici durante la fase di registrazione, grazie all’impiego di algoritmi appositamente istruiti. Ancora, 2 milioni sono stati cancellati prima ancora che la community potesse segnalarli e 67.000 in seguito alla ricezione di un report.

LinkedIn è stato comprato da Microsoft nel 2016, con un’acquisizione valutata economicamente in 26,2 miliardi di dollari. La sua attività ha portato lo scorso anno oltre 5,3 miliardi di dollari nelle casse del gruppo di Redmond. Questo l’intento espresso nel post.

Vogliamo assicurarci che la nostra community continui a rappresentare una risorsa di valore per voi, offrendo l’opportunità di trovare lavoro, di creare contatti e di proseguire nella carriera. Quando blocchiamo gli account fake incrementiamo le chance economiche. Siamo impegnati nel ricorrere a ogni misura disponibile per garantire la vostra sicurezza, consentendo a chiunque di accedere alle opportunità economiche sentendosi supportato e al sicuro.

Quello inerente i profili fasulli è un problema che riguarda un po’ tutte le piattaforme social. Nel tempo si sono trovate a doverlo affrontare anche Facebook e Twitter, con l’obiettivo comune di mantenere gli utenti iscritti in modo legittimo al sicuro da raggiri, abusi e disinformazione.

Fonte: LinkedIn
Link copiato negli appunti

Ti potrebbe interessare

Link copiato negli appunti