Linux non batterà Microsoft. Per ora

Questa l'opinione di due economisti della Harvard Business School, che hanno condotto una ricerca per prevedere i risultati dello scontro tra Microsoft e le più vivaci comunità open source
Questa l'opinione di due economisti della Harvard Business School, che hanno condotto una ricerca per prevedere i risultati dello scontro tra Microsoft e le più vivaci comunità open source

Cambridge (USA) – Ramon Casadesus Masanell e Pankaj Ghemawat, due economisti della Harvard Business School , hanno cercato di trovare una risposta ad una domanda che da sempre suscita sentimenti contrastanti tra gli addetti ai lavori: chi uscirà vincitore tra Microsoft , numero uno sul mercato dei sistemi operativi, e l’alternativa Linux, forte di una comunità globale di sviluppatori open source? La risposta – dicono – è semplice: Microsoft è destinata a vincere, anche se potrebbe nascere un complicato duopolio Windows-Linux.

La ricerca, pubblicata a giugno, è ben sintetizzata in un’ampia intervista comparsa sul sito del prestigioso ateneo statunitense. I due studiosi hanno realizzato un modello econometrico per capire il destino del mercato ICT. Nel quale Windows spartisce il mercato con Linux, che è in forte espansione ma sarebbe limitato dallo sforzo d’apprendimento minimo richiesto ai nuovi utenti. “Abbiamo dovuto semplificare i dati in nostro possesso, altrimenti non sarebbe stata possibile alcuna conclusione”, ha detto Casadesus Masanell, “ma il risultato è chiaro: Windows non sarà mai spodestato dal suo trono e rimarrà a lungo il leader incontrastato tra i sistemi operativi”.

Con l’uscita di Windows Vista non più lontanissima , pubblicizzato come un sistema operativo che richiede uno sforzo minimo all’utente, Microsoft riuscirà a consolidare ulteriormente la propria posizione dominante, specialmente nel settore desktop. Questo perché, sostengono i due accademici, “Microsoft parte sempre con il vantaggio di avere il proprio sistema operativo già installato e funzionante sulle macchine, azzerando la necessità di sforzi da parte degli utenti”. Fino a quando Microsoft riuscirà a mantenere questa condizione, Linux avrà sempre il secondo posto nella competizione tra sistemi operativi.

I vantaggi del software open source, secondo gli esperti, sono comunque enormi: a partire dalla sicurezza e dalla frequenza degli aggiornamenti. Questa particolarità rende il software aperto “particolarmente apprezzabile per le istituzioni governative e, più generalmente, per un discorso di welfare sociale”, ha detto Casadesus Masanell: “Linux non costa niente e partiamo dall’assunto che i costi di mantenimento del sistema siano identici a quelli di Windows”.

I ricercatori hanno rilevato inoltre che il fenomeno della pirateria informatica sembra favorire enormemente la diffusione di software proprietario: nei paesi dove la pirateria è più diffusa i due economisti hanno trovato livelli altissimi di penetrazione di Windows. La sorte sembra quindi favorire Microsoft, almeno per ora, ma sono molte le aziende, dicono gli scienziati di Harvard, che stanno supportando Linux nel tentativo di scardinare Microsoft dalla propria posizione. L’ultima parola, quindi, non è ancora stata pronunciata.

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10 09 2006
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