LIVE/ Microsoft Cloud Roadshow Milano

Redmond racconta lo stato dell'arte della tecnologia nella nuvola al pubblico italiano. Keynote e una ricca sequenza di sessioni in diretta, su Punto Informatico

Roma – La quindicesima tappa del Microsoft Cloud Roadshow sbarca a Milano: il tour organizzato dall’azienda di Redmond porta nel capoluogo lombardo una serie di speaker d’eccezione, tra cui Mike Schutz che della piattaforma nella nuvola di Big M è il general manager , per raccontare al pubblico italiano lo stato dell’arte e le tendenze di un fenomeno che negli ultimi anni si è imposto come un’alternativa dirompente al consolidato concetto del server e del CED.

La mattinata del Cloud Roadshow di Milano inizia proprio alle 9 con lo stesso Schutz sul palco, accompagnato dall’italiano Fabio Santini (direttore della divisione developer experience per Microsoft Italia) che supporta da tempo il processo di evangelizzazione nel Belpaese: a loro spetterà il compito di raccontare che cos’è davvero la nuvola oggi , e come si evolve per trasformarsi da semplice teatro di una virtualizzazione a una piattaforma che sempre di più va incontro alle richieste e alle esigenze di un computing ubiquo.

Nel corso della mattinata si alterneranno altri speaker sul palco del MiCo, italiani e stranieri, con focus che spaziano su tutte le novità presentate nel corso di questi mesi per Azure e per le altre piattaforme sulle quali si basa oggi il processo di computing mobile e personale che Satya Nadella prospetta per la sua azienda sin dal suo arrivo sulla poltrona del CEO. Quindi Skype e i servizi che a esso si abbinano e combinano, Office 365, Onedrive, e la migrazione progressiva di app e servizi verso la nuvola Azure: Windows 10 stesso, soprattutto nella nuova versione Anniversary in arrivo questa estate, si arricchisce sempre più di estensioni che vanno verso la fruizione a mezzo del cloud.

Gestione delle identità, sicurezza dei dati, cloud ibrido, app che si appoggiano alla Rete per combinare la potenza locale con quella remota dei datacenter nella nuvola , le estensioni di Office: tutto questo sarà possibile seguirlo, anche in diretta qui su Punto Informatico durante la due giorni del Cloud Roadshow di Microsoft. Nove track, oltre 80 sessioni, con un programma fitto che spazia dall’orientamento alle nuove tecnologie fino all’approfondimento su alcune tematiche. Il Roadshow si prospetta come un corso intensivo di aggiornamento per chi si avvicina oggi alle tematiche della nuvola, o è in cerca di spunti per spingersi sempre più avanti nel nuovo paradigma computazionale che anima l’informatica degli ultimi anni.

Alla vigilia del Cloud Roadshow milanese, Punto Informatico ha fatto quattro chiacchiere con uno dei protagonisti della due giorni: Fabio Santini , direttore della divisione developer experience e evangelism di Microsoft Italia, ha guidato il team che ha organizzato la tappa italiana della manifestazione, e parla esplicitamente di occasione utile per fare il punto sull’evoluzione di questo tipo di tecnologia . “Negli ultimi due o tre anni abbiamo fatto moltissimi annunci – ci ha detto – speriamo che questa sia l’occasione utile per fermarci un attimo e ripercorrere l’evoluzione di questa piattaforma, attraverso le keynote ma anche con le moltissime sessioni di approfondimento e i laboratori hands-on che abbiamo organizzato”.

“L’Italia è stata scelta per questa manifestazione non a caso – prosegue Santini – Siamo un valore significativo nel mercato europeo per Microsoft: su 12 paesi che formano la nostra area valiamo il 32 per cento, siamo rilevanti per numero di sviluppatori attivi e di app prodotte, non solo nel cloud, per noi ricevere l’attenzione di Redmond è molto importante”. Sul palco ci saranno anche alcuni dei partner e degli sviluppatori italiani che costituiscono un esempio significativo a livello globale , ci racconta, e i partecipanti avranno la possibilità di confrontarsi non con semplici portavoce ma con sviluppatori e manager (di Microsoft e non solo) che fisicamente realizzano l’infrastruttura di Azure e i servizi che la popolano.

La formula adottata, distribuita su oltre 80 sessioni in due giorni, è frutto dell’esperienza maturata nel corso delle tappe precedenti: i temi vengono sviscerati a diversi livelli di profondità, tutto mandato in streaming in diretta e disponibile successivamente per la fruizione on-demand , e con la possibilità per chi è a Milano di non dover rinunciare a nulla grazie alla ripetizione delle diverse conferenze presenti nelle 9 track parallele di approfondimento previste.

“Il nostro obiettivo, pur focalizzandoci sul cloud in questo caso, è cercare di portare tutti sulla stessa barca: nel mercato italiano, e non solo, ci sono diversi livelli di competenza e specializzazione su questi temi, e a ciascuno vogliamo offrire una visione di quella che è la tendenza nel settore”. Dunque attorno al mantra di Nadella che vuole maggiore mobilità e più potenza garantita dalla informatica al computing personale, i tecnici e i manager sul palco costruiranno un percorso che metta in luce le novità presentate nel corso di Build 2016 per strumenti conversational, bot, intelligenza artificiale, big data e IoT , così da offrire un punto di vista aggiornato su quali siano le attuali priorità del mercato.

“Abbiamo due priorità – dice Santini a Punto Informatico – garantire a chi è in sala di sviluppare maggiori competenze e spiegare loro che questa rivoluzione del cloud è una gigantesca opportunità: Microsoft ha visto una crescita a tre cifre anno su anno di questo settore a livello globale, in giro c’è più domanda che offerta per questo tipo di soluzioni, e che tu sia uno studente o un professionista navigato è evidente che nel futuro per fare lo sviluppatore occorrerà sempre di più avere competenze nel cloud. Così cercheremo di fornire indicazioni utili a stimolare l’approfondimento e lo studio di tematiche attuali, ma anche di permettere a chi sarà a Milano di crearsi una rete di contatti e incontrare altri professionisti con cui scambiare conoscenze ed esperienze su questi temi”.

Naturalmente c’è anche la possibilità di mostrare Microsoft sotto una nuova luce a chi già sviluppa, o pensa di farlo, con gli strumenti di Redmond : “Speriamo che sempre più, sempre più che nel passato, gli sviluppatori ci vedano come una piattaforma – racconta Santini – Una piattaforma su cui fare ogni tipo di business, che ti permette di utilizzare le tue competenze grazie al fatto che ti mette a disposizione un ambiente di sviluppo potente e una varietà di linguaggi, di ridurre al minimo il tempo necessario per sviluppare un prodotto e metterlo in vendita, di vendere la tua soluzione a un bacino potenziale di 1 miliardo di device in tutto il mondo, 300 milioni di macchine Windows 10. Un mercato che c’è già, serve solo un’idea per fare la differenza”.

L’idea di Microsoft è di trasformarsi da venditore di prodotti a creatrice di piattaforme: ci saranno ancora le scatole di Office nel futuro di Redmond, ma sempre più la presa di coscienza che il mondo dell’informatica moderna non può essere mono-venditore impone un cambio di mentalità anche a chi per 40 anni ha fatto business in un certo modo: come Bill Gates vedeva il DOS come la piattaforma su cui vendere il Basic di casa, spiega Santini, anche oggi Microsoft vede Windows come la testa di ponte per portare molto altro nel PC dei suoi clienti .

“Ci sono linguaggi meravigliosi, piattaforme fantastiche lì fuori: per me – dice Santini – è importante che lo sviluppatore si convinca che questo è il mestiere del futuro, che i giovani si appassionino e possano fare di questo un lavoro”. Certo in prospettiva ci sono tecnologie come l’ intelligenza artificiale che fanno immaginare che forse l’intervento dell’uomo sarà quasi superfluo: “Per noi l’AI non sostituirà l’uomo, ne aumenterà la capacità proprio come fanno oggi gli Hololens: la mente della macchina è pura razionalità – conclude – ma servirà sempre la capacità tutta umana di sommare ai calcoli del PC quella componente irrazionale che farà la differenza”.

Luca Annunziata

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  • collione scrive:
    HURRAHHHH
    Oracle l'ha preso in saccoccia http://arstechnica.com/tech-policy/2016/05/google-wins-trial-against-oracle-as-jury-finds-android-is-fair-use/
  • bubba scrive:
    ma ha senso sprecare tutti questi $$ dei
    ma ha senso sprecare tutti questi $$ dei contribuenti per questa XXXXXXX? (e anche i clienti di oracle non dovrebbero essere troppo contenti... )Samsung ha ridotto gli investimenti in giava per colpa di android (e quindi di google) che abusava di java? Ma se Samsung faceva parte di OHA (open handset alliance) che ha "battezzato" android?? E poi java era gia' aperto quando android e' stato presentato e c'erano gia' implementazioni come icedtea.......
  • MadCatz scrive:
    Ma quale troll
    Ma che troll e troll. E' una dura realtà che Java è una tecnologia che crea più problemi di quanti ne risolve. Visto che amministro una rete di circa 150 utenti in due stati penso di poter dire la mia. Per quanto mi sia possibile evito di implementare soluzioni Java ormai da 3 anni, ritenendolo un importante fattore decisionale nello scegliere un prodotto rispetto ad un altro. Si tratta principalmente dei numerosi problemi che insorgono ogniqualvolta viene aggiornata la versione corrente, costringendomi ad installare diverse versioni sullo stesso dispositivo. Questo se tutto va per il meglio, sono stato anche costretto ad abbassare il livello di sicurezza di Java stesso per consentire l'utilizzo di applicazioni legacy, anche a distanza di soli 2 o 3 anni dall'implementazione.
    • madDeChe scrive:
      Re: Ma quale troll
      Stiamo rimpiazzando un sacco di moduli in .NET con nuovi servizi sviluppati in Java.E' il terzo cliente dove vedo progetti simili.
  • MadCatz scrive:
    Per fortuna
    Fortuna che l'uso di Java si va a mano a mano a ridurre...una delle peggiori piaghe dell'informatica con falle, bug, blocchi e problemi a non finire per qualsiasi applicazione sviluppata per esso.
    • Troll Detector scrive:
      Re: Per fortuna
      (troll)(troll)
    • Mabbasta scrive:
      Re: Per fortuna
      Warning!!!!Alert!!!Nome e CoglioMe detected(troll3)(troll4)(troll)
    • troll detected scrive:
      Re: Per fortuna
      (troll2)(troll1)(troll2)
      • MadCatz scrive:
        Re: Per fortuna
        Ma che troll e troll. E' una dura realtà che Java è una tecnologia che crea più problemi di quanti ne risolve. Visto che amministro una rete di circa 150 utenti in due stati penso di poter dire la mia. Per quanto mi sia possibile evito di implementare soluzioni Java ormai da 3 anni, ritenendolo un importante fattore decisionale nello scegliere un prodotto rispetto ad un altro. Si tratta principalmente dei numerosi problemi che insorgono ogniqualvolta viene aggiornata la versione corrente, costringendomi ad installare diverse versioni sullo stesso dispositivo. Questo se tutto va per il meglio, sono stato anche costretto ad abbassare il livello di sicurezza di Java stesso per consentire l'utilizzo di applicazioni legacy, anche a distanza di soli 2 o 3 anni dall'implementazione.
        • madDeChe scrive:
          Re: Per fortuna
          - Scritto da: MadCatz
          Ma che troll e troll. E' una dura realtà che Java
          è una tecnologia che crea più problemi di quanti
          ne risolve. Visto che amministro una rete di
          circa 150 utenti in due stati penso di poter dire
          la mia. Per quanto mi sia possibile evito di
          implementare soluzioni Java ormai da 3 anni,
          ritenendolo un importante fattore decisionale
          nello scegliere un prodotto rispetto ad un altro.
          Si tratta principalmente dei numerosi problemi
          che insorgono ogniqualvolta viene aggiornata la
          versione corrente, costringendomi ad installare
          diverse versioni sullo stesso dispositivo. Questo
          se tutto va per il meglio, sono stato anche
          costretto ad abbassare il livello di sicurezza di
          Java stesso per consentire l'utilizzo di
          applicazioni legacy, anche a distanza di soli 2 o
          3 anni
          dall'implementazione.Stiamo rimpiazzando un sacco di moduli in .NET con nuovi servizi sviluppati in Java.E' il terzo cliente dove vedo progetti simili.
        • ZLoneW scrive:
          Re: Per fortuna
          - Scritto da: MadCatz
          sono stato anche
          costretto ad abbassare il livello di sicurezza di
          Java stesso per consentire l'utilizzo di
          applicazioni legacy, anche a distanza di soli 2 o
          3 anni dall'implementazione.Invece che abbassare il livello di sicurezza, è possibile creare una policy per autorizzare le applicazioni o le loro fonti; la policy va poi firmata e distribuita sui device.Può anche essere autofirmata, ma in questo caso occorre aggiungere la propria "authority" a quelle riconosciute da Java.Funziona perfettamente, se non fosse che, nonostante quanto scritto sulla documentazione, ad ogni aggiornamento di Java tocca ridistribuire la policy - e riregistrare l'authority, se è autofirmata...
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