Ma quale Posta Elettronica Certificata?

I provider di Assoprovider spiegano perché la posta elettronica certificata così come è concepita non potrà diffondersi granché. Serve solo - dicono - ai portafogli dei soliti noti


Roma – Riceviamo e volentieri pubblichiamo la posizione di Assoprovider , l’associazione dei provider, sulla vexata quaestio della Posta Elettronica Certificata che dovrebbe sostituire la tradizionale raccomandata cartacea

I vincoli bloccheranno la crescita della Posta Elettronica Certificata
Come trasformare un servizio utile ai cittadini in un servizio utile ai portafogli dei fornitori del servizio di firma digitale

Assoprovider, che ha condiviso l’interesse e gli sforzi dei suoi tanti associati durante le sperimentazioni del servizio di Posta Elettronica Certificata, ha espresso per prima la delusione per la scelta del legislatore di limitare il mercato dei produttori di servizi di PEC alle imprese con capitale sociale maggiore o uguale ad 1 milione di euro relegando, così, di fatto, la stragrande maggioranza delle imprese italiane (micro e PMI) al ruolo di rivenditori marginali.

Ciononostante, anche lo schema attuativo del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM), diffuso nei giorni scorsi, sembra consolidare l’utilizzo politico di strumenti regolatori senza tenere nella giusta considerazione i possibili effetti sul mercato.

Allo stesso tempo proprio gli operatori che trarranno il maggiore vantaggio dal DPCM non rispettano gli obblighi da questo imposti per la tutela dei consumatori: per il DPCM, infatti, è obbligatorio consentire sempre l’invio di un messaggio di 30MB ad un massimo di 50 destinatari.
È allarmante il fatto che durante questa “vacatio legis” tale obbligo sia stato palesemente violato da un operatore nazionale che, inoltre, ha iniziato a distribuire gratuitamente (sino al 31/12/2005) la “Sua” PEC prima dell’uscita del regolamento attuativo.

Lo schema di DPCM prevede che debbano essere sottoscritte digitalmente le dichiarazioni che due soggetti sono tenuti a farsi reciprocamente se vogliono utilizzare tra loro la PEC, quando non vogliano ricorrere al supporto cartaceo. Cioè, se voglio inviare un messaggio a qualcuno senza doverlo prima avvertire per iscritto su carta, devo necessariamente utilizzare almeno una volta la firma digitale, con tutto quello che comporta. Stessa cosa se voglio ricevere un messaggio.

Con questa iniziativa, non si favorirebbe piuttosto, il monopolio/oligopolio di quei soliti operatori dominanti già sul mercato di altri servizi complementari, ovvero quello della firma digitale? E non si andrebbe a rallentare in realtà la diffusione della PEC stessa?

Sembrerebbe essere stata privilegiata la scelta di fare della posta elettronica certificata un traino per i servizi di certificazione di firma. Il che potrebbe essere in sè un proposito encomiabile, se non fosse che la strategia utilizzata per realizzarlo, a nostro parere, non è, in primo luogo, quella di una economia liberale, né quella appropriata per lo sviluppo della PEC.

Basti ricordare che un primo tentativo di fornire la firma digitale alle imprese iscritte alle Camere di Commercio italiane obbligandone l’utilizzo per la trasmissione dei bilanci non ha portato all’utilizzo della stessa per qualsivoglia altra operazione.

La PEC è un servizio la cui utilità per ciascun utente cresce al crescere del numero degli utenti stessi coi quali si possono scambiare messaggi: sarà l’utente medesimo a spingere i suoi interlocutori ad utilizzarlo. Per raggiungere la massa critica, che renderebbe la diffusione inarrestabile, però, la strada è tutta in salita poiché si tratta di un servizio che, pur soddisfacendo esigenze reali, non nasce dall’utente (dal basso/bottom-up).

Il grande pubblico della Rete italiana deve quindi essere facilitato all’accesso alla PEC, che tanto può contribuire al miglioramento nell’erogazione dei servizi delle pubbliche amministrazioni ed alla penetrazione dei servizi di commercio elettronico: ed il modo per farlo è lasciare a ciascun titolare di indirizzo di PEC la piena libertà di decidere poi, in base alle proprie esigenze, quanta “forza” attribuire a ciascun messaggio, ad esempio allegandogli o meno il servizio complementare della firma digitale.

Assoprovider ritiene che consentire ad un operatore di aggredire il mercato business privato, in una posizione di palese monopolio su taluni servizi complementari (firma digitale), ed ostacolare (con il milione di euro minimo di capitale per il fornitore potenziale) il naturale sviluppo del mercato della PEC debba essere una scelta politica da contrastare ad ogni costo perché sia di fatto possibile l’accesso democratico al mercato dei servizi da erogare al comune cittadino, alle imprese ed anche alle pubbliche amministrazioni.

Assoprovider

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  • Anonimo scrive:
    In italia...
    .. la cosa mi preoccupa un po', qui le reti abbondano senza bisogno che salga in macchina e le vada a cercare,ogni tanto, se non spesso le uso dato che il pc non fa altro che autoconfigurarsi....Mi romperebbe passare per delinquente per una scemata simile, semmai dovevano coinvolgere il sysadmin perche' la rete non era sicura.Trovo assurda questa punizione, quella persona andava punita solo se combinava qualcosa o provocava danni e andava punita solo per questi ultimi.Non devo essere io a pagare per quello che gli altri non sanno fare, spero in appello venga assolto pienamente.
    • Anonimo scrive:
      Re: In italia...
      la pagina:http://wireless.engadget.com/
    • ishitawa scrive:
      Re: In italia...
      se vedi un automobile con le portiere non chiuse a chiave e la chiavetta sul cruscotto, ci sali e ci vai a fare un giro è reato lo stesso.che poi il proprietario ne abbia avuto incuria, per continuare l'analogia, e sopra c'era una valigia con dei documenti non suoi, anche lui passerà i suoi guai (196/03) ma tu non poi dire, "ma era aperta, non ho mica fatto danni"passi la multa, ma anche a me il carcere, sia pure con la condizionale, sembra troppo, ma forse si è voluto punire la "premeditazione" cioè il fatto che questo andasse in giro a cercarle a bella posta, le reti sprotette e non che ci fosse "inciampato"
      • Anonimo scrive:
        Re: In italia...
        - Scritto da: ishitawa
        se vedi un automobile con le portiere non chiuse
        a chiave e la chiavetta sul cruscotto, ci sali e
        ci vai a fare un giro è reato lo stesso.Se prendi un automobile la devi toccare fisicamente, usare una connessione ad internet non protetta invece non fa assolutamente niente, certo a meno che poi chi la usa non fa qualcosa di brutto e poi vanno a bastonare il proprietario della connessione, ma in fin dei conti il primo colpevole è il proprietario della connessione, che ha permesso questo.
        • Anonimo scrive:
          Re: In italia...
          - Scritto da: Anonimo
          - Scritto da: ishitawa

          se vedi un automobile con le portiere non chiuse

          a chiave e la chiavetta sul cruscotto, ci sali e

          ci vai a fare un giro è reato lo stesso.

          Se prendi un automobile la devi toccare
          fisicamente, usare una connessione ad internet
          non protetta invece non fa assolutamente niente,
          certo a meno che poi chi la usa non fa qualcosa
          di brutto e poi vanno a bastonare il proprietario
          della connessione, ma in fin dei conti il primo
          colpevole è il proprietario della connessione,
          che ha permesso questo.per fare un reato non è necessario l'atto fisico, è più importante per te forse una violenza fisica (persona che picchia) di una violenza psicologica (dove fisicamente non si tocca nessuno)?poi anche tu dici "certo a meno che poi chi la usa non fa qualcosa di brutto". come colpevole e chi lascia la macchina aperta con le chiavi sopra, di norma nel cortile di casa, colpevole e chi lascia laconnessione incustodita.Ma la cosa triste e che oggi sia divenuto normale pensare che o ti blindi all'inverosimile o sei colpevole di negligenza. E' triste per me vedere che non basta nemmeno più chiudersi a chiave in casa.In una società civile un semplice cancello o una semplice porta, anche aperta dovrebbero essere delle barriere invalicabili e chi le valica dovrebbe essere duramente punito e invece in Italia se tu entri in casa attraverso una porta aperta non vieni punito perchè la porta di casa altrui aperta viene interpretata come un invito ad entrare da parte dei magistrati. Ma se io non volgio che estranei entrino in casa mia io stesso devo evitare di entrare in casa di altri o nelle connessioni di altri, sopratutto se facico questo non per caso o necessità di grave pericolo ma lo faccio per rubare o usufruire a sbafo di qualcosa che altri pagano.per cui basta finti buonismi, la proprietà privata va difesa e non solo quando è la nostra ma proprio perchè è anche nostra. smettiamola di pretendere perdono a certe azioni quando succedono ad altri salvo poi incazzarci se succedono a noi. Chi ancor anon ha subito furti eviti di parlare è uan cosa che da fastidio immenso, causa a volte gravi danni e sopratutto lede il diritto alla proprietà di norma sudata di chi spesso rinunciando a tanto compra qualcosa.
          • Guybrush scrive:
            Re: In italia...
            [...]Fino a qui sono d'accordissimo su tutto.
            Ma la cosa triste e che oggi sia divenuto normale
            pensare che o ti blindi all'inverosimile o sei
            colpevole di negligenza. E' triste per me vedere
            che non basta nemmeno più chiudersi a chiave in
            casa.Qui no.I manuali di TUTTI gli access point in commercio avvertono che non e' sicuro lasciare la rete non cifrata.Se faccio una scansione delle reti vicine e trovo due reti non chiuse puo' essere che:1) i rispettivi proprietari siano stati negligenti e non abbiano configurato a dovere la propria apparecchiatura2) i rispettivi proprietari hanno voluto condividere le proprie risorse con il vicinato (e non ridere)Capire a quale delle due fattispecie fare riferimento e' difficile.
            In una società civile un semplice cancello o una
            semplice porta, anche aperta dovrebbero essere
            delle barriere invalicabili e chi le valica
            dovrebbe essere duramente punito e invece in
            Italia se tu entri in casa attraverso una porta
            aperta non vieni punito perchè la porta di casa
            altrui aperta viene interpretata come un invito
            ad entrare da parte dei magistrati. No. Vieni punito anche se la porta e' aperta, se il proprietario non voleva farti entrare: la presenza di una porta, un cancello, una recinzione anche se danneggiati o aperti indica la volonta', da parte del proprietario di limitare l'altrui godimento sui propri beni.Viceversa la totale assenza di dispositivi...
            Ma se io non volgio che estranei entrino in casa
            mia io stesso devo evitare di entrare in casa di
            altri o nelle connessioni di altri, sopratutto se
            facico questo non per caso o necessità di grave
            pericolo ma lo faccio per rubare o usufruire a
            sbafo di qualcosa che altri pagano.Spe'... no.Se tu non vuoi che estranei entrino in casa tua, metti porte e finestre con una maniglia. Se poi sei avveduto userai porta blindata e finestre anti-sfondamento, magari un antifurto e cose cosi'.In ogni caso dall'esterno sara' chiaro a tutti che tu non vuoi ospiti indesiderati, ospiti che useranno il citofono e entreranno dalla porta di casa solo se tu sei d'accordo.
            per cui basta finti buonismi, la proprietà
            privata va difesa e non solo quando è la nostra
            ma proprio perchè è anche nostra. smettiamola di
            pretendere perdono a certe azioni quando
            succedono ad altri salvo poi incazzarci se
            succedono a noi. No. La proprieta' privata va difesa proprio perche' e' la -MIA- nel concetto di proprieta' privata il plurale non esiste.Esiste la volonta' dell'individuo che ha il diritto di godere, in modo pieno ed esclusivo, di qualcosa e tutti gli altri che non devono rompergli l'animo.
            Chi ancor anon ha subito furti eviti di parlare è
            uan cosa che da fastidio immenso, causa a volte
            gravi danni e sopratutto lede il diritto alla
            proprietà di norma sudata di chi spesso
            rinunciando a tanto compra qualcosa.Fastidio? Istinti omicidi, amico. Arrivi a casa, trovi la porta aperta, mobili sottosopra, armadi vuotati, i preziosi spariti, PC rubato, CD e Argenteria evaporati...D'altro canto se hai lasciato casa senza porte, finestre e qualsiasi cosa che faccia capire che quella e' proprieta' privata, non un rudere in mezzo a un giardino, bella per te. Se l'utonto tira fuori dalla scatola l'access point e lo usa con la configurazione di default senza neanche leggere il manuale, si merita quanto di male puo' accadergli: virus, backdoor, qualcuno che gli entra (anche accidentalmente) nel PC ecc... ecc... ecc...Saluti
            GT
        • Anonimo scrive:
          Re: In italia...

          Se prendi un automobile la devi toccare
          fisicamente, usare una connessione ad internet
          non protetta invece non fa assolutamente niente,Da quando un reato si valuta per la sua fisicita'?
          • Anonimo scrive:
            Re: In italia...
            - Scritto da: Anonimo

            Se prendi un automobile la devi toccare

            fisicamente, usare una connessione ad internet

            non protetta invece non fa assolutamente niente,

            Da quando un reato si valuta per la sua fisicita'?Se vogliamo parlare di reati prendiamo il codice penale e finiamo la discussione in mezzo secondo, si sta parlando se sia giusto o no.
      • Anonimo scrive:
        Re: In italia...
        ma come diavolo si fa a paragonare l informatica con le macchine?
    • Anonimo scrive:
      Re: In italia...

      dovevano coinvolgere il
      sysadmin perche' la rete non era sicura.
      Trovo assurda questa punizione, quella persona
      andava punita solo se combinava qualcosa o
      provocava danni e andava punita solo per questi
      ultimi.

      Non devo essere io a pagare per quello che gli
      altri non sanno fare, spero in appello venga
      assolto pienamente.quando entreranno dei "visitatori", dovranno coinvolgere te perché casa tua non è sicura.troverò assurda la punizione ai visitatori. i visitatori vanno puniti solo se "combinano qualcosa" o provocano danni (non se si mettono a curiosare nei tuoi cassetti, guardano gli album delle foto di famiglia e le passano allo scanner, leggono i documenti che conservi e ne fanno una copia).non dovranno essere loro a pagare per quello che tu non sai fare (blindare porte, muri e finestre e installare antifurti sicuri al 100%). spero che in appello verranno assolti pienamente
  • Anonimo scrive:
    Come Diavolo!?!?
    una domanda stupida ma potenzialmente cruciale: "come diavolo hanno fatto ad identificarlo visto che era una rete wireless?si connetteva con lo stesso IP? non mi pare possibile...dal mac address della scheda? nemmeno x sogno visto che i dispositivi wireless e ethernet sono diversi e hanno due mac address diversi...ditemi se ho detto caxxate, però mi incuriosisce molto la cosaciao
    • Anonimo scrive:
      Re: Come Diavolo!?!?
      L'hanno preso in flagranza di reato, seduto in macchina che navigava.
      • Anonimo scrive:
        Re: Come Diavolo!?!?
        - Scritto da: Anonimo
        L'hanno preso in flagranza di reato, seduto in
        macchina che navigava.http://snipurl.com/ghzk
        • Anonimo scrive:
          Re: Come Diavolo!?!?
          Grande Hyperlink! grazie x la risposta a tutti e due...x quanto riguarda il link mi ha fatto morire :D:D:D;):|
    • Anonimo scrive:
      Re: Come Diavolo!?!?
      - Scritto da: Anonimo
      una domanda stupida ma potenzialmente cruciale:
      "come diavolo hanno fatto ad identificarlo visto
      che era una rete wireless?che si siano insospettiti vedendo il veicolo?http://www.oliverscheck.de/USyear/pics/satellite_car.jpg
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