Megaupload, Dotcom paga per la verità

Il fondatore del servizio di hosting promette 5 milioni di dollari a chi saprà offrire informazioni utili per provare la corruzione da cui sarebbe scaturita l'azione nei confronti di Megaupload

Roma – Cinque milioni di dollari, promessi a chiunque abbia l’ardire di supportare con la propria testimonianza gli oscuri rapporti che legherebbero l’industria del copyright e i Palazzi del potere statunitensi, relazioni che avrebbero innescato il caso Megaupload, che potrebbe chiudersi con l’estradizione del suo fondatore Kim Dotcom.

Kim Dotcom ha già esposto le proprie teorie in un documento che da mesi campeggia sul suo sito: secondo il fondatore di Megaupload le motivazioni del raid operato dalle autorità nei confronti del suo servizio di hosting sarebbero da ricercare nelle trame che si sono intessute fra l’ex-senatore statunitense Chris Dodd, a capo di MPAA, e l’amico nonché vicepresidente degli States Joe Biden. Hollywood avrebbe barattato il supporto alla rielezione dell’amministrazione Obama con una azione diretta nei confronti del servizio di hosting.

La parola di Dotcom non sarebbe evidentemente sufficiente per scagionarlo, per questo motivo cerca supporto in chiunque sia informato dei fatti e sia disposto ad offrire la propria testimonianza: “stiamo cercando informazioni che provino la condotta illegale o corrotta da parte del governo degli Stati Uniti, del governo neozelandese, delle agenzie di intelligence, delle forze dell’ordine e di Hollywood”, spiega Dotcom a TorrentFreak .

“Pagherò per quelle informazioni”, promette Dotcom, invitando coloro che possano sostenerlo con informazioni utili alla causa ad affidare le proprie rivelazioni a SecureDrop , la piattaforma per whistleblower recentemente inaugurata dal Guardian , e a prendere tutte le precauzioni necessarie per far perdere le proprie tracce, affidandosi ad un Internet café per inviare i file stoccati su supporti da distruggere dopo l’uso.

Le modalità con cui Dotcom elargirà la taglia sulle informazioni di cui necessita sono ancora da formalizzare, così come è ancora da decidere il destino dei suoi beni sequestrati dalle autorità neozelandesi, ma il fondatore di Megaupload confida nel fatto che la sua determinazione possa bastare come garanzia: “Questa battaglia è appena iniziata e ci vorrà del tempo – prospetta – Ma alla fine ne usciremo vittoriosi e faremo vedere chi ha abusato del proprio potere”.

Gaia Bottà

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  • Salvatore Tito scrive:
    Domanda
    Qualcuno mi spiega il modus operandi?Cioè per cryptare il tutto non ci vorrebbe un permesso amministrativo?Capisco che su windows basti un UAC
    Sì, ma su Android non servirebbe root + installazione applicazione con X permessi?Per dire che non basta visitare un sito web a caso...(Poi ci sono i siti web farlocchi che fanno finta di essere ransomware, ma quella è un'altra storia)
    • panda rossa scrive:
      Re: Domanda
      - Scritto da: Salvatore Tito
      Qualcuno mi spiega il modus operandi?Semplice: un malware entra nel tuo sistema e lo blocca dall'interno.Puo' essere sbloccato solo da chi conosce il codice di sblocco.
      Cioè per cryptare il tutto non ci vorrebbe un
      permesso
      amministrativo?Certo.
      Capisco che su windows basti un UAC
      Sì, ma su
      Android non servirebbe root + installazione
      applicazione con X permessi?Se l'utente installa, e poi alla richiesta di fare qualcosa, l'utente risponde di si, allora anche su Android...
      Per dire che non basta visitare un sito web a
      caso...Stiamo parlando di windows.Ci sono casi dove a volte non e' neanche necessario visitare un sito a caso...
      (Poi ci sono i siti web farlocchi che fanno finta
      di essere ransomware, ma quella è un'altra
      storia)Quelli sono per gli utenti apple che sono gli unici che ci cascano.
    • collione scrive:
      Re: Domanda
      se leggi l'articolo originale, noterai che si parla dei soli file presenti sulla sd cardil motivo? tutti i programmi android vengono assegnati ad un utente specifico, cioè ogni app è un utente ed è l'unico proprietario dei propri filequesto ha un'unica eccezione, i file presenti su sd cardc'è altro? si, da kitkat in poi questa politica di "apertura" è stata abolita, e le sd card vengono trattate allo stesso modo della partizione dati interna, cioè ogni app ha acXXXXX SOLO alla parte del sd card di cui è il creatore
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