Meltdown e Spectre, economia e aggiornamenti

Intel chiude i conti con risultati molto positivi nonostante i grattacapi dei super-bug delle CPU, mentre i nuovi chip "bug-free" dovrebbero arrivare presto e Microsoft disabilita gli aggiornamenti già rilasciati
Intel chiude i conti con risultati molto positivi nonostante i grattacapi dei super-bug delle CPU, mentre i nuovi chip "bug-free" dovrebbero arrivare presto e Microsoft disabilita gli aggiornamenti già rilasciati

Gli oramai famigerati bug delle CPU noti come Meltdown e Spectre non cessano di alimentare discussioni, come sempre al centro della scena c’è Intel ma, almeno in un caso, i connotati della notizia non sono affatto negativi visti dal punto di vista di Santa Clara.

La corporation dei chip x86 ha infatti appena chiuso il quarto trimestre dell’anno fiscale 2017, un periodo in cui ha incamerato ricavi complessivi per 17,1 miliardi di dollari con un +4% rispetto all’anno precedente.

I profitti operativi sono stati 5,4 miliardi di dollari , con un +19% anno su anno, mentre i profitti netti si sono momentaneamente volatilizzati (fino a registrare perdite per $700 milioni) a causa del pagamento della tassa una-tantum ($5,4 miliardi) decisa dalla nuova amministrazione americana per il rientro dei capitali all’estero. Positivo per Intel è risultato anche l’intero anno fiscale, con ricavi complessivi per $62,8 miliardi (+6% anno su anno) e profitti netti di $9,6 miliardi (-7%).

Almeno per il momento, insomma, Meltdown, Spectre e il caos informatico che ne è conseguito non hanno ancora pesato granché sui bilanci di Santa Clara. Certo Intel deve fare i conti con le polemiche non solo tecnologiche, visto che nuove indiscrezioni parlano di un memorandum da non rendere pubblico inviato ai produttori di PC già a novembre 2017 . Senza dimenticare, naturalmente, il problemino delle relazioni pericolose tra la corporation americana e le aziende cinesi .

Niente paura, rassicura alla fine Intel: l’azienda è impegnata a modificare i propri progetti al silicio per chiudere la porta agli attacchi contro la memoria virtuale del kernel, e i primi chip “rafforzati” in hardware contro Meltdown e Spectre arriveranno già nel corso di quest’anno.

Un’altra azienda che deve fare i conti con i grattacapi provocati dai super-bug delle CPU è poi Microsoft, costretta ad agire direttamente per disattivare le patch anti-Spectre già distribuite per Windows nei casi in cui gli utenti avessero sperimentato riavvii continui o altri comportamenti anomali.

Alfonso Maruccia

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31 01 2018
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