Meta ha annunciato che incrementerà l’uso dei tool AI per fornire supporto agli utenti all’interno delle app Facebook e Instagram, oltre che nella pagine di aiuto su desktop. L’azienda di Menlo Park ridurrà inoltre la moderazione umana nel corso dei prossimi anni per affidarsi quasi esclusivamente all’intelligenza artificiale. I test preliminari hanno confermato l’efficacia di questa soluzione.
Meta AI come assistente di supporto
L’uso di Meta AI come assistente di supporto era stato annunciato all’inizio di dicembre 2025. Poteva essere utilizzato solo da alcuni utenti in Canada e Stati Uniti. Ora è disponibile in tutto il mondo nelle app Facebook e Instagram per Android e iOS, oltre che all’interno delle pagine di aiuto su desktop (in basso a destra c’è un campo di testo per l’inserimento delle domande).

Gli utenti possono chiedere informazioni su diversi argomenti direttamente al chatbot, invece di cercare nelle pagine di supporto o su siti di terze parti. In futuro, Meta AI potrà anche eseguire azioni per conto dell’utente, come resettare la password, aggiornare le impostazioni del profilo, cambiare le impostazioni sulla privacy, segnalare contenuti, truffe e impersonificazioni. Solo in Canada e Stati Uniti può inoltre assistere gli utenti che non riescono ad accedere all’account.
Dopo aver eliminato i fact-checker di terze parti (negli Stati Uniti), Meta ha introdotto sistemi AI che rilevano le violazioni delle regole. I risultati dei test effettuati l’anno scorso sono molto positivi. Sono stati scoperti più tentativi di truffa, impersonificazioni e furti di account. Nel corso dei prossimi anni, questi sistemi AI verranno maggiorente sfruttati per le azioni di moderazione dei contenuti.
L’azienda di Menlo Park ridurrà quindi la dipendenza da fornitori terzi (società pagate per verificare il rispetto delle regole), in quanto i tool AI sono più veloci. Gli esperti umani si occuperanno dell’addestramento, della supervisione e della valutazione dei sistemi AI. Avranno inoltre il compito di prendere decisioni più critiche, come la gestione degli appelli per la chiusura degli account o l’invio di segnalazioni alle forze dell’ordine.