Microhoo!, semaforo verde sull'Atlantico

Le autorità di Europa e USA hanno dato l'ok all'accordo tra Redmond e il search engine in viola. Non esisterebbero pericoli per la libera concorrenza nel mercato. Ma qualcuno parla di una sfida già persa in partenza

Roma – La luce verde si è accesa, la corsa di Microsoft e Yahoo! ora non sembra avere più ostacoli davanti a sé. In un comunicato ufficiale , le due aziende statunitensi hanno fatto sapere di aver ricevuto il segnale di via libera da parte del Department of Justice e dalla Commissione Europea. Un duplice benestare, senza alcuna restrizione, ai due lati dell’oceano.

Nei prossimi giorni, Microsoft e Yahoo! inizieranno dunque la fase più concreta d’attuazione del loro accordo dello scorso luglio. In particolare, avrà inizio il processo di transizione delle piattaforme algoritmiche e di ricerca di Yahoo! verso Microsoft. Il search engine in viola diventerà in pratica la forza vendita esclusiva di questa partnership, trattando con gli inserzionisti più importanti nell’ambito della ricerca.

Le autorità europee hanno quindi detto sì . L’accordo tra Redmond e Sunnyvale non andrà a minacciare in maniera significativa il contesto della libera concorrenza di mercato . Anzi, potrebbe arricchirlo di un nuovo, più agguerrito competitor . Dopo un’attenta analisi, la Commissione d’Europa ha sottolineato come Microsoft e Yahoo! insieme possano mettere un piccolo freno allo strapotere di Google.

Secondo i dati dei commissari del Vecchio Continente, la quota attuale del mercato del search di Microsoft e Yahoo! messe insieme è al di sotto del 10 per cento . Il che significherebbe che un buon 90 per cento se lo mangerebbe tutto BigG. Infatti, nelle principali intenzioni di Microsoft c’era proprio una concorrenza più agguerrita nei confronti del gigante del search globale.

Redmond e Sunnyvale si uniranno allora per fare la forza. Stando all’accordo – che avrà una validità di dieci anni – Microsoft tratterrà il 12 per cento dei ricavi generati attraverso il sito web di Yahoo! . Solo per i primi cinque anni, dunque, il motore in viola vedrà transitare verso le sue casse l’88 per cento dei guadagni complessivi.

Soddisfatta Carol Bartz, CEO di Yahoo!, che ha sottolineato come ora la sua società potrà concentrarsi ancora più attivamente sulla propria innovativa capacità di ricerca. “Yahoo! farà ciò che sa fare meglio – ha continuato Bartz – coniugare le proprie conoscenze e tecnologie con contenuti interessanti per offrire a utenti e consumatori un’esperienza di navigazione rilevante a livello personale”.

A Bartz ha fatto eco Steve Ballmer, a capo del colosso di Redmond. “Benché il processo sia solo agli inizi, abbiamo raggiunto un’importante pietra miliare – ha commentato – sono convinto che Microsoft e Yahoo! riusciranno insieme a offrire una scelta più ampia, un miglior valore e una maggiore innovazione sia per i nostri utenti sia per gli inserzionisti e gli editori”.

Nei termini di questo accordo “pietra miliare”, Microsoft garantirà a Yahoo! le stesse pagine dei risultati di ricerca disponibili su Bing . Il search in viola, da par suo, si occuperà dell’innovazione di queste pagine mediante l’integrazione dei suoi contenuti e dei risultati ampliati con informazioni su argomenti chiave adeguatamente organizzate, nonchè con strumenti personalizzati per i suoi utenti.

Alcuni osservatori non hanno tuttavia condiviso gli entusiasmi delle due aziende. Il frutto della loro unione non andrebbe cioè a scalfire il predominio di Google nel mondo del search . Come ha spiegato Chris Green di DMG Europe , “quest’accordo darà a Microsoft una fetta più sostanziosa del mercato della pubblicità online, ma sarà comunque miglia e miglia indietro rispetto a Google”.

Infine, qualche cenno su quelle che saranno le tempistiche di implementazione effettiva dell’accordo. Le due società inizieranno le transizioni dell’algoritmo di ricerca con l’obiettivo di portarle a termine entro la fine del 2010 negli Stati Uniti . Per la transizione di inserzionisti ed editori si potrebbe attendere le prossime festività natalizie o il nuovo anno 2011. Compresi tutti i clienti, si arriverà al 2012. Google avrà più paura del nuovo Bing in viola o della profezia Maya?

Mauro Vecchio

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