Microsoft-Activision: accordo di 10 anni per Sony?

Microsoft-Activision: accordo di 10 anni per Sony?

Secondo la fonte di Reuters, Microsoft cercherà di ottenere l'approvazione dalla Commissione europea con un nuovo accordo di 10 anni per Sony.
Secondo la fonte di Reuters, Microsoft cercherà di ottenere l'approvazione dalla Commissione europea con un nuovo accordo di 10 anni per Sony.

Microsoft comunicherà nelle prossime settimane i rimedi che dovrebbero evitare il blocco dell’acquisizione di Activision Blizzard da parte della Commissione europea. Quello principale dovrebbe essere un nuovo accordo di 10 anni con Sony. Un’indagine antitrust sulla transazione è stata avviata anche nel Regno Unito e negli Stati Uniti.

Call of Duty su PlayStation per 10 anni

Microsoft aveva annunciato l’acquisizione di Activision Blizzard all’inizio dell’anno per una cifra di 68,7 miliardi di dollari. Prima di concludere l’operazione finanziaria è necessario ricevere il via libera dalle varie autorità antitrust. L’azienda che più di tutte si oppone al completamento della transazione è Sony, in quanto teme che Microsoft rilascerà le future versioni di Call of Duty solo per Xbox.

Questa preoccupazione è stata recepita dalla Commissione europea che, all’inizio di novembre, ha avviato un’indagine approfondita. L’autorità antitrust dovrà verificare se l’accordo rappresenti un pericolo per la concorrenza nel mercato dei sistemi operativi per PC e della distribuzione di giochi per PC e console.

In base alla fonte di Reuters, Microsoft invierà un elenco di rimedi per convincere la Commissione ad approvare l’acquisizione. Il rimedio principale sarebbe un nuovo accordo di dieci anni per Sony, ovvero tre anni in più rispetto all’offerta precedente. L’attuale deadline per la decisione è il 23 marzo 2023, ma la scadenza potrebbe essere anticipata se i rimedi proposti verranno considerati soddisfacenti.

Microsoft dovrà anche convincere la CMA (Competition and Markets Authority) del Regno Unito e la FTC (Federal Trade Commission) degli Stati Uniti, che potrebbe presentare una denuncia per bloccare l’acquisizione. Finora il via libera è arrivato solo da Brasile, Arabia Saudita e Serbia.

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Fonte: Reuters
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Pubblicato il 29 nov 2022
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