Microsoft alla Statale di Milano

Cosa deve pensare uno studente universitario quando affronta il test informatico di valutazione e si accorge che tutte le domande vertono su software Microsoft?
Cosa deve pensare uno studente universitario quando affronta il test informatico di valutazione e si accorge che tutte le domande vertono su software Microsoft?


Milano – Gentile Redazione di Punto Informatico, ci tengo a rendere nota tramite questo messaggio una mia esperienza che, pur banale, nasconde secondo il mio modesto parere una situazione a dir poco problematica. Mi riferisco al test di posizionamento per valutare il livello di informatizzazione a cui tutti gli studenti UNIMI devono sottoporsi.

Non ho nulla da osservare in merito allo svolgimento del test (classico quiz a risposta multipla con caselle da barrare e lettore ottico – ma poi funzionano questi lettori ottici o sono pieni di errori, come pare?), che è stato tutto sommato rapido ed efficiente dal punto di vista organizzativo.

Ciò che mi preoccupa, e molto, è l’impostazione di fondo sottesa alla redazione delle domande che vengono propinate agli ignari studenti. Erano 40, suddivise in quattro sezioni: “Internet e posta elettronica”, “Sistema operativo”, “Trattamento testi”, “Database”: 10 per sezione, 4 risposte possibili.

Tralascio il problema “domande ambigue”, laddove almeno due risposte erano congruenti, e vengo al Punto (Informatico, in questo caso): l’intero quiz era tarato per utenti Windows e utilizzatori del pacchetto Office. Ad esclusione della sezione dedicata ad Internet dove, bontà loro, veniva citato Netscape a fianco di Internet Explorer (e perché non parlare di browser generico, invece?), tutto il resto era di stretta osservanza Microsoft.

Non voglio qui insistere sull’inutilità di molte domande che puntavano a valutare se lo studente sapeva se per inserire una tabella in un documento bisogna cliccare su “Inserisci – Tabella” o su “Tabella – Inserisci” (sic), alternativa questa che ha sempre appassionato intere generazioni di informatici, quanto puntare sul fatto che il tutto sottintendeva una sola cosa: che lo studente fosse un utente dotato di PC con sistema operativo e software applicativo targato Microsoft.

Le domande sul SO vertevano, ad esempio, sulla differenza tra DOS e Windows (o meglio sul fatto che quest’ultimo fosse più evoluto), le domande sul trattamento testi vertevano sul posizionamento di comandi quali, appunto, “Tabella -Inserisci Tabella” o “Strumenti – Lingua – Imposta Lingua”, le domande sul “Database” (proprio così veniva definita le sezione) volevano assicurarsi che tutti sapessero cosa succede nella schermata di avvio di Access.

Ora mi domando (ovviamente): e se fossi stato uno che ha sempre usato MAC? O, peggio ancora, uno che NON lavora su database Access? O, più in basso non si può scendere, un oscuro ammiratore e utilizzatore di Linux e di pacchetti alternativi?

In questi casi non sarei stato in grado di rispondere a molte delle domande e sarei risultato principiante, perché è OVVIO che non è detto che la famigerata opzione “Inserisci Tabella” debba trovarsi nella stessa posizione di menu in tutti i software di word processing. E non è detto che le impostazioni di Access debbano valere per tutti gli altri (migliori) programmi di gestione dati.

È vero che utenti e sistemi Win sono la maggioranza, ma impostare un intero test basandosi su questa sicura quanto inutile considerazione mi sembra veramente indice di scarso rispetto nei confronti della cultura informatica.

Insomma, è come se all’esame della patente di guida mi avessero chiesto dove si trova il comando apri cofano delle Wolkswagen oppure la retromarcia delle Renault.

Comunque, il comando Tabella – Inserisci Tabella scrivendo questa lettera ora ce l’ho davanti: sono 15 anni che uso Word, e in fondo non ci avevo fatto caso più di tanto: ora che ho percepito, sono felice di essere conforme al modello, e sono sicuro che proprio in questa conformità risieda il nucleo della conoscenza.
Vero, Bill?
Grazie, UNIMI!

A.A.

Caro A.A. abbiamo segnalato la tua email alla massima autorità dell’Università che spero offrirà su queste pagine una propria posizione in merito e consentirà di comprendere le scelte effettuate dall’importante ateneo in tema di informatica, valutazione dell’informatica e didattica nel settore. Un saluto, la redazione

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11 03 2002
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